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Venerdì 18 Maggio 2012 - Aggiornato 18/05/2012 12:28 - Online: 291 - Visite: 8388607

21/07/2009 17:38

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Bandi sul biologico, Gambuzza sollecita modifiche

Ragusa - Con il regolamento comunitario del 20 settembre 2005, l’Unione europea ha istituito un sostegno economico a favore dello sviluppo rurale prevedendo all’interno dell’Asse 2 un sistema di aiuti per i metodi di produzione agricola finalizzati alla protezione dell’ambiente e alla conservazione dello spazio naturale, in una parola il biologico. In attuazione di quanto disposto dall’art. 15 di tale regolamento, l’assessorato regionale Agricoltura e foreste ha predisposto il Programma di sviluppo rurale (Psr) Sicilia 2007-2013 approvato dalla Commissione europea.

Confagricoltura Ragusa chiede la modifica dei bandi essendo insorti alcuni problemi che rischiano di limitare l’efficacia e le finalità per i quali i suddetti aiuti erano stati predisposti. “Le disposizioni attuative del bando emanato ai sensi della normativa di riferimento – dice il presidente provinciale di Confagricoltura, Sandro Gambuzza – prevedono tra le condizioni di ammissibilità che i beneficiari debbano dimostrare di disporre, per l’intera durata dell’impegno assunto (5 anni per tutte le azioni), dell’azienda per la quale intendono richiedere l’aiuto in base ad un diritto reale di godimento debitamente  provato attraverso la  proprietà del bene o la presenza di contratto registrato di affitto o di comodato d’uso gratuito o di altra forma prevista dal codice civile. L’adesione a due specifici azioni, in particolare, dovrà essere applicata nell’intera superficie agricola utilizzata al momento della sottoscrizione dell’impegno iniziale e per tutte le colture presenti. Quanto detto, costituisce un problema poiché può capitare che alcune aziende abbiano una parte delle superfici, anche di estensione minima, condotte con contratti in scadenza prima dei 5 anni e non rinnovabili per cause non dipendenti dall’azienda interessata all’aiuto. Fino ad oggi tali ditte sono rimaste escluse dall’aiuto”.

Confagricoltura avanza una proposta di soluzione. “Per superare questo problema, che non ha consentito a parecchie aziende di percepire un contributo legittimo – continua Gambuzza – per i bandi in prossima uscita proponiamo di prevedere, pur mantenendo gli obblighi previsti dalla normativa su tutte le superfici aziendali condotte, la possibilità di inserire nella base aziendale tali superfici tra gli interventi non soggetti a premio”.

Comunicato Confagricoltur

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