Attualità Palermo 17/11/2017 09:01 Notizia letta: 2010 volte

E' morto Totò Riina

Era stato condannato a 27 ergastoli
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Palermo - Totò Riina, il capo dei capi, è morto questa notte intorno alle 4 del mattino. Il boss corleonese condannato a 26 ergastoli era malato da tempo e negli ultimi giorni era entrato in coma. Era ricoverato nel Reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Aveva 87 anni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, era ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa Nostra. Nelle ultime settimane Riina ha avuto un peggioramento e, dopo il doppio intervento chirurgico, i medici hanno da subito avvertito che difficilmente il boss, le cui condizioni sono da anni compromesse, avrebbe superato le operazioni.

Alcuni mesi fa, il tribunale di Bologna aveva negato al boss la possibilità di essere trasferito nel reparto ospedaliero: nonostante le precarie condizioni di salute, infatti, Riina appariva "lucido" e "vigile". Ieri, però, il Ministero della Giustizia, con il parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell’Amministrazione penitenziaria, il ministro guardasigilli, Andrea Orlando, ha firmato il permesso per i figli di Totò Riina per vederlo nella struttura sanitaria a Parma.

Fra i tanti delitti attribuitigli, l’accusa più grave nei suoi confronti è quella per gli attentati costati la vita ai magistrati Falcone e Borsellino e alle rispettive scorte avvenuti entrambi nel 1992. Era ancora imputato nel processo per la trattativa Stato - mafia: finché la salute glielo ha consentito, ha sempre seguito le udienze del processo in videoconferenza.

E' accusato di aver ordinato e pianificato alcuni "delitti politici", come quello l’ex segretario provinciale della dc Michele Reina e quello del presidente della Regione Piersanti Mattarella. Condannato in contumacia all’ergastolo durante il maxiprocesso voluto da Falcone, a inchiodarlo è stato primo pentito eccellente di Cosa Nostra, Tommaso Buscetta. Riina si vendica ordinando la morte di undici suoi parenti, tra cui i suoi figli. In carcere non si pentirà mai ma sono rimaste famose alcune sue intercettazioni ambientali con altri detenuti in cui si vantava di aver fatto fare la fine del tonno a Giovanni Falcone.

Irene Savasta
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