Attualità Chiaramonte Gulfi

I vasi di Sperlinga Cattivo in mostra a Chiaramonte

Il corredo funerario

Chiaramonte Gulfi - Sono tornati a Chiaramonte, dove l'archeologo Antonino Divita li aveva rinvenuti, i reperti del sito Sperlinga-Cattivo, fra cui molti vasi funerari, provenienti dalla necropoli lì scoperta. I conci, i vasi, i corredi funerari sono esposti a palazzo Montesano, gestito dalla Pro Loco, mentre l'esposizione è curata da Comune e Sovrintendenza di Ragusa, che li ha ceduti dal museo archeologico. Il loro rinvenimento, a monte di Chiaramonte, avvenne nel 1971, e permise ad Antonino Divita di capire le modalità di seppellimento. Ciascuna tomba aveva un unico scheletro, ai cui piedi erano poggiate le crete, i vasi: khotones corinzi, kylikes, e poi anfore, hydrie, askoi, crateri e scodelle, datati intorno al VI secolo avanti Cristo. 

Divita annotava: "Trovare una necropoli sicula non deve stupire se si pensa che verso gli ultimi anni del VII secolo avanti Cristo, questa zona era venuta a contatto con i Greci di Siracusa, che nel 599/8 fondarono Camarina e a pochi chilometri da Paraspola si era costituito il piccolo centro greco di Akrillai che deve il suo sorgere e la sua lunghissima vita all'asse Siracusa-Agrigento su sui era posto".