29/11/2009 11:32
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Modica - Oramai sembra di assistere ad un braccio di ferro tra la Procura della Repubblica e l'avvocato Francesco Riccotti. L'oggetto del contendere è l'immobile che ha ospitato i cani randagi che il 15 marzo scorso aggredirono ed uccisero il piccolo Giuseppe Brafa, a Punta Pisciotto.
Il Tribunale della Libertà di Ragusa ha, infatti, nuovamente dissequestrato l'edificio dove viveva il proprietario, Virgilio Giglio, l'anziano che custodiva gli animali e che la sera della tragedia fu arrestato dai carabinieri carcerato in giugno. Come si diceva la questione è diventata un tira e molla. Il 21 ottobre scorso il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modica, Maurizio Rubino, aveva detto no alla richiesta di dissequestro ma sette giorni dopo, senza il consenso del pubblico ministero, aveva deciso di accogliere la nuova istanza dell'avv. Riccotti. Il 12 novembre c'era stato un nuovo provvedimento della Procura della Repubblica che aveva nuovamente apposto i sigilli alla struttura, dunque pochi giorni dopo avere chiesto una proroga di sei mesi delle indagini. Il difensore di Giglio, però, non si è arreso ed ha reiterato la richiesta stavolta al Tribunale della Libertà, che già in aprile aveva manifestato il diniego, e che stavolta si è espresso favorevolmente annullando il provvedimento precedente. “Sono soddisfatto – spiega il legale sciclitano – perchè emergono condizioni importanti per il mio assistito. Del resto non comprendo cosa possa determinare il sequestro considerato che è stata finanche effettuata la bonifica dei luoghi”.
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