Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 09/02/2012 17:41 - Online: 324 - Visite: 8388607
28/11/2009 19:18
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Ragusa - Gli studenti della facoltà di Lingue chiedono a gran voce le dimissioni dell'intero consiglio d'amministrazione del Consorzio universitario. Neanche le recenti schiarite provenienti dall'incontro etneo tra il rettore Antonio Recca ed il presidente Giovanni Mauro sembrano aver placato gli animi.
«Gli iscritti di questa facoltà – ha spiegato Paolo Pavia, rappresentante degli studenti – rappresentano oltre il 50% del totale nel decentramento di Ragusa. Noi crediamo che il Consorzio si sia dimostrato insipiente, incapace dal punto di vista amministrativo e che sia giunta l'ora delle dimissioni dell'intero consiglio di amministrazione».
Un giudizio duro, che si somma alla questione sulla fine dei 413.165,52 euro, destinati ai viaggi studio degli studenti dalla convenzione tra l'Università ed il Consorzio stipulata il 5 giugno 1999. «Una cifra che ci spetta di diritto – precisa Pavia – e che c'è stata tolta. Trattandosi di soldi pubblici, vorremmo sapere come e perché tale somma sia stata dirottata, privandoci di un diritto sancito per convenzione. Se non avremo risposte faremo ricorso alla magistratura».
Chiare le richieste conseguenti. «Chiediamo al sindaco ed al presidente della Provincia di far sciogliere il Cda e provvedere subito a nuove nomine. Tra l'altro, appare discutibile che il presidente della Provincia Franco Antoci, socio del Consorzio, faccia parte del Cda trovandosi ad essere controllore e controllato nello stesso tempo».
L'obiettivo degli studenti è quello di recuperare su basi più solide il rapporto con l'Ateneo catanese, unico interlocutore, a detta di Pavia, per l'università iblea. «Siamo lontani da un quarto polo siciliano – conferma il rappresentante – e le altre ipotesi ventilate dal Consorzio si sono rivelate aleatorie». La questione è se, mutando i vertici del Consorzio, potrà cambiare l'idea di Recca nei confronti di un decentramento, visto, comunque, come troppo dispendioso. «Il presidente Mauro – prosegue Pavia – ha parlato di ricorsi agli avvocati nei confronti di Catania e non credo che scegliendo questa linea si possa andare lontano. Occorrono basi nuove per rilanciare l'unico rapporto possibile per mantenere l'università a Ragusa. I nuovi sviluppi che sembrano aprire speranze per i prossimi anni non ci fanno cambiare idea su un Consorzio inadeguato».
Obiettivo minimo, ma ineludibile per gli studenti è il mantenimento in vita dei corsi per almeno i prossimi due anni. Una scadenza a breve, ma che permetterebbe alle matricole di ultimare in sede il corso di studi triennale.
A. La Monica, Gzz Sud
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