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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 255 - Visite: 8388607

15/03/2010 00:22

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Le Mille Bolle Blu, storia d'amore

L'intenso monologo di Salvatore Rizzo in scena sabato al Garibaldi

Le Mille Bolle Blu, storia d'amore

Modica - “Zitti zitti, suli suli, ammucciuni ammucciuni”. Così Nardino e Manuè, barbiere figlio di barbiere l’uno, avvocato figlio di avvocato l’altro, vivono un amore lungo trent’anni, condividendo pochi spazi rubati alla loro vita “normale”.

Ma quanto è normale un’esistenza negata, di facciata, se l’uno e l’altro, sposati e padri di famiglia, riconoscono di vivere insieme l’unico vero amore della vita? Suggerisce questo interrogativo “Le mille bolle blu”, intenso monologo di Salvatore Rizzo portato in scena sabato al Teatro Garibaldi, per la Stagione 2010, da uno strabiliante Filippo Luna che dello spettacolo è anche regista.

Rizzo racconta con naturalezza e verità una storia d’amore. D’amore tra uomini nati in un’epoca in cui non si metteva in dubbio che un uomo dovesse avere una famiglia. Così Manuè, pur avendo sedotto Nardino e amandolo da tre anni, si fidanza con Elvira. E Nardino, nonostante soffra e sia geloso, accetta e giustifica Manuè e ne segue l’esempio sposandosi e mettendo al mondo due figli. Ma quello tra i due uomini è amore profondo, fatto di passione, gelosia, distanze, riavvicinamenti, gesti e codici esclusivi (Manuè indossa il profumo regalato da Nardino solo fuori casa, in occasioni di lavoro; entrambi, a qualunque ora, rispondono che sono le 9,20: l’ora in cui smisero di fare l’amore la prima volta).

Il loro amore vince la difficoltà di legittimarlo sia da parte di Manuè, che lo definisce perversione, che di Nardino, incapace di pronunciare le parole ti amo. È vero amore. E a separarli sarà solo la morte. Salvatore Rizzo racconta una storia d’amore che fa pensare al Tondelli struggente di “Camere separate” sia per l’universalità dell’amore descritto, che perde l’etichetta “omo” e resta amore, sia per la negazione di ruolo nel momento della malattia e della morte. Come Leo non può assistere Thomas, Nardino non è libero di piangere Manuè come vorrebbe, anzi, va in visita di condoglianze da Elvira che lo presenta come il barbiere di Manuè.

Azzeccatissima la scelta della colonna sonora che scandisce le tappe della storia sottolineandone gli umori: Le mille bolle blu, Yuri Gagarin, 24000 baci, Canzone, More than a woman.

Stefania Pilato

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