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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 277 - Visite: 8388607

24/03/2010 23:45

Notizia letta: 3277 volte

800 persone alla Fiaccolata

La vittima avrebbe riconosciuto la foto dell’aggressore

800 persone alla Fiaccolata

Scicli - Nel giorno della fiaccolata contro la violenza e di solidarietà alla dottoressa stuprata durante un turno di guardia medica, gli uomini della gendarmeria francese, su indicazione dei carabinieri, hanno fermato in Francia il tunisino 22enne, un insospettabile incensurato, che la notte del 17 marzo abusò sessualmente della donna, rapinandola e picchiandola selvaggiamente.

Gli inquirenti non hanno confermato né smentito la notizia, ma è certo che la vittima avrebbe riconosciuto la foto dell’aggressore.

I suoi stessi connazionali hanno contribuito a identificare il giovane che avrebbe violentato la dottoressa di 53 anni procurandole anche una frattura alla tibia.

L'extracomunitario è stato fermato dalla gendarmeria francese, nei pressi di Tolosa, mentre in treno si stava recando, pare a Parigi da dove sperava di fare rientro in Tunisia con un aereo. A dare la svolta alla sua identificazione e al suo fermo, che non è stato né confermato né smentito dalla Procura della Repubblica di Modica, sarebbe stato il riconoscimento dell'aggressore da parte della vittima, che l'avrebbe identificato attraverso una foto mostrata dagli investigatori. I sospetti si erano indirizzati sul giovane tunisino subito dopo la sua scomparsa da Scicli, proprio all'indomani dello stupro avvenuto nei locali della guardia medica. Il giovane era in paese con un fratello, mentre il resto della loro famiglia era rientrata, temporaneamente, in Tunisia per una festa. All'improvviso si era reso irreperibile dalla sua casa al secondo piano di via Bovio, in pieno centro storico. I carabinieri della compagnia di Modica ricostruiranno poi che era fuggito, in treno, con destinazione Parma, dove vive un suo lontano parente, che lo ha accolto. Ma il suo atteggiamento e le notizie che arrivavano dalla Sicilia avrebbero messo in allerta la comunità tunisina che vive nella città emiliana. Proprio i suoi connazionali avrebbero segnalato la presenza a Parma del giovane. Quest'ultimo ha però intuito che attorno a lui si stava per fare 'terra bruciata' e avrebbe così anticipato la sua partenza per la Francia. Non appena da Modica è stato trasmesso il provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica, sono subito scattate le ricerche. Il tunisino è stato rintracciato in treno a Tolosa dalla gendarmeria francese, su indicazione dell'Interpool e dei carabinieri, ed è stato fermato. Il Procuratore capo di Modica, Francesco Puleio, avrebbe già disposto la rogatoria internazionale per il suo interrogatorio e la convalida del fermo da parte della magistratura d'Oltralpe. Atto necessario, l'arresto definitivo del tunisino sospettato dello stupro, per potere poi richiederne l'estradizione in Italia.

Martedì sera i carabinieri avevano rintracciato il fratello del giovane, che da quattro giorni circa non faceva rientro nell’appartamentino di via Bovio, preso in locazione in gennaio. Trecento euro al mese di affitto, lavori saltuari, “buongiorno e buonasera” con i vicini di casa, l’utenza dell’energia elettrica intestata a uno dei due. Pare che in passato più volte il tunisino si fosse rivolto alla comunità islamica di Scicli per avviare le pratiche tese a ottenere il permesso di soggiorno, senza riuscirci. L’uomo è conosciuto nella comunità islamica poiché per un lungo periodo partecipava alle sedute di preghiera. Da circa due anni si era allontanato dal gruppo di preghiera, lavorava saltuariamente in campagna. Stasera intanto per le vie del centro storico di Scicli si è tenuta la fiaccolata silenziosa voluta dall’amministrazione comunale di Scicli per esprimere solidarietà alla donna vittima della violenza e per manifestare contro ogni forma di violenza. Circa ottocento cittadini hanno sfilato nel mesto corteo, e, fatto estremamente significativo, alla fiaccolata ha partecipato una nutrita rappresentanza della comunità tunisina, il cui Console due giorni fa aveva fatto visita alla dottoressa vittima dello stupro.

 

Redazione

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