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Raffaele Lombardo esterna
E' più facile destituire Fidel a Cuba, che cambiare presidente al Corfilac
L'inamovibilità di Licitra è diventata l'ostacolo all'erogazione dei fondi da parte della Regione
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Ragusa - «È più facile destituire Fidel Castro a Cuba che cambiare lo Statuto del Corfilac»: lo ha dichiarato il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, a margine dell'inaugurazione della nuova ala dell'ospedale «Guzzardi» di Vittoria. «Questo organismo – ha aggiunto Lombardo – ci costa quattro milioni l'anno, ma il nostro formaggio, nonostante sia di ottima qualità non si vende, mentre importiamo da fuori formaggi schifosi».
Non era la risposta che i dipendenti del Corfilac si aspettavano. La scorsa settimana, avevano indirizzato, proprio al presidente Lombardo, una lettera aperta che aveva, tra i suoi obiettivi, quello di conoscere direttamente il pensiero del governatore su un centro di ricerca che, sino ad oggi, è stato uno dei punti d'orgoglio, non solo della filiera agricola ragusana, ma dell'intera Sicilia. L'appello si concludeva con la richiesta di «deporre le armi di una guerra al massacro inutile» e che finirebbe solo «col massacrare il pubblico interesse».
Lombardo non lo ha detto apertamente, ma dalle sue parole si intuisce in modo chiaro che la Regione non ritiene più strategici il Corfilac e la ricerca applicata alla filiera lattiero-casearia.
I dipendenti del Corfilac, da mesi senza stipendio, hanno lanciato un grido d'allarme che riguarda tanto il loro futuro occupazionale, quanto le prospettive dell'intero comparto lattiero-caseario.
I rappresentanti della Regione in seno al comitato dei consorziati del Corfilac, così come riferito dai dipendenti del consorzio, hanno chiesto in modo chiaro le dimissioni del presidente Giuseppe Licitra e l'azzeramento degli attuali vertici del consorzio. «Tutto contribuisce – scrivono i dipendenti del Corfilac – a far apparire l'attuale blocco dei fondi come la reazione all'inosservanza da parte degli altri soci del consorzio di un vero e proprio diktat politico».
Basterebbero, così come richiesto dalla Regione, le dimissioni del presidente Licitra per ristabilire l'equilibrio che ha caratterizzato i 15 anni di vita del Corfilac? Probabilmente no. La nomina del presidente spetta, infatti, all'Università di Catania e la sua nomina in capo alla Regione potrebbe avvenire solo modificando lo Statuto. E trasformando, probabilmente, il Corfilac da ente di ricerca in qualcos'altro.


Tags: corfilac , raffaele lombardo ,

News letta: 816 volte.

    - Gazzettadelsud - RagusaNews.Com - 19:23 08/02/2010

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Commenti alla news: (8) Ordina commenti per:

a me non pare che a un ente cui è assegnato il compito di sviluppare ricerca applicata a servizio di un comparto (lattiero-caseario e produzioni zootecniche tradizionali) in un discorso di "filiera" (da come e cosa mangiano le vacche al latte al formaggio, dal produttore al consumatore) possa essere prekluso sviluppare anche questa branca.

ma ti pare che sia la stessa cosa di attività promozionali sviluppate da un consorzio di tutela vero e proprio? magari un consorzio di produttori avrebbe interesse alla promozione vera e propria, cioè dovrebbe svolgere un ruolo di programmazione delle produzioni, controllo dei prezzi, attivazione di canali commerciali, insomma altro che non cercare di capire meglio -studiandoli - le caratteristiche del mercato. Un ente di ricerca secondo me da una parte fa altro, dall'altra è più libero di sperimentare, e si cerca di mettere strumenti avanzati di studio e approfondimento a disposizione di chi poi con i mercati deve confrontarsi davvero.

il CoRFiLac non produce nè commercializza. e nemmeno detta indirizzi, mentre un consorzio tra produttori detta regole che vincolano gli associati, che aderiscono come soggetti singoli e si vincolano a rispettare tutti gli standard che il consorzio di tutela prescrive.

Ma poi, con chi si mette in competizione? ci sono altri soggetti candidati a sviluppare queste attività?  ma quali sono i "fondi per la tutela" che vanno al corfilac anzichè a qualcun altro? non mi risulta ci siano soldi mipaf...

mi sa che è la solita guerra tra poveri...stupida e siciliana, purtoppo...


Postato da: Kiara il: 11/02/2010 22:40
...scusami ma
se per te questa non è tutela?! allora non ho capito niente!

con quali soldi?quelli del mipaf?

spiegami pure!

dal sito del corfilac
Marketing Sperimentale



Il marketing sperimentale del CoRFiLaC supporta il mondo rurale nelle strategie di posizionamento sul mercato delle produzioni casearie siciliane, testimonial del patrimonio storico-culturale della Sicilia. Tali produzioni di qualità anche se polverizzate e quindi di nicchia, hanno un grande potenziale economico grazie agli elementi della biodiversità che li caratterizzano.

Pertanto, il CoRFiLaC, diviene strumento di comunicazione per la comunità rurale locale con lo scopo di far conoscere i Formaggi Storici Siciliani. Il suo operato Above the line, (intessendo rapporti con i media quali TV, stampa, affissioni) e Below the line, (con attività di promozione, relazione pubbliche e direct marketing) ha fatto sì che questi formaggi sconosciuti venissero apprezzati da diverse culture. Innumerevoli le manifestazioni nazionali ed internazionali a cui ha preso parte; diversi gli appuntamenti fissi con il mondo del consumo attraverso l'istituzione di Cheese Art, kermesse culturale con cadenza biennale, dedicata alle rarità casearie mediterranee.

Ma l'attività del CoRFiLaC va oltre con ricerche sperimentali e attività di marketing indiretto. Raggiungere target di consumatori diversi, partendo dai più giovani con il Progetto scuola ai più adulti con survey mirate e laboratori del gusto ad hoc. Gli opinion leaders e la distribuzione sono l'obiettivo di queste attività per veicolare in modo più incisivo la qualità di questi prodotti. La tutela del consumatore è un must per il CoRFiLaC che sviluppa protocolli sperimentali come la Tracciabilità culturale on line per garantire la salubrità dei formaggi e allo stesso tempo aiutare i produttori ad interagire con il mercato ristabilendo un rapporto di fiducia e di fidelizzazione creando un filo diretto tra produttore e consumatore.

L'Osservatorio Prezzi è un ulteriore strumento messo a disposizione della comunità per far fronte alle esigenze sia dei produttori che dei consumatori. L'Osservatorio effettua un monitoraggio continuo degli andamenti dei prezzi al consumo ed alla produzione dei formaggi siciliani con lo scopo di veicolare, da un lato, informazioni corrette ai consumatori tutelandoli da frodi e aumenti eccessivi dei prezzi al consumo e, dall'altro, aggiornare in modo continuo gli operatori del mondo rurale sulle dinamiche dei prezzi di mercato e sulle diseconomie che si realizzano in azienda in base ai costi sostenuti e agli investimenti effettuati.
Postato da: Marketing Sperimentale il: 11/02/2010 15:02

il corfilac chiede i soldi per la tutela? alla regione?

ti posso chiedere da dove ti risulta questa cosa?

la regione è un socio ed è l'assemblea regionale che assegna un x di € ogni anno, per quanto ne so la tutela non c'entra niente. la certificazione non è tutela. le attività di certificazione, le assegna il ministero all'agricoltura, non la regione, sulla base del fatto che dimostri di poterle svolgere, che io sappia. in tutta italia ci sono organismi che certificano senza essere consorzi di tutela, proprio perchè "terzi" e quindi immuni o poco condizionabili dai produttori (che invece hanno - com'è giusto - l'interesse ad avere prodotto marchiato.

penso sempre che prima di parlare (ed esprimere giudizi)  bisognerebbe informarsi, cmq. troppo fango sulla base del semplice sentito dire non va bene. da cittadina, vorrei essere informata correttamente.

ciao

 


Postato da: Kiara il: 10/02/2010 20:43
...infatti!
kiara il problema è appunto questo, che il corfilac chiede i soldi anche per la tutela! operazione che essendo certificatore, non potrebbe fare!

ma visto che sia il consorzio di tutela del pecorino siciliano con sede a raffadali, che il consorzio del formaggio ragusano, non esistono, o perlomeno non funzionano, chi tutela i fondi destinati alla promozione dei prodotti tradizionali???
Postato da: ...mah!!! il: 10/02/2010 19:48

si dicono tante cose sbagliate e si parla spesso solo per sentito dire.
il CorfIlaC è solo certificatore, certifica anche un'altra dop che è quella del pecorino.

la "tutela" e la promozione, quindi la commercializzazione, sono prerogative dei consorzi di tutela.
quello del parmigiano è appunto un consorzio di tutela.
il consorzio di tutela del ragusano dop esiste (è un consorzio tra produttori) e non è ancora attrezzato per la certificazione.

si parla ovviamente di formaggi DOP, di produzioni tradizionali  e non dei formaggi di produzione industriale.

forse il problema è questo...
Postato da: Kiara il: 10/02/2010 17:43
...ma si deve essere autorizzati!
hai ragione il parmigiano reggiano viene tutelato e certificato dal consorzio, ma questa attività è frutto di un iter legislativo che permette a quest'organo tale attività!

Dal sito del consorzio del P.R.

DECRETO MINISTERIALE 28 MARZO 1958
Attribuzione della qualifica di agenti di P.S. agli agenti vigilatori dipendenti dai Consorzi cui \u00e8 affidato l'incarico della vigilanza sulla produzione e sul commercio dei formaggi con denominazione d'origine e tipica riconosciuta 

DECRETO MINISTERIALE 13 OTTOBRE 1998
Autorizzazione dell'organismo di controllo denominato "Dipartimento controllo qualit\u00e0 parmigiano reggiano - Societ\u00e0 cooperativa a r.l." ad effettuare i controlli sulla denominazione di origine "Parmigiano reggiano" registrata in ambito Unione europea come denominazione di origine protetta

Il corfilac, lo può fare??? la legge glielo permette???



Postato da: ...io preferisco quello del casaro senza certificazione! il: 10/02/2010 13:09

...il Consorzio Parmigiano Reggiano dovrebbe avere all'incirca le stesse funzioni del Corfilac di Ragusa sia nel campo della ricerca lattiero-casearia sia sulla commercializzazione! Il fatto è, cari signori, che il Parmigiano-Reggiano oggi è il prodotto che tutti conosciamo mentre il nostro Caciocavallo Ragusano DOP marcisce nelle aziende agricole locali causando un danno commerciale a questi poveretti non indifferente. Vabbene la sperimentazione...ma si potrebbe investire qualcosa di più nel far conoscere questo prodotto a scapito della ricerca (perchè poi tanto vanno a ricercare sempre le solite cose!)e non come fanno loro che quando ci sono le "strulucherie" del Cheese Art mi fanno vedere i formaggi indiani o quelli africani...ma esaltiamo il nostro prodotto e poi vediamo gli altri!!!!!!

La "strulucheria" ragusana scatta cuomu a rarica.....


Postato da: Forma...Gino il: 09/02/2010 16:05
...bravo lombardo!
ma poi dico io ...

come può essere che il corfilac si comporta sia da tutelatore che certificatore????
 
trovatemi un altro esempio in italia, come questo!

Postato da: facimu arrirrrirrrrirrrriirirririiri il: 09/02/2010 11:24

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