Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte: non chiamatela fiera del fungo

Considerazioni sulla manifestazione che si è svolta il 9 e 10 dicembre

Chiaramonte Gulfi - Premessa: questo articolo non nasce per denigrare il lavoro di chi si è impegnato a fare qualcosa. Questo articolo nasce perché vuole essere uno stimolo alla discussione e vuole essere, soprattutto, una critica costruttiva. Quindi, prima di gridare al reato di lesa maestà, analizzeremo a fondo le cause che non permettono il decollo della manifestazione “Fiera del fungo” che si è svolta a Chiaramonte il 9 e 10 dicembre e proveremo a dare, nel nostro piccolo, qualche suggerimento agli organizzatori, se vorranno accettarlo.

La manifestazione è nata l’anno scorso ed aveva uno scopo benefico: raccogliere fondi per i terremotati di Amatrice e infatti è organizzata dal Gruppo Alfa Protezione Civile di Chiaramonte, con il patrocinio del comune di Chiaramonte. Una bellissima idea sulla cui finalità nessuno può dire nulla, sebbene sin dall’inizio molte persone hanno espresso delle perplessità circa il semplice fatto che la cittadina di Chiaramonte, pur essendo un paese a forte vocazione gastronomica, ahimè non è proprio un territorio adatto a cercatori di funghi. Si, qualcosa c’è ma mancano, ad esempio, i funghi pregiati come i porcini o i finferli, i veri protagonisti delle fiere del fungo come quelle di Zafferana Etnea o di Castelbuono.

In effetti, già l’anno scorso la manifestazione ebbe qualche problema: molti visitatori, infatti, lamentarono il fatto che non solo non vi fossero funghi freschi da poter acquistare (vi era un solo stand con funghi coltivati), ma non vi erano nemmeno i prodotti d’eccellenza del territorio chiaramontano, quali olio, conserve e vino. La manifestazione del 2016 andò in archivio con un punto interrogativo e a chi ha fatto rispettosamente notare queste mancanze, in privato, agli organizzatori, è stato risposto che si trattava di una prima edizione e che poteva starci qualche strafalcione. Giusta osservazione.

E così arriva pure l’edizione del 2017, la seconda edizione della Fiera del Fungo. Anche quest’anno c’è stata poca pubblicità, affidata soprattutto a facebook, qualche locandina in giro (la stessa dell’anno scorso) e la scelta di una data piuttosto strana: il 9 e 10 dicembre, in là rispetto ai tempi dei funghi ma, soprattutto, in perfetta concomitanza con una manifestazione rodata e ben organizzata come Chocomodica. La Fiera del Fungo è iniziata sabato 9 dicembre. Spiace dirlo, ma già alle 21.30 gli stand erano chiusi. Ci è stato detto che era per via del freddo e per via del fatto che vi fosse poca gente. Che ci fosse poca gente è assolutamente vero.

Che faccia freddo, però, è normale, soprattutto se si sceglie dicembre come data. C’è da chiedersi, invece, perché ci fosse poca gente: anche a Bolzano fa freddo per i mercatini di Natale, eppure c’è gente che parte dalla Sicilia per visitarli. Forse c’era poca gente perchè le proposte degli stand non erano così attraenti? Rispetto all’anno scorso c’erano più stand con prodotti del territorio e di questo bisogna dare atto, ma per quanto riguarda i funghi vi erano solo due venditori di funghi coltivati. Ci ha fatto piacere vedere l’olio chiaramontano fra le proposte, i formaggi e qualche conserva alimentare, ma rispetto alla vastità dell’offerta gastronomica che Chiaramonte Gulfi rappresenta, c’era davvero pochissima roba. C’è da chiedersi: dove erano tutti gli altri produttori? Sono stati invitati e hanno rifiutato l’offerta? Se si, perché? Oppure nessuno si è preso la briga di chiedere loro di partecipare?

Anche ieri, domenica 10, si è vista in giro pochissima gente. La domanda è questa: perché chiamare una manifestazione Fiera del Fungo quando il fungo non è il principale attrattore della manifestazione? Un paio di stand che vendono funghi coltivati non possono assolutamente giustificare questo nome. E nemmeno proporre il panino con la salsiccia coi funghi può essere sufficiente. Nessuno dice di abolire la manifestazione: al contrario, sarebbe più corretto cambiargli nome, magari chiamandola “fiera dei prodotti chiaramontani” e abbinarla ai mercatini di Natale, visto il periodo. Perché se una persona legge “Fiera del fungo”, si aspetta che vi siano i funghi freschi. Lasciateci finire con una considerazione ironica: a Chiaramonte, paese con l’olio d’oliva più premiato al mondo, non esiste una fiera dell’olio ma abbiamo inventato una fiera del fungo pur non essendoci funghi.
The best.