Giudiziaria Reggio Calabria 06/12/2017 09:40 Notizia letta: 1163 volte

Lo chiamavano il Monaco: continua processo per gli omicidi Fava e Garofalo

Processo a Reggio Calabria
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Reggio Calabria - Continua presso la corte D'Assise di Reggio Calabria il processo per l'omicidio Fava e Garofalo: sul banco degli imputati siedono Rocco Santo Filippone e Giuseppe Graviano, accusati di essere i mandanti dell'omicidio dei due carabinieri. Poi, c'è Giuseppe Calabrò, il killer, colui che materialmente sparò durante la strage. E poi c'è Marina Filippone, la madre di Giuseppe e sorella di Rocco Santo Filippone. A testimoniare è l'ispettore Giuseppe Briguglio, uomo di punta della Squadra Mobile: è suo il compito di sviscerare tutti i colloqui fra Calabrò e la madre Marina, avvenuti in carcere.  Colloqui che svelano sia momenti di vita che le soffiate che qualcuno fece al “Monaco”.

La madre di Calabrò invitava il figlio a ritrattare tutto ciò  che era stato detto ai magistrati della Dda solo pochi giorni prima, ossia il coinvolgimento dei suoi parenti in quella strategia della tensione che portò agli agguati ai danni dei carabinieri. Fu proprio Calabrò a voler parlare con i magistrati: raccontò di quel viaggio sulla Piana di Gioia Tauro, nella tenuta dello zio, quando ricevette l’incarico di uccidere i carabinieri. In un primo momento, in effetti, aveva ritrattato tutto tramite una lettera in procura. Una lettera che oggi è la principale difesa della madre di Calabrò che, durante un'intercettazione, dice al figlio che "bisogna tornare indietro, tutto indietro" e che avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa e non creare più problemi.

Il 19 luglio 2014, avviene un altro importante colloquio: L'ispettore Briguglio spiega che madre e figlio che sicuramente non andranno più neanche a trovarlo e poi aggiunge che per il resto si aggiusterò tutto.
Poi, la madre spiega che la Finanza "tempo fa è andata a prendere al comune il nome e cognome di tutti". La madre si alza e si appoggia al tavolo, fa avvicinare a sé il figlio per parlargli all’orecchio e dice: “Il Monaco ha un’amicizia con qualcuno e si è informato”, gli hanno detto che la Finanza è andata e ha preso il nomi di tutta la famiglia, ma ora non sanno cosa stanno facendo". Il “Monaco” cui fanno riferimento Calabrò e la madre potrebbe essere proprio Rocco Santo Filippone. È lui stesso a dirlo nel corso dell’interrogatorio di garanzia, quando dichiara al Pm di sapere di essere chiamato "Monaco".

Irene Savasta