21/03/2010 19:01
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Scicli - Il primo pensiero che noi abbiamo avuto ,saputa la notizia dell’ennesimo atto di aggressione nei confronti di un medico durante il proprio servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica), è andato alla collega di Scicli, a cui va la solidarietà di tutto lo SNAMI.
Successivamente hanno prevalso i sentimenti di rabbia e di frustrazione per non essere riusciti ancora oggi, pur avendo sempre denunciato nelle sedi istituzionali (Assessorato Regionale alla Sanità) la mancanza dei livelli minimi di sicurezza nei presidi di guardia medica,ad ottenere quelle adeguate misure che garantiscano l’incolumità del personale medico rispetto a possibili episodi di violenza o minacce presso i presidi, dove voglio sottolineare il medico si trova da solo a fronteggiare sia le possibili emergenze sanitarie che i suddetti episodi che a volte finiscono tragicamente come in questo caso.
Lo SNAMI ha più volte, in sede di Rinnovo di Contratto Regionale, chiesto l’applicazione dell’art. 68 dell’ Accordo collettivo Nazionale, e in particolare la sistemazione nelle sedi di guardia medica di sistemi di allerta con le forze dell’ordine, di porte antisfondamento , di grate alle finestre e di videocitofoni, che l’Assessorato alla Sanità non ha preso neanche in considerazione, garantendo solo in alcuni casi un adeguato sistema d’illuminazione.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una inefficace politica sanitaria con conseguente aumento del debito pubblico, ed in particolare in Sicilia i servizi non sono migliorati e sono sempre più inefficienti perché si continua a sperperare a danno di servizi essenziali per la sanità pubblica, come le guardie mediche, che invece sono state oggetto di continui tagli e di perdite di ingenti posti di lavoro.
Quest’ultimo settore ,filtro sanitario essenziale del territorio,a cui afferiscono i cittadini per il primo intervento sanitario, che può variare dalla semplice ricettazione alla rianimazione cardio-respiratoria, oggi ferito e umiliato da quest’ultima vicenda, attende ancora di essere potenziato e riqualificato da una parte pubblica e da una politica che avendo già speso tutto ed avendo debiti, non ha le risorse necessarie per progetti di sanità del territorio efficienti e virtuosi , non inserisce incentivi nelle contrattazioni , taglia i posti di lavoro chiedendo sempre più sacrifici ai medici e ai cittadini .
Così vediamo le nostre condizioni di lavoro peggiorare di giorno in giorno, meno diritti , meno dignità professionale e molti pericoli; a tal proposito vogliamo ricordare che il medico di guardia fa un lavoro notturno continuativo di almeno 12 ore consecutive che non è riconosciuto come lavoro usurante pur avendo lo SNAMI più volte sollecitato nelle sedi istituzionali l’applicazione alla guardia medica del D.LGS. 374/1993 concernente i lavori usuranti.
Fra qualche giorno si spegneranno i riflettori su questa vicenda , le dichiarazioni dei politici di turno finiranno archiviate e noi medici del territorio saremo lasciati ancora da soli, a svolgere il nostro lavoro nonostante sia usurante , pericoloso e sicuramente poco dignitoso, ma di grande utilità per i cittadini.
IL RESPONSABILE NAZIONALE DI SETTORE CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
DOTT.GIANCARMELO LA MANNA
IL RESPONSABILE PROVINCIALE DI SETTORE CONTINUITA’ ASSISTENZIALE
DOTT. RUSCICA SALVATORE
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