Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 09/02/2012 16:18 - Online: 268 - Visite: 8388607
03/07/2009 17:43
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Pozzallo - Palazzo Pandolfi, sede in buona parte del Copai, il Consorzio di promozione e sviluppo dell'area iblea, nel mirino della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica presso il tribunale di Modica. Le prime cose concrete sono state il sequestro probatorio di una parte dello storico stabile (quello oggetto di ristrutturazione), e la iscrizione nel registro degli indagati di almeno sei-sette persone, imprenditori fra Modica e Pozzallo (numero che però potrebbe lievitare anche a breve termine, e anche all'estero). Il reato ipotizzato è quello della associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all'Unione europea, per oltre otto milioni di euro.
Le indagini delle Fiamme Gialle del comando provinciale prendevano le mosse circa un anno fa dalla constatazione che dello sbandierato centro polivalente (attrezzato con le ultime dotazioni tecnologiche per consentire lo svolgimento di una vasta gamma di attività culturali, seminari di studi, convegni, ed altro) e del museo che avrebbe dovuto ospitare oltre che reperti archeologici anche testimonianze delle tradizioni popolari locali, non vi era neppure l'ombra, pur risalendo al 2006 le richieste di finanziamento (in buona parte, a quanto pare, già erogate) all'Unione Europea e allo Stato. Indagini coordinate, naturalmente, dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Modica.
E scava oggi e scava domani, sarebbero emerse una serie di fatturazioni fasulle per materiale mai mai acquistato. Le indagini della Guardia di Finanza andrebbero, in buona pare, anche al di là dei confini nazionali (i Paesi dell'Est?). Indagini che, per quello che è dato sapere, potrebbero concludersi a breve termine, magari in piena estate, con nuovi "botti". Da parte delle Fiamme Gialle e della Procura intanto non filtrano indiscrezioni. Bocche chiuse sia al Palazzo di giustizia di Modica, sia alla sede di via Archimede del Comando provinciale della Gdf. Ipotesi se ne fanno tante, ma la parola chiarificatrice resta alla Procura della Repubblica prima e al giudice delle indagini preliminari subito dopo.
Palazzo Pandolfi, in piazza della Rimembranza, è stato realizzato nel 1865, ben oltre 140 anni orsono cioè. Venne commissionato ad un noto architetto siciliano, lo stesso che aveva realizzato palazzo Giunta, senza limitazione di spesa dalla famiglia Pandolfi, di origine campana, trapiantata a Pozzallo per questioni di commercio. Era importante solo una cosa: oscurare palazzo Giunta. E bisogna dire che la realizzazione fu degna delle attese. Attualmente una parte del palazzo è ancora di proprietà privata, mentre altra parte (quella occupata dal Copai), primo piano e parte del secondo piano è di proprietà della Provincia regionale.
Fra i sette indagati anche la moglie di un deputato regionale della provincia di Ragusa.
Redazione
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