Attualità Chiaramonte Gulfi

Chiaramonte, Ferlito attacca: la denuncia di Cutello non ha portato a nulla

Salvina Ferlito, coordinatrice di Fratelli D'Italia

Chiaramonte Gulfi - Si torna a parlare dell'ormai celeberrimo canile abusivo di contrada Coniglio-Petraro, sequestrato dai Nas il 27 ottobre. Una vicenda che continua a far discutere. Il coordinatore cittadino di Fratelli D'Italia, Salvina Ferlito, tramite un comunicato stampa, sostanzialmente si chiede: "Tutto ciò è servito a qualcosa?". La vicenda viene definita "Vergognosa" e "triste". In particolare, Salvina Ferlito accusa il consigliere di opposizione Mario Cutello di aver strumentalizzato la vicenda a discapito dei cani randagi.

Si legge: "Da questa sua iniziativa sono scaturiti: un sequestro amministrativo dell’area adibita a ricovero per randagi (di proprietà del Comune di Chiaramonte Gulfi) operato il 27 ottobre dai NAS, una relazione dell’ASP di inidoneità dello stallo, una ordinanza del Sindaco datata 7 dicembre con la disposizione di trasferimento di 18 cani presso un canile di Piazza Armerina, diversi articoli di cronaca locale e, infine in data 11 dicembre, l’abbandono dello stallo da parte dell’ANPANA (l’associazione di volontariato che si occupava dei randagi salvati dalla strada). Non è dato conoscere, invece, dove siano andati a finire gli altri cani: si ricorda, infatti, che all’atto del sequestro sul luogo erano ricoverati circa 50 animali fra cuccioli e adulti".

Ma il canile era abusivo e su questo non ci piove. Ferlito, però, dichiara: "Sebbene non si possa criticare l’operato dei NAS e dell’ASP che, certamente, hanno agito esclusivamente al fine di tutelare i cani e l’ambiente, non si può non rilevare l’avventatezza di chi ha, invece, scatenato questo putiferio. Sorge, infatti, spontanea la domanda sul perché di una denuncia che, come prevedibile, non ha portato a nulla di buono, almeno per quanto riguarda le sorti degli storici “amici dell’uomo”.

Ed in effetti, gli unici risultati ottenuti sono: il sequestro dello stallo temporaneo (che ricordiamo sommessamente al Cutello esisteva già dai tempi della precedente amministrazione e non è un’invenzione del suo avversario politico), con la triste conseguenza che i randagi non avranno più un posto a Chiaramonte dove poter essere ricoverati in attesa che qualcuno di buon cuore li salvi dalla strada e li adotti regalando loro un’esistenza dignitosa; l’abbandono dello stallo da parte dei volontari che, loro malgrado, si sono trovati tirati in mezzo a una bagarre politica; un non ben precisato destino dei poveri cagnolini (non è dato, infatti, sapere, se questi siano ancora ospitati nello stallo o siano stati spostati altrove e, ancora, se in assenza dei volontari ANPANA ci sia qualcuno che si occupi dei malcapitati portando cibo e somministrando cure).

Evidentemente il Cutello e chi orbita intorno a lui non avevano ben chiara la differenza fra canile e stallo temporaneo che, come chiarisce la stessa parola, ha solo la funzione di accogliere “temporaneamente” gli animali meno fortunati per curarli o in attesa che qualcuno li accolga in casa propria". Senza mezzi termini, poi, afferma:"O forse, pur avendo ben chiara la differenza, hanno agito solo per fini personali: balzare, anche solo per qualche giorno, agli onori della cronaca facendo un dispetto all’attuale sindaco". Poi, non può far a meno di ricordare che anche l'attuale sindaco ha avuto a che fare con il fenomeno del randagismo: "ricordiamo, infatti, che a maggio scorso anche l’attuale sindaco  Gurrieri, allora a capo dell’opposizione, scriveva al Prefetto per denunciare la presenza di numerosi cani randagi all’interno di uno spazio privato di Contrada Bellomo additandone la responsabilità al Comune di Chiaramonte Gulfi con allora sindaco Fornaro".

Infine, il coordinamento cittadino si augura che: "L' amministrazione si attivi per la costruzione di un canile comunale nel rispetto di tutte le normative in materia. Il canile, da un lato contribuirebbe a sanare la piaga del randagismo e, dall’altro, consentirebbe anche un notevole risparmio per le casse comunali e conseguentemente per le tasche dei cittadini, con l’ulteriore vantaggio della creazione di nuovi posti di lavoro".
 
Foto: Repertorio