Notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Ragusanews.com, notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Lunedì 06 Febbraio 2012 - Aggiornato 05/02/2012 21:09 - Online: 118 - Visite: 8388607

05/02/2010 13:54

Notizia letta: 2379 volte

Ti sposo e ti lascio, boom di matrimoni annullati in Sicilia

Colpa dei figli che non arrivano ma non solo

Ti sposo e ti lascio, boom di matrimoni annullati in Sicilia

C'è il matrimonio annullato dopo 50 anni di vita in comune. Quello lampo di appena 28 giorni e quello invalidato perché lui scopre che lei ha sempre avuto un amante e, ovviamente, ne era all'oscuro al momento del fatidico «sì». Oppure ancora quella coppia che esplode perché lei non è disposta a seguire lui e trasferirsi da San Giuseppe Jato a San Cipirello.

E lui impassibile le dice: «Allora ci lasciamo. Questo matrimonio non esiste». Sembrano storie al limite dell'assurdo eppure le richieste di dichiarazione di nullità presentate al tribunale ecclesiastico contengono molti aneddoti surreali come questi. I motivi dell'annullamento possono essere tantissimi. Non vale però l'infedeltà. Poco importa se lui è scappato con un'altra o se lei ha tanti amanti. Se l'infedeltà è posteriore al momento del matrimonio, questa da sola non basta. Alla base di tutto, comunque, vi sono spesso tragedie familiari e querelle senza fine che si consumano da un banco di un tribunale all'altro.

La Sicilia detiene un record di annullamenti, con dati che in certi casi superano perfino regioni numerose come la Lombardia o il Lazio. Il motivo è presto detto: qui nell'Isola, ci si sposa di più in chiesa e il senso religioso - o presunto tale - di molti spinge poi, nel caso di fallimento dell'unione, a chiedere l'annullamento e a sentirsi finalmente liberi di ricominciare con la «fedina» o meglio, con la fede nuziale, ben pulita. «La situazione sta diventando sempre più preoccupante - spiega monsignor Ludovico Puma, presidente del tribunale ecclesiastico da dieci anni - Ci si sposa per futili motivi come per esempio l'accaparrarsi un buon partito, e non ci si rende conto che il matrimonio è un sacramento, non un abito bianco e basta».

I dati, illustrati alla facoltà Teologica di corso Vittorio Emanuele, parlano chiaro. Nel 2009 sono state presentate 319 cause (contro 341 del 2008) e di queste ne sono state accolte con sentenza affermativa l'88,9 per cento, ovvero 274. In teoria il procedimento si dovrebbe chiudere in un anno, ma il tribunale ecclesiastico sconta un po' di ingolfamento e al primo gennaio 2010 si contano ancora 845 cause pendenti.

Il principale motivo di annullamento di un matrimonio è l'»Esclusione dell'indissolubilità»: ben 136 cause sono state accolte con questa motivazione. «A volte ci si sposa pensando che il matrimonio possa essere «a termine» e non per tutta la vita - spiega Paolo Patanè, avvocato di Acireale - ma ciò significa far venire meno il sacramento stesso». Invece i matrimoni possono essere brevissimi: «Il mio primo caso di avvocato rotale - aggiunge Patanè - ha riguardato un matrimonio lampo durato 28 giorni. Una donna aveva sposato un uomo che subito dopo le nozze l'ha costretta a vivere nella sua vecchia casa con tanto di madre invadente. Ed è stato l'inizio di un calvario che ha portato alla rottura».

La seconda causa di annullamento è la cosiddetta «Esclusione della prole», ovvero quando uno dei due coniugi non vuole figli. Motivo che nel caso delle richieste di annullamento presentate nel 2009 supera tutti gli altri: 114 richieste su 319. E con questa motivazione nel 2009 sono state concluse 134 cause sulle 274 con sentenza affermativa.

Stessa cosa avviene, quando si è impotentio si tace all'altro coniuge la propria sterilità. Scavando tra i numeri si incrociano storie di vita che, per quanto possano fare sorridere, sono in realtà tragedie. «Mi è capitato di difendere un uomo accusato dalla moglie di avere un apparato genitale sottosviluppato - racconta l'avvocato Annalisa Bianchini di Palermo - nonostante i due avessero avuto un figlio. In sede processuale la donna sosteneva che avevano avuto rapporti sempre al buio e pertanto non se ne sarebbe mai accorta. Il marito siè sottoposto a ogni sorta di visita medica, ma la farsaè durata fin tanto che la donna non si è lasciata scappare un'affermazione che ci lasciò sbigottiti: «Be', su Internet si vedono ben altre dimensioni». La causa di concluse per dichiarazione di incapacità della donna».

Redazione

Commenta la news

La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.