Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 08/02/2012 22:51 - Online: 151 - Visite: 8388607
11/03/2010 21:53
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Scicli - Riteniamo sia nostro compito civico informare la cittadinanza in maniera puntuale e precisa in ordine alle delibere del Comune di Scicli ed in particolare quelle che si riferiscono alla fiscalità locale.
Come già per la tariffa TARSU che, negli ultimi tre anni, ha subito un aumento pari complessivamente al 100%, a seguito dell’approvazione di due successive delibere, una approvata dalla Giunta Falla e l’altra approvata dalla Giunta Venticinque, rispettivamente la n. 147 del 26/05/2007 e la n. 364 del 24/12/2009, la stessa condotta è stata seguita anche per i canoni idrici, aumentati per l’anno 2008 dalla Giunta Falla e per l’anno 2010 dalla Giunta Venticinque.
Tale ultimo aumento si quantifica nella misura del 30% per fasce di consumo eccedenti i 101 mc e i 301 mc rispettivamente per la cat. A (abitazioni, botteghe artigiane, negozi), per la cat. B (esercizi pubblici e autolavaggi) e per la cat. C (industrie, segherie, opifici, manufatti cementieri), a cui va aggiunto un ulteriore aumento, da 15 € a 20 €, per la voce manutenzione contatori ed impianti.
In ordine alla delibera di aumento dei Canoni Idrici Anno 2010 si rileva:
Incompetenza della Giunta Comunale
La deliberazione è illegittima in quanto affetta da incompetenza funzionale.
La competenza deve essere riconosciuta solo al Consiglio Comunale cui spetta il potere di determinare la variazione delle tariffe dei servizi di acquedotto ai sensi dell’art.32 lett.g) della L. 142/1990, come recepito dall’art. 1 L.R. 48/1991, in quanto la previsione dell’art. 42 D. Lgs. 267/2000 non risulta immediatamente applicabile in Sicilia.
La competenza in ordine alla approvazione dei CANONI IDRICI 2010 è da ascrivere quindi solamente al Consiglio Comunale.
2- Motivazione carente, difetto di istruttoria ed eccesso di potere.
Al fine di poter giustificare l’aumento dei canoni idrici, la Giunta Comunale di Scicli ha adottato la stessa motivazione della TARSU.
Ha così utilizzando un dato presunto, comunicato dal responsabile del settore manutenzione ed ecologia con nota prot. n. 5877 del 15/12/2009, e cioè la previsione di spesa – per l’anno 2010 – relativa al Servizio di acquedotto e fognatura pari a € 1.850.008,67.
La Giunta Comunale, accertato che con l’applicazione dell’attuale tariffazione avrebbe avuto un’entrata pari a € 1.445.000,00 e un disavanzo di gestione di € 405.008,67, ha ritenuto necessario aumentare le tariffe del servizio idrico – per l’anno 2010 – nella misura del 30% per fasce di consumo al fine di garantire la totale copertura del costo del servizio.
Si rileva che la previsione di spesa di € 1.850.008,67 non è costituita da un elenco analitico descrittivo delle singole voci di costo poste alla base della stessa e quindi non risulta possibile esperire alcuna forma di controllo sull’entità di detto ammontare. Manca in sostanza ogni specificazione e giustificazione di detto importo.
Nella delibera non viene specificato se l’entrata di € 1.445.000,00 riguarda la lettura totale o parziale dei contatori dell’acqua del Comune di Scicli, ne tanto meno viene specificato il numero dei contatori, tra quelli letti ogni anno, che risultano non funzionanti o illeggibili.
Non va tralasciato che nell’ipotesi di lettura parziale dei contatori dell’acqua e di rilevamento di un certo numero degli stessi non funzionanti si conseguirebbe una entrata inferiore a quella che si avrebbe con la lettura di tutti i contatori dell’acqua sempre che gli stessi fossero tutti funzionanti.
In tale ipotesi non sussisterebbe alcuna motivazione logica all’aumento dei canoni idrici, in quanto verrebbero meno i presupposti di fatto sui quali si fonda l’aumento degli stessi.
Pertanto,alla luce di quanto esposto, riteniamo che il Sindaco di Scicli e la Giunta Comunale hanno il dovere di fornire non soltanto alla scrivente Associazione ma anche alla cittadinanza tutta i chiarimenti del caso.
A tal fine, quindi, si chiede al Sig. Sindaco e alla Giunta Comunale di chiarire;
quanti contatori vengono letti ogni anno sul totale complessivo delle utenze;
quanti contatori, tra quelli letti ogni anno, risultano non funzionanti o illeggibili;
quanti contatori non funzionanti o illeggibili vengono sostituiti nello stesso anno ;
quanti contatori sono situati all’interno degli immobili.
Infine l’eventuale mancata o tardiva sostituzione dei contatori non funzionanti, ossia a distanza di mesi o di anni, renderebbe impossibile quantificare i consumi di acqua per il periodo di mancato funzionamento e quindi la riscossione dei correlativi canoni.
Nel caso in cui ciò avvenisse si avrebbe una palese violazione del principio di uguaglianza,per il fatto che gli utenti con contatori funzionanti, pagherebbero integralmente gli importi dovuti, mentre i restanti, con contatori non funzionanti, non pagherebbero alcun importo a titolo di consumo ma semplicemente la quota manutenzione contatori.
Va detto quindi con estrema chiarezza, che ciò provocherebbe un sicuro danno erariale nonché evasione Iva per omessa fatturazione dei corrispettivi relativi ai canoni acqua, depurazione e fognatura.
In considerazione di quanto sopraesposto, la scrivente Associazione invita il Sig Sindaco e la Giunta Comunale a voler revocare la delibera di aumento dei canoni idrici.
Scicli, 11.3.2010
Dr. Giuseppe Implatini
Presidente pro-tempore
Associazione NOVA LEX
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