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Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 21/05/2012 23:48 - Online: 306 - Visite: 8388607

23/09/2009 00:45

Notizia letta: 2359 volte

Giallo sulla remissione in libertà di Virgilio Giglio

Giallo sulla remissione in libertà di Virgilio Giglio

Modica - Colpo di scena nella vicenda dei cani killer di Punta Pisciotto.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modica, Maurizio Rubino, ha revocato la misura cautelare nei confronti del principale indagato per la morte del bambino modicano di Giuseppe Brafa, sbranato dai cani il 15 marzo scorso, e per l'aggressione subita da una giovane turista tedesca in spiaggia due giorni dopo, vale a dire Virgilio Giglio.

La cosa che suona “stonata” è che il provvedimento del Gip risale al 15 giugno scorso senza che, però, sia stato adottato, per cui l'uomo è rimasto con la spada di Damocle degli effetti restrittivi che sono stati mantenuti, a questo punto ingiustificatamente, per tre mesi.

Giglio, 64 anni, sciclitano, era stato arrestato la sera del 15 marzo dai carabinieri. S

uccessivamente era stato ammesso ai domiciliari nella casa paterna di Scicli, mentre l'immobile della frazione balneare resta ancora sotto sequestro.

Il 17 giugno era stato scarcerato con la prescrizione di non uscire di casa la notte.

“Praticamente – sostiene il difensore dell'anziano, l'avvocato Francesco Riccotti – due giorni prima di quest'ultimo passaggio, il Gip aveva già accolto la mia istanza ed emesso deliberazione di remissioni in piena libertà. Il mio assistito ha scontato un provvedimento per circa novanta giorni senza ancora giustificazione visto che la decisione del magistrato modicano è stata applicata appena domenica scorsa. Un fatto che non ci spieghiamo e che riteniamo rappresenti un'ingiustizia”.

Frattanto i termini delle indagini preliminari sono scaduti. I canonici sei mesi senza che ci sia stata nessuna richiesta di proroga, dunque, sono scaduti e la situazione resta ancora nell'incerto.

“Noi rimaniamo – aggiunge Riccotti – in attesa di ciò che intende fare la Procura della Repubblica. E' indubbio, ripeto, che Virgilio Giglio abbia subito un'ingiustizia. Attendevamo l'incidente probatorio su atti irripetibili già fissato per lo scorso 29 luglio e poi rinviato ed allo stato non se ne è fatto nulla. Incassiamo, poi si vedrà”.

Il pubblico ministero, Maria Letizia Mocciaro, aveva affidato in luglio un incarico peritale al professore Michele Panzera, Ordinario di Etologia Veterinaria e Benessere degli animali dell’Università di Messina per stabilire se la tragedia potesse essere evitata, poi, però, uno degli indagati, il comandante la polizia municipale di Scicli, Franco Nifosì, chiese per parte sua un incidente probatorio per cui automaticamente si dovette sospendere ogni atto ripetibile.

Oltre a Giglio e a Nifosì, risultano indagati il comandante della stazione carabinieri di Sampieri Giuseppe Agosta, l’ingegnere del Comune di Scicli, Salvatore Calvo, il geometra comunale Giuseppe Pisana, l’operaio Carmelo Burletti e l’ assistente sociale Patrizia Di Stefano.

Completano la lista i medici veterinari dell’Ausl 7 Roberto Turlà, Antonino Avola e Saverio Agosta.

Saro Cannizzaro

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