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Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 21/05/2012 23:48 - Online: 303 - Visite: 8388607

24/11/2009 12:35

Notizia letta: 2296 volte

Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa

Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa Firenze - Sampieri: 1.300 km di avventura coraggiosa

Firenze - Pubblichiamo un estratto del racconto di viaggio di Ellj Nolbia, protagonista, nell'agosto 2002, di un singolare viaggio in bicicletta. Da Firenze a Sampieri in cinque giorni.

In due interventi si racconta parte di una complessa pubblicazione diaristica riferita ad un Viaggio dal titolo “VIAGGIO IN SICILIA, diario di un itinerario coraggioso” ed. autoprodotta, Firenze, 2002. pag 100 con illustrazioni e disegni.

Questa prima parte riporta una sintesi dell’introduzione al libro.

L’itinerario da Firenze a Sampieri (1.300 chilometri) è stato coperto nei cinque giorni dal 4 all’8 agosto del 2002, con le seguenti tappe:

4 agosto - Firenze / Vetralla (VI) km 24

5 agosto – Vetralla / Castelvolturno (CE) 280 km

6 agosto – Castevolturno Palinuro (SA) 220 km

7 agosto – Palinuro / Rosarno (RC) 280 Km

8 agosto - Rosano / Sampieri  280 km

Per ogni tappa è stata osservata la “sosta troppo caldo”, dalle ore 12 alle 14.

 

 




Introduzione (dal libro "Viaggio in Sicilia")


Da tempo sentivo impellente la "necessità" di fare un lungo Viaggio di riflessione su e attraverso l'Italia. Un “regalo” da concedermi in bicicletta.
Il Viaggio, si sa, è tema che occupa da sempre un ruolo di assoluta centralità nella nostra cultura: l’Odissea, la Divina Commedia, l’Ulisse di Joyce, fino a giungere alla letteratura cult di Chatwin, testimoniano – attraverso i secoli – questo profondo legame tra l’uomo e la dimensione del viaggio.
I viaggiatori delle varie epoche si inseriscono in questo proficuo solco tematico dando vita – soprattutto nel periodo del Gran Tour – ad una straordinaria letteratura di grande valore storico, artistico, geocartografico e sociologico come strumento di comprensione della storia moderna.

Un Viaggio - il mio - avvertito come urgenza, come necessità, non per caso e capace di armonizzare le storie e le esperienze. Il Viaggio come metafora dell’inquietudine umana verso la conoscenza! Conoscere una realtà quando i personali strumenti cognitivi e interpretativi sono maturi, porta a penetrarne i significati anche i meno visibili e i meglio celati. Accostarsi ad una natura nuova comporta l’azione di leggerne i segni attraverso quell’apparato individuale di sentimenti e sensazioni, oltre agli strumenti tecnici delle conoscenze disciplinari.

4-8-2002, San Quirico d'Orcia, appunti dal moleskine

 


Però, cosa fare?
Pensavo ad un’impresa, ad un lungo itinerario.
E cosa di meglio che andare a Sampieri in bicicletta?
In Sicilia vado da tanti anni, per una forma irrinunciabile di affettuoso dovere, e mi entusiasmava poter attraversare l'Italia al “passo della riflessione”, itinerario che, nei viaggi da sempre, ho vissuto in modo caotico e frettoloso. Con questa nuova opportunità, invece, cercare di incastrare i pezzi del puzzle delle informazioni e delle conoscenze che mi derivavano dal nozionismo scolastico, dalle esperienze di lavoro, dalle impressioni altrui, da letture, discussioni politiche e altro, e questa volta riuscire a vederla interamente.
E sempre più diventava urgente il bisogno di farlo!

In Sicilia ci sono andato: in treno, aereo, automobile. La possibilità di andarci in bicicletta mi affascinava. Mi sembrava un mezzo del tutto particolare per articolare e praticare il pensare, innestato in eventi e paesaggi diversi. Quel pensare, così come mi accompagna nei momenti convulsi della giornata di tutto l’anno. In una solitudine adatta per stilare un resoconto di molte sensazioni e percezioni che mi appartengono e non mi lasciano mai solo.

Ma l'organizzazione di un'avventura capace di soddisfare un'esigenza così specifica e complessa, non poteva essere una cosa banale, tanto più che questa civiltà — ricca e organizzata —, all'inizio di un terzo millennio denso di movimenti di merci e di persone, ha stranamente cancellato i Viaggi.
Apparentemente oggi "viaggiano" (cioè si muovono e vivono a fondo contesti ed esperienze nuove, cioè diverse da quelle abituali) quasi solo i migranti e i clandestini.

Spostarsi per lavoro, infatti, non è vero viaggiare: si dice "andare in trasferta", protetti come si è dall'organizzazione aziendale che massimizza l'efficienza evitando contatti e inutili perdite di tempo. Neppure "andare in vacanza", durante la parentesi che offre il periodo delle ferie, è viaggiare; né andare "a trovare un parente", o fare del "turismo", né acquistare un "pacchetto tutto compreso".

L'esperienza del Viaggio nel senso completo del termine e come di seguito è riportato, non interessa le agenzie "di viaggio", perché comporta un'organizzazione e dei rischi troppo onerosi, in un mercato dove meta e percorso diventano secondari rispetto ai parametri commerciali: sconti, pacchetti programmati, ricchezza di optional ecc.

6-8-2002, Napoli, Castel dell'Ovo

Sotto la scorta di questi assunti, è stato costruito un progetto di esplorazione di taglio ottocentesco, con un ritorno alla ricerca di emozioni fisiche, contrapposte a quelle troppo virtuali dei giorni che corrono, ma con l'intenzione di soddisfare anche le necessità metafisiche dello scoprire, del ri-cercare, del conoscere in prima persona. Il tutto calibrato sul vissuto personale di un nautae già aduso a tracciare rotte: per mare, per terra, oltre che, metaforicamente, attraverso la storia, la scienza e le persone. Un modo per confrontarsi, trovare misura nuova con paesaggi, piccole e grandi città, con una naturalità altrimenti mai assorbita se non alla basa velocità della bicicletta. Tutto con l’estremo ecologico rispetto, che un mezzo azionato da energia umana permette e impone. L’autonomia nel muoversi porta ad una guadagnata libertà con altri mezzi difficilmente possibile. La libera sosta per trascrivere riflessioni e sintetiche rappresentazioni grafiche delle realtà attraversate sul fido Moleskine è ricchezza introvabile altrimenti se non con un mezzo francescano come la bicicletta.

Per settimane ho predisposto e preparato itinerari, accessori e abbigliamento. L'occasione per tentare la distanza e la resistenza alla fatica, fu costituita dalla gita effettuata con gli amici del gruppo ciclistico cui appartengo, presso la località di Caprese Michelangelo, casa natale del grande genio. Poi, per provare ancora, mi portai da solo e con leggeri bagagli (nei giorni 29 e 30 giugno) fino a Senigallia. Quest’ultima fu un’esperienza notevole dal punto di vista dell’impegno. Chilometri 246 ad andare e l’indomani 246 a tornare, erano veramente tanti per quel periodo di poco allenamento alla distanza, e poi le avversità atmosferiche ed altimetriche: estenuanti *.
Ma tutto, ogni gesto ogni preparativo, era svolto pensando al salto lungo per andare in Sicilia.

Il giorno 27 luglio porto l’automobile e i bagagli per le vacanze a Sampieri ed il 31 ritorno a Firenze. In pochi giorni predispongo le carte e gli itinerari del viaggio plastificandoli per metterli a vista, intanto il meccanico (Giuliano) ha sistemato in parte la bici che gli avevo lasciato prima di partire in auto per la Sicilia: attrezzandola per il viaggio. In parte decidiamo insieme delle soluzioni.

La mattina di sabato 3, vado in officina per rifinire dei particolari e per provare la bicicletta. È pronta in ogni dettaglio: contenitore posteriore, al manubrio e quello dentro il telaio, borraccia legata alla forcella, luce a batteria, ecc. Vado provare una salita impegnativa da seduto. Il peso dei bagagli è notevole ma il telaio, costruito con leggerissima lega aeronautico: sopporta!
Con quella predisposizione dei bagagli, le scritte e tutto il resto, mi sento già diverso. Mi sento già proiettato nell’avventura che durerà diversi giorni e si svolgerà attraverso diversi territori. Torno da Giuliano (il meccanico, NdA): tutto bene! Noto un leggero spostamento del tacchetto sinistro (quello della testa del femore rifatta) verso l’esterno, ma data la sostituzione decisa da Giuliano dei tacchetti neri con i rossi (mobili), penso che non mi darà fastidio. Compro, nello stesso negozio, degli integratori e dei sali minerali. Fatta la foto ricordo con Giuliano, salutati tutti vado verso casa.
Partito da via Aretina (sede dell’officina, NdA) sento gli sguardi affettuosi degli amici ciclisti che mi accarezzano e mi accompagnano fino a Piazza Alberti. È l’affetto sincero di chi questo sport conosce, e nello stesso tempo sento ammirazione e tenerezza per la mia condizione umana e famigliare. E di tutto questo loro sentimento, anche se non sempre palesato, ma da me comunque percepito, sono a tutti grato.

6-8-2002, Pisciotta di Palinuro, appunti dal moleskine

L’odierno operare è connotato dal procedere per frammenti, per atti parziali. Un lungo viaggio in bicicletta tiene unite dentro l’azione di esplorazione: i luoghi, le sensazioni, le emozioni.
Quello affrontato è stato un viaggio sentimentale alla Laurence Starne (1767), nella assoluta solitudine. L’ho affrontato non per affastellare conoscenze, né per assolvere ai doveri del turista, bensì per aprirmi con tutta l’anima a esperienze in luoghi nuovi, entrando in contatto così profondo con modi di sentire da tornare a casa cambiato, perché avrei trattenuto, aggrappate addosso, rinnovate esperienze e nuove percezioni.
Viaggiatore ideale, sembra facile esserlo. Eppure i viaggiatori sentimentali sono pochi. Credo è proprio l’agevole accessibilità al superficiale turismo anima e solennità al viaggio di molti.
L’io narrante del Viaggio, viaggia da solo ed è pronto ad innamorasi dietro ogni angolo di strada percorsa. Come un cacciatore di sensazioni, visita i luoghi notevoli e non si accontenta dei luoghi comuni, spalanca gli occhi e si apre alle meraviglie. Per la speciale limpidezza del suo sguardo riesce a vedere oltre le apparenze, risemantizzando quanto ai più appare come povero di senso.




Ellj Nolbia

 

* Il chilometraggio più lungo coperto in una giornata si riferisce al 21 giungo dello scorso anno (2008), da Firenze a Calusco d’Adda (BG), 365 Km (NdA)
 

Ellj Nolbia

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