Cultura Canzoni d'autore 07/11/2017 13:01 Notizia letta: 2591 volte

Zucchero Fornaciari, veterinario, con l'amore dei galli

Zucchero Fornaciari e gli animali. Le sue canzoni pullulano di personaggi che in realtà sono cani, asini, galline. "Menta e rosmarino"? Erano due gatti.
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Zucchero Fornaciari. In pochi sanno che la canzone Diamante è dedicata a sua nonna, la signora Diamante Alduini Fornaciari.
E meno ancora sono quelli che ricordano il pazzo di Reggio Emilia che la mattina si affacciava dalla finestra gridando: “Edizione straordinaria! Extra-straordinaria! Il mondo è ammalato! Oooooh, sveglia! Il mondo è ammalato! Ma per colpa di chi? Di chi? Di chicchichirichì!?”.

E così Funky Gallo ricorda un gallo della fattoria di Adelmo Fornaciari, un uccello domestico funk, termine che nello slang degli afroamericani indica un cattivo odore, come quello sprigionato dal corpo in stato di eccitazione, e quindi un profumo sexy, sporco, attraente, ma anche autentico, libero da inibizioni. “Sono io che corro dietro alle donne”, confessa.
Gli animali sono una passione per il cantautore, che nel suo mulino ristrutturato, a Pontremoli, vive in regime di autosufficienza alimentare, tra gatte, mucche, pappagalli, cani, conigli, anatre, vitellini, bisce, pernici, fagiani, pavoni, bufale.

Figlio di contadini, Adelmo Zucchero Fornaciari ha tentato la laurea in veterinaria, dando, a Pisa, 39 esami su 50. La passione per la musica lo ha sopraffatto, ma gli animali vivono nelle sue canzoni.
La fattoria di Zucchero produce formaggio, mozzarelle, conserve alimentari, che il cantante destina al consumo familiare e agli amici.
“Donkey e Tonkey” erano due asini, hanno avuto l'onore di una canzone che porta il loro nome, “Black Cat” era un gatto nero, “Menta e Rosmarino” sono due gatti raccattati per strada dalle sue figlie, e in “Don Uorri”, “Muoviti, non fare il mojo sempre mojo”, Mojo è un altro gatto.

“Tobia” è dedicata a un bovaro bernese scappato di casa e mai più ritrovato. “Chiesi a Francesco De Gregori di scrivere una canzone per lui”.
Zucchero Fornaciari ha superato, anche grazie alla compagnia di questa vera e propria Arca di Noè, la depressione. Per anni ha sofferto di attacchi di panico, ed è andato incontro al rischio di pagare penali salatissime agli organizzatori delle sue tournee, quando, in preda allo sconforto, non voleva più uscire di casa, terrorizzato da qualunque cosa potesse accadergli.
Un periodo nero, durante il quale ha scritto però le sue canzoni più belle: “Senza una donna”, “Per colpa di chi”, “Diavolo in me”, che pure rivelano il suo male di vivere.

L'animale domestico più divertente? “Il pappagallo. Era di proprietà di un anziano signore di Reggio che non poteva più tenerlo. Aveva una moglie molto religiosa e lui per dispetto gli aveva insegnato a bestemmiare in dialetto emiliano. Una sera avevo a cena una coppia di amici eleganti... che imbarazzo...”.

Giuseppe Savà
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