Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 08/02/2012 22:51 - Online: 147 - Visite: 8388607
16/06/2009 12:26
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Scicli - Con quasi 300 corridori iscritti, provenienti da tutte le province della Sicilia, la 7° ed ultima tappa della Prova di Granfondo del campionato siciliano UDACE si è rivelata un successo. La prova di Scicli è stata una delle più affollate di questo circuito che ha visto le province siciliane toccate dalla brigata di ciclisti, dalle loro bici e dalle famiglie a seguito. Settima tappa del circuito regionale ma “Primo Granfondo Città di Scicli” che vuol ripetersi negli anni a venire. E’ appunto il primo anno che la gara viene organizzata dal Gruppo Sportivo “Gli Amici del Pedale” di Scicli che vanta però quasi 40 anni di attività sportiva amatoriale di un certo livello e che ha nel presidente, Guglielmo Cucuzza, uno dei veterani del ciclismo provinciale. Così veterano che non ha saputo trattenere l’emozione e qualche veloce lacrima asciugata dal sole, quando ha ringraziato i presenti ed ha visto il tappeto di ciclisti pronti al via, dopo quasi almeno 30 anni dall’ultimo tour cittadino dei primi degli anni ’70, poi interrotto per un luttuoso incidente stradale. Ed i 300 erano carichi e pronti alla carica, già in zona di partenza fin dalla prima mattina con le famiglie intorno. Effettivamente ottimo è stato il connubio turismo/ciclismo con la maggior parte dei ciclisti e famiglie che sono arrivati in città il sabato precedente, per trovarsi freschi alla griglia di partenza. E così è stata una giornata di turismo-con-la-scusa-della-gara, di alloggio nei bed&breakfast della città, pieni completamente e con serata al fresco della luna a mangiare gelati e granite di gelso, o pistacchio, o limone o tutti i gusti che si volevano. Soddisfatti anche gli operatori commerciali, perlomeno quelli attorno alla zona di partenza ma un po’ tutti che hanno offerto le loro specialità ai turisti/ciclisti La partenza per i 125 km, di un percorso non certamente tra i più massacranti possibili ma probabilmente tra i più caratteristici per il paesaggio attraversato, è stata quasi da svizzeri: prevista alle 9,00 già alle 9,10 i corridori avevano lasciato Piazza Italia ed avevano viaggiato i primi km all’interno della città. Dopo il passaggio quasi di presentazione alla città di questa vera marea di colore, occhiali a specchio, caschetti protettivi e polpacci in vista, i “300” hanno fatto i primi 30 km secondo la classica previsione del “cicloturismo non competitivo” anche se qualche salita ha cominciato a dare i primi giudizi di valore. Tolta di mezzo la prima frazione, il raggruppamento e la pausa del “Piede a Terra” per il secondo via per la gara competitiva, lungo un tracciato che ha portando le bici dai circa 90 mt slm di Scicli ai circa i 600 mt slm di dislivello nella frazione di Frigintini, in territorio di Modica. In un paesaggio di campagna famoso per i suoi muri a secco, gli olivi e la cura degli ambienti per essere, da sempre, abitato e quindi molto tutelato. Le strade scelte sono state non gli ampi vialoni ma strade di campagna, con altimetria variabile in pochi km, forse fastidiose per qualche corridore che preferisce concentrarsi su una tecnica e non variare tra salite e discese. La giornata è stata calda ma non troppo. L’acqua è certamente scorsa a fiumi tra i punti ristoro gestiti dai boy-scout di Scicli e tra rifornimenti in corsa dalle auto ammiraglie e dalle decine di scooteroni che hanno assediato la coda della gara. Ai punti di ristoro, gli scout cattolici dell’Agesci di Scicli che, ricordando il detto “Dà da bere agli assetati”, hanno appunto dato bottiglie d’acqua, al volo, ai ciclisti. Proprio in questa fase nella zona del pittoresco lago di S. Rosali, due piccoli incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze anche se Enzo Bucchieri (foto allegata) della Ciclo Buccheri di Niscemi ha dovuto richiedere l’intervento dell’ambulanza ed un controllo in ospedale per una radiografia alla mano e la cura di diverse escoriazioni. Il gruppo si è sgranato quasi a metà percorso, con il gruppetto di testa di una quarantina di corridori che ha lasciato alle spalle il resto. Con andature sostenute che in certi tratti hanno anche toccato i 70 km/h. Compatto nella maggior parte del percorso, nella parte orami pianeggiante della litoranea che riportava verso l’arrivo di Scicli, si è staccato il gruppo dei velocisti che ha cominciato li la propria “battaglia” per vincere la “guerra”. E si è trattato soprattutto di una sfida a due, tra Carmelo Nicolosi, uomo di punta di casa del GS Gli Amici del Pedale di Scicli (Rg) e Fabio Alessi del Sicily Fruit di Avola (Sr). Un testa a testa che ha visto alternarsi i due corridori al comando, per testare le capacità di reazione l’uno dell’altro. Nicolosi ed Alessi sapevano che la differenza sarebbe arrivata all’ingresso di Scicli, dove una non impegnativa ma fastidiosa salita avrebbe fatto la differenza. Era quello che aveva messo in evidenza lo stesso Giampaolo Caruso, professionista del team Flaminia-Bossini e che era intervenuto alla presentazione della manifestazione: “La differenza – ha detto Giampaolo – la si farà proprio in questo tratto”. E difatti è li che Nicolosi non ha saputo tenere al guinzaglio Alessi che si è messo davanti deciso a mantenere la posizione e sfruttare le sue doti di medio scalatore e quindi di dare il meglio nei due km finali, tutti in piano e dentro la città. L’arrivo in volata è stato quindi d’obbligo, con Alessi che ha fatto fermare i chip di controllo 2 secondi prima di Nicolosi dopo 3 ore e 28 minuti di gara, aggiudicandosi la tappa – ed in tal modo – anche il titolo regionale. A seguire poi tutti gli altri, ovviamente, con gli ultimi arrivati dopo 5 ore e 30 dalla partenza. Subito dopo l’arrivo, le verifiche ormai computerizzate degli arrivi, le decisioni di squalifica dei giudici di gara su traini ciclomotore-biciclietta ovviamente non ammessi, la classifica e la ricerca della propria posizione. Ma ormai la gara era fatta e davvero si leggeva nei visi di ognuno, abbronzatissimi dal sole con la forma degli occhiali in bella evidenza stampata in faccia e gli avambracci anneriti rispetto al bianco latte delle spalle, la soddisfazione dell’arrivo e di essere tra tanti amici e appassionati del proprio sport. E nel mentre i giudici sfornavano dati, le rosticcerie accanto all’arrivo sfornavano pasta al forno. Il “pasta-party”, il pranzo di gara tipico di queste maratone ciclistiche, ha avuto nella più classica delle pietanze siciliane, la pasta al forno, il suo momento più alto di celebrazione, con i 300 – e famiglie – ritrovarsi all’ombra dei gazebo predisposti e degli alberi profumati, a riposarsi con maccheroni che facevano da tramite. Veloci le pratiche di premiazione, per permettere agli atleti di prepararsi per tornare alle proprie città avendo qualcuno ben 4 ore di strada. Ecco quindi la premiazione dei primi tre: Fabio Alessi (1), Carmelo Nicolosi (2) e Enzo Giacchino, team Renault Amarù Comiso (3). E poi premi per tutti, non solo per coppe per le diverse categoria, per le società, per il più anziano (classe 1946) o il più giovane, ragazza e di soli 15 anni, Elisa Messina dell’ M3Fitness di Palazzolo Acreide ed alla sua prima granfondo stravolta in faccia dalla fatica ma sorridente e soddisfatta per l’impresa. Premi in natura per quasi tutti: cassette di pomodoro ciliegino, formaggi locali, primizie di stagione, premi tecnici da bici, occhiali da sole, cellulari, telai da corsa: tutto quanto serve a dire “grazie” agli amatori che zuppi di sudore, al fine di ogni gara, magari pensano: Ma chi me la fa fare?. Ed invece sono pronti la settimana successiva a sfidare gli altri ma, prima di tutto, se stessi.
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