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Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 21/05/2012 23:48 - Online: 303 - Visite: 8388607

24/09/2009 00:59

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Rissa nel Pdl, aria di voto anticipato in Sicilia

Rissa nel Pdl, aria di voto anticipato in Sicilia

«Ritiriamo gli assessori Nino Beninati e Mario Milone dalla giunta»: nella spaccatura del Pdl tra l´ala che fa capo al duo Schifani-Alfano e la corrente Micciché che ha annunciato la costituzione dei gruppi Pdl Sicilia, a dividere ulteriormente il partito di Berlusconi nell´Isola ieri ci ha pensato il co-coordinatore regionale Domenico Nania, sulla carta colonnello del fronte anti Micciché, che ha chiesto però il ritiro dei due assessori che rappresentano proprio l´ala del guardasigilli e del presidente del Senato.

Risultato?

Angelino Alfano che replica a muso duro a Nania dicendo che «spetta a Berlusconi decidere quando e come uscire da una giunta», il senatore Pino Firrarello che plaude all´idea di far dimettere i due assessori e suo genero, Giuseppe Castiglione, che invece è contrario alle dimissioni di Nino Beninati e Mario Milone.
Insomma, nel Pdl siciliano ormai è il caos completo dopo l´annuncio del sottosegretario Gianfranco Micciché riguardo ai gruppi autonomi della sua corrente, che negli enti locali si riuniranno sotto l´insegna Pdl Sicilia. Ieri il co-coordinatore Nania, ha scritto una lettera ad Alfano e Schifani: «Ha ragione Micciché, non c´è chiarezza né potrebbe esserci in chi predica bene e razzola male - scrive l´ex An - È giunto il momento di ritirare i due assessori dalla giunta regionale, senza che questo significhi assolutamente ritirare il sostegno al governatore». Per Nania «il ritiro degli assessori metterebbe in risalto il sostegno, a volte camuffato, a volte palese, dei tanti Antonello Cracolici (capogruppo Pd all´Ars, ndr) e Beppe Lumia (senatore Pd, ndr), ma ridarebbe dignità alla politica». «Cari Alfano e Schifani, perché se si rispettano gli elettori non si possono tenere a lungo i piedi in due staffe: oggi in Sicilia, di fatto, come è sotto gli occhi di tutti, una parte del Pdl governa con Lombardo e il Pd», continua Nania, che conclude: «Se Lombardo resta presidente è perché l´opposizione oggi rappresentata formalmente dal Pd e dall´Udc (che insieme avrebbero 41 deputati regionali), non presenta una mozione di sfiducia».
A Nania, Alfano risponde a stretto giro di posta: «Premesso che io sono tra quelli che considerano Nania coordinatore regionale del Pdl, ribadisco che io ho il piede in una staffa sola che è quella di Berlusconi, anche quando ciò comporta qualche rinuncia alle mie opinioni - dice il ministro della Giustizia - A Berlusconi compete la stipula e la rottura delle alleanze». Nel botta e risposta sulle sorti del Pdl regionale interviene il senatore Firrarello, che già nei giorni scorsi in un´intervista a Repubblica aveva chiesto al suo partito di «uscire dal governo Lombardo per andare a nuove elezioni»: «È giusto che gli assessori che fanno riferimento al ministro Alfano e al presidente del Senato Schifani escano al più presto dalla giunta». Non la pensa allo stesso modo però il genero di Firrarello, nonché co-coordinatore regionale del partito nell´Isola, Giuseppe Castiglione: «Gli assessori li sceglie il presidente della Regione, chiedere le dimissioni per due di loro ci trascinerebbe in discussioni che esulano l´aspetto più importante, quello strettamente politico - dice Castiglione - Quella che va cercata è l´unità del Pdl in Sicilia: l´unità di cui parlo comprende Micciché».
E mentre il deputato regionale Alberto Campagna chiede che si dimettano «tutti i componenti del governo Lombardo targati Pdl», il vicepresidente dei deputati nazionali del Pdl, Carmelo Briguglio, vuole la testa dei due co-coordinatori siciliani. Per l´Udc, invece, «le divisioni nel Pdl hanno come unico risultato il rafforzamento del governo regionale»: «L´unica strada è la mozione di sfiducia al governo Lombardo», dice il senatore dell´Udc, Gianpiero D´Alia.

La Repubblica

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