01/03/2010 13:17
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Modica - Modica - "Totale. Il mio rapporto con Sampieri è totale.
Vado a mare lì da quando avevo un anno. Passavo lì i tre mesi delle vacanze. Raccoglievo le telline con il retino insieme con mio nonno. Ci vado ancora. Sì, il rapporto posso definirlo totale".
Si ferma un momento Mattea Musso, e riflette. "Tra Modica e Sampieri non saprei scegliere, ma...più Sampieri. Si, quando vengo qui prima penso a Sampieri e poi a Modica".
«Vorrei portare qui a Modica la passione per questo tipo di musica. So bene che non è semplice, che servono una guida e l’abitudine all’ascolto, ma credo sia un sogno realizzabile. E lo dimostrano le tante presenze di questa sera».
Occhi scuri e profondi, colmi d’amore per la sua musica e per la sua Modica, Mattea Musso esprime questo desiderio dietro le quinte di “Lions and Lilies”, concerto dell’insieme vocale Echomundi del quale fa parte, organizzato dall’Associazione The Entertainer a Palazzo Grimaldi.
Il programma della serata curato da Paolo Ramacciotti, direttore e bassus dell’ensemble, prevedeva una panoramica sulla produzione della scuola fiamminga. Dodici composizioni con tema sacro e tema d’amore profano del XV e del XVI secolo che hanno messo in evidenza le straordinarie capacità tecniche ed interpretative del gruppo. Un repertorio colto, una scelta coraggiosa quanto pregevole quella dell’ensemble di dedicarsi ad un patrimonio musicale ricco ed importante, eppure considerato di nicchia.
Il concerto si è aperto con un Kyrie à 5 dalla Missa “Virgo Parens Christi” di Jacobus Barbireau seguito dal mottetto à 7 “Ego Flos Campi” di Jacobus Clemens, dedicato al “Canticum Canticorum”, e dal Gloria à 6 di John Sheppard dalla Missa “Cantate”. Applauditissima la chanson à 5 “Nymphes des Bois, Déploration sur la mort de Jean Ockeghem” di Josquin Des Prez seguita dall’elegante chanson à 4 “Mijn hert heeft altijts verlanghen” di Pierre De La Rue che coniuga il tema amoroso convenzionale e l’abito dotto del contrappunto geometrico dello stile ecclesiastico.
A chiudere la prima parte del concerto il Credo à 8 di Orlandus Lassus dalla Missa ad imitationem “Bell’Amphitrit’altèra”.
Alla ripresa l’ensemble ha proposto “O rosa bella”, ballata à 2 con Concordantie di John Bedyngham, “Contrapuncti diversi super L’Homme Armée”, chanson à 4 di Paolo Ramacciotti e “Descendi in hortum meum, mottetto à 7 di Cyprien de Rore dedicata al “Canticum Canticorum”. Hanno chiuso il programma musicale “Regina Caeli”, mottetto à 5 di Robert White, “Dum transisset Sabbatum”, mottetto à 5 di John Taverner e “O sing unto the Lord a new song, anthem à 7 di Thomas Tomkins.
«Il mio rapporto con Modica è totale – ha detto ancora Mattea a fine concerto, prima di ricevere l’abbraccio caloroso del pubblico che aspettava di incontrarla – mi auguro davvero di poter costruire qui qualcosa di importante. Questa musica ruba il cuore, non può lasciare indifferenti».
Brava Mattea, in bocca al lupo!
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