Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 09/02/2012 15:11 - Online: 281 - Visite: 8388608
04/12/2009 23:24
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Poniamoci una domanda: il nuovo governo tripartitista –PD-MPA-PDL SICILIA- che il Presidente della regione vorrebbe varare è una reincarnazione del centro-sinistra spostato a destra, oppure rappresenta veramente una realtà politica diversa per la Sicilia e i Siciliani? Vi aiuto, al quesito non si può rispondere con un secco Sì, o con un malfermo No! La risposta alla domanda da lascia e raddoppia è: dipende. Sì, dipende.
Dipende dal PD, dipende dal MPA e dipende pure da Miccichè e dal suo novello Poltronismo delle libertà, il PDL Sicilia in chiave riformista, che dipende, dal vento. Dipende anche dai siciliani, elettori dei dipendentisti d’avanguardia e dell’ultima ora, dipende da tutto, da ciascuno e da ognuno, ma dipende da Lombardo, sopra ogni cosa. Dipende dall’homo (homini) lupus di Grammichele che i siciliani hanno voluto come primo nocchiere all’ultimo regata elettorale del 2008.
Dappertutto -sulle nuove pompe d’informazione centrifuga (i giornali on line), ma anche su pompe centripete per antica tradizione (carta stampata)- si leggono pezzi d’alto giornalismo ciclostilato, appena appena rieditati, che puzzano d’uffici stampa tripartita, dove la nuova alleanza cerca di precisare la sua voce e il suo spicco nel caos delle idee e dei convincimenti di massa. Confusione, nient’altro che confusione, e basta.
Noi abbiamo avuto sempre una discreta (!) autonomia di giudizio, e cerchiamo di mantenerla anche adesso. Mi spiego. Il Presidente della Regione con una mossa da capobranco passa da una all’altra opportunità politica secondo le proprie convenienze, rompendo col fronte amico -quello uscito dal vaso plebiscitario delle regionali del 2008- per ben due volte in appena due anni di governo, scordandosi degli interessi della collettività politica che ha contribuito alla sua elezione, fregandosene, e dei vincoli stretti e parentali con la vecchia e santa alleanza, e dell’esistenza di una voce politica unitaria che corre l’Italia da Pachino a Belluno, quella del “buongoverno” berlusconiano, per intenderci. Per i propri interessi? Dipende.
Dipende un corno! Fino a quando l’assemblea regionale ha dato fiato e voce alle trattative sui lupini in umido di Adrano e sulle fave abbrustolite di Agrigento il problema dell’unità che non c’è e della lealtà politica da riformulare in chiave riformista non veniva preso manco in considerazione dai dipendentisti e nemmeno dai lealisti (a dirla tutta). Cacciato fuori l’Udc -occupazionista di cariche istituzionali di bosco e sottobosco- di Cuffaro dal governo siciliano, roteando cariche e poltrone in nome di un tecnicismo puro che guarda al programma e non alla strategia politica, per convinzione generale, si poteva andare avanti anche così, da soli, senza UDC.
Ma dal primo Gennaio 2010 di lupini e di fave non si discuterà più a Palazzo d’Orleàns. E qui viene fuori il lupo indipendentista, anti lealista e anti occupazionista. Dal 2010 il carrello della spesa economica della Regione sarà carico di fondi europei per lo sviluppo, Miliardi e Miliardi di Euro, da spendere. 19 Miliardi di Euro, ragionierizzando, che da qui al 2015 sono a disposizione della Sicilia e che il governo dovrà impiegare: “4 miliardi dei fondi Fas, per i quali esiste già un dettagliato piano di attuazione che prevede importanti opere pubbliche, i quasi 11 miliardi di fondi comunitari e i circa 5 miliardi della quota di cofinanziamento statale”. L’eldorado! La manna che cala dal cielo, altro che fave, lupini e bruscolini con la coppola.
E Lombardo, secondo voi, vecchio volpone dell’Etna democristiana, poteva mai spartire pani e pesci a nove zeri con i lealisti leontiniani e con gli occupazionisti dell’Udc? Mai sia! Col pretesto degli interessi generali, che generali non sono, Lombardo chiama il PD al sostegno esterno, che sostegno non è. E il PD che ha avuto il merito di normalizzare la sinistra, che normale non è, dividendola, a Palermo così a Roma, vive la sua questione morale con disincanto, diviso, appunto, tra la partecipazione agli utili del prossimo quinquennio d’oro siciliano e il chiarimento preventivo con i puritanisti (ex comunisti) di sezione (poca roba), prima di buttarsi a testa bassa sul mare che luccica.
Lombardo ha sfibrato la casta e pura dirigenza democratica di Lupo & compagnia cantante con liccumie di governo, sottogoverno, affini e derivati, per l’interesse della collettività. Sì, la collettività Poltronista, autonomista, comunista e opportunista del levati tu che mi ci metto io. Tutti gli altri come dice Miccichè “Sanno solo fare panza e presenza”. E allora, al banchetto del Re meglio andare soli e insieme al PD che male accompagnati. Oppure no? Dipende.. sì, dipende.
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