09/01/2010 21:41
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Ragusa - C'era anche il Comune di Comiso all'assemblea dei soci del Consorzio universitario chiamata ad approvare la nuova convenzione con l'Università di Catania, quella che dovrà disegnare il futuro delle facoltà nella nostra provincia.
A rappresentare Comiso c'era l'assessore Maria Rita Schembari. Con lei, attorno al tavolo, il presidente della Provincia Franco Antoci, il sindaco Nello Dipasquale e il presidente della Libera università degli Iblei Carmelo Arezzo.
La riunione non è stata particolarmente complessa. Tanto è vero che la nuova convenzione, che ingloba e sostituisce le tre attualmente in vigore, è stata approvata con il voto di tutti i presenti. Già ieri, è stata inviata a Catania, perché possa essere presa, a sua volta, in esame dall'Università etnea, prima della necessaria approvazione da parte dei consigli comunale e provinciale.
Non è detto che l'esame della convenzione sia quello definitivo. E' vero che l'atto prevede quanto è stato discusso a più riprese con il rettore di Catania Antonino Recca e con i suoi delegati e poi sancito ufficialmente con l'accordo di fine novembre, quando l'allora assessore regionale alla Pubblica istruzione Lino Leanza mise attorno al tavolo Ragusa e Catania per sbloccare l'impasse, risolvere i contrasti e trovare un accordo.
E', però, altrettanto vero che l'Università di Catania potrebbe anche voler inserire, a sua volta, qualche altra clausola. Ed allora, a quel punto, la convenzione dovrebbe tornare all'esame di soci del Consorzio universitario prima di essere inviati ai consigli per l'approvazione definitiva, propedeutica alla firma da parte del presidente del Consorzio Giovanni Mauro e del rettore Antonino Recca.
Sbrigata quella che si è rivelata una mera formalità, restano sul tappeto gli altri nodi, non propri secondari. A cominciare dall'approvazione del nuovo statuto del Consorzio universitario, sul quale Comune di Ragusa e Provincia sembrano continuare a nicchiare. Sì, anche la Provincia, perché l'annunciata riunione del 14 gennaio sullo statuto non è stata ancora convocata e le voci che rimbalzano da viale del Fante fanno pensare a contrasti e resistenze all'interno del consiglio.
A farsi portavoce di tale situazione è stato il consigliere provinciale di Alleanza siciliana Ignazio Nicosia, che ha inviato una nuova lettera al presidente del consiglio provinciale Giovanni Occhipinti, affinché proceda all'inserimento della questione statuto all'ordine del giorno della conferenza dei capigruppo convocata per lunedì. Nicosia spiega questa sua pressione con «le tante istanze che mi sono pervenute da studenti e famiglie, seriamente preoccupati per il futuro dell'università nel nostro territorio».
Nella precedente lettera, Nicosia aveva chiesto di far partecipare alla riunione del consiglio anche il presidente del Consorzio universitario Mauro. Ma su questo, rivela oggi, «mi è stato manifestato un aperto disappunto. Credo – aggiunge – che alcuni pezzi del microcosmo politico provinciale non vogliono esprimersi sull'argomento.
Si percepiscono tensioni, tutte politiche, legate all'attuale composizione del Consorzio universitario. Si tratta di aspirazione, probabilmente legittime, ma quanto mai inopportune in questo momento».
Nicosia, quindi, ribadisce l'esigenza che Mauro partecipi alla seduta: «La sua assenza – conclude – genererebbe un'ennesima serie di comunicazioni a distanza, burocraticamente ineccepibili, ma pragmaticamente inutili». Lunedì si saprà se la Provincia comincerà a discutere dello Statuto oppure se imiterà il Comune capoluogo, rinviando ancora la questione.
Le previsioni del nuovo accordo
Si parte da un dato di fatto certo nella nuova convenzione approvata dall'assemblea dei soci del Consorzio universitario: ogni corso di laurea verrà a costare un milione 800 mila euro. Di questi, 1,6 milioni serviranno per pagare il corpo docente, che dovrà essere tutto qualificato e di ruolo. In totale i docenti saranno venti.
Spetterà al Consorzio, quindi, decidere quanti e quali corsi attivare. Per mantenere i tre attuali, la provincia iblea dovrà mettere sul piatto 5,4 milioni di euro. Una cifra rilevante che non potrà essere sopportata solo da Comune e Provincia. Ecco perché è fondamentale adesso avere approvato il nuovo statuto dell'ente.
A. Ingallina Gzz Sud
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