20/08/2009 13:11
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Ragusa -Il consiglio di amministrazione del Consorzio universitario ha sostanzialmente ridefinito la nuova bozza di Statuto da sottoporre al vaglio del consiglio comunale del capoluogo e di quello provinciale, ossia gli organismi che rappresentano i due soci maggioritari del consorzio stesso.
L'organo di gestione, per la verità, tornerà a riunirsi il 26 agosto per mettere a punto i dettagli, ma la nuova formulazione dello Statuto dovrebbe finalmente ripianare le divergenze insorte tra le due assisi e che hanno ad oggi reso impossibile le modifiche statutarie. Con grave nocumento sia per le casse del Consorzio, che cerca nuovi soci e quindi linfa vitale per potenziare e rilanciare la propria attività istituzionale, sia per il conseguimento dei requisiti minimi imposti dalla nuova legge, al fine di salvare l'Università iblea.
Nel corso della riunione di ieri, il Cda ha anche deciso l'istituzione di un master di secondo livello per varie discipline.
La parte più rilevante della riunione è stata riservata proprio allo statuto. Lo scoglio più grosso, rappresentato dal capitolo indennità, sarebbe stato superato in virtù di una più approfondita e specifica interpretazione delle norme di legge, vigenti in materia. L'assise del palazzo di viale del Fante, infatti, propendeva per attribuire ai componenti del Cda una "remunerazione" fissa, in qualche modo equiparata a quella del presidente della Provincia, mentre a Palazzo dell'Aquila il consesso si era pronunciato per un rimborso a gettone, delegando, semmai, all'assemblea dei soci di statuire diversi criteri di "gratificazione". Il Cda, in effetti, avrebbe appurato che quella delle indennità è materia che esula dallo Statuto e che già la legge demanda proprio all'assemblea dei soci.
Riguardo alla durata del consiglio d'amministrazione, rispetto a cui Provincia e Comune erano rimasti ancorati alle rispettive posizioni (tre anni ancorché cinque), sembrerebbe essere stato individuata una soluzione di chiaro compromesso: la nuova bozza, infatti, prevederà una durata dell'organismo gestionale di quattro anni.
L'ultimo ostacolo da superare è quello della opportunità o meno di istituire il comitato tecnico-scientifico di supporto al Cda. Un organismo proposto dal consiglio comunale, ma osteggiato alla Provincia, rispetto invece al quale il Cda non si mostra... oltranzista. Anche in questo caso, il presidente Mauro e gli altri consiglieri hanno cercato una via mediana: si tratta cioè di innovare rispetto all'originaria formulazione del comitato (cinque membri di qualificato spessore culturale e professionale che indirizzino e supportino l'organismo di gestione) ed al suo stesso ruolo e funzione. L'ipotesi individuata (ed ancora probabilmente da affinare) è quella di evitare che si istituisca un "carrozzone", costituendo invece uno strumento non organico al Cda, ma assai snello ed effettivamente in grado di agevolare l'attività dell'esecutivo.
Una riunione, dunque, proficua che ancora una volta avrebbe consentito, grazie proprio alla connaturazione prettamente politica e bipartisan del Cda, di limare e ripianare differenziazioni e posizioni radicali. Se così sarà stato, si vedrà a fine mese, al massimo nei primissimi giorni di settembre, quando consiglio comunale e consiglio provinciale, in seduta congiunta (questo infatti è il percorso individuato per accelerare i tempi), dovrebbero dare il placet definitivo al nuovo Statuto, magari dopo un paio di confronti informali, come quello (invero del tutto inconcludente) di due settimane addietro.
La necessità che si arrivi alle modifiche statutarie, d'altro canto, è stata sottolineata anche in un recente comunicato stampa dell'Università di Catania, a compendio delle riunioni tenute dal rettore Antonino Recca con i maggiorenti delle Università decentrate di Siracusa e Catania. Nella nota accademica, peraltro, viene nuovamente messa in dubbio la capacità del Consorzio ibleo di far fronte agli impegni economici (oltre due milioni da versare entro fine settembre) nonché, a maggior ragione, l'aspirazione del presidente Giovanni Mauro di giungere in tempi brevi alla costituzione del quarto polo universitario autonomo: «Non è affatto chiaro con quali previsioni di spesa – si legge nel documento – il Consorzio ibleo punti alla costituzione del quarto polo universitario, attivando per ora quanti più corsi possibili e sforzandosi di attrarre matricole. Il futuro di questa politica, che nei desiderata del presidente Mauro dovrebbe assicurare la presenza di ben tre facoltà dell'Università di Catania e una dell'Università di Messina, rimane assai incerto». Poi la "provocazione" finale, con chiaro riferimento alla capacità di onorare gli impegni finanziari: «Si vedrà a settembre!».
Giorgio Antonelli,Gzz Sud
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