Attualità Vittoria

Fake news: come conoscerle e come difendesi. Seminario a Vittoria

Seminario dell'ordine dei giornalisti

Vittoria - Vi ricordate di quando venne annunciata la morte di Paolo Villaggio due anni prima che quest'ultimo morisse davvero? O quando la Boldrini venne accusata di frequentare le spiagge nudiste? Per non parlare di tutte le notizie che girano sui migranti. Una volta le chiamavamo "bufale", ma in gergo tecnico oggi vengono definite "fake news". Parliamoci chiaro: riconoscere una fake news è sempre più difficile. Ma in realtà, è possibile prendere qualche accorgimento e imparare a "difendersi". E' stato questo il tema di cui si è parlato ieri pomeriggio presso la sala convegni della Fiera Emaia, a Vittoria, durante un seminario per giornalisti.

Argomento scottante, certo, ma alcune precisazioni bisogna farle. Innanzitutto, le fake news, quasi sempre, non sono confezionate da giornalisti. i giornalisti, invece, sono le principali vittime. Il consigliere dell'Ordine, Franco Nicastro, intervenuto insieme al segretario dell'Assostampa Gianni Molè, al magistrato Marco Rota e alla psicologa Gisella Turtula, ha spiegato che il problema delle fake news è la loro verosimiglianza. Sono, ormai, sempre più credibili, verosimili: è questo il motivo per cui spesso e volentieri ci crediamo, anche in buona fede.

Perchè si confeziona una fake news? In parte per soldi o per far conoscere i propri siti, grazie al fenomeno del click baiting, in parte perchè si vuole dare un'informazione manipolata. Siamo, infatti, in quella che viene definita l'epoca della post-verità: non contano più i fatti oggettivi, qualunque verità essi possano raccontare. Ciò che conta, ormai, è solo l'idea o l'opinione in base a quel determinato fatto, tanto che è stato coniato il motto: "Non importa se non è vero, ma io ci credo".

Chi confeziona le fake news, infatti, spesso vuole colpire l'emotività delle persone, i loro sentimenti "di pancia". Spesso, inoltre, vuole manipolare diffondendo messaggi razzisti o antisociali. E qual è il prezzo che si paga? Semplice: i giornalisti diventano sempre meno credibili, pur non essendo loro coloro che confezionano le fake news (l'ordine, infatti, punisce severamente un giornalista regolarmente iscritto che confezioni una fake news). Nel grande marasma del web e della carta stampata, dunque, come offrire un'informazione di qualità? E' la credibilità delle persone, della testata, della notizia stessa che deve far parlare da sè. Soprattutto, dovrebbero essere i fatti a tornare a parlare e non le emozioni o i sentimenti.

http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1512997998-3-pirosa.gif