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Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 08/02/2012 22:51 - Online: 106 - Visite: 8388607

01/04/2010 09:29

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Perchè Battiato dovrebbe finirla di fare film

Una sofferta riflessione di Peppe Savà

Perchè Battiato dovrebbe finirla di fare film

“E soprattutto mi raccomando: il disegno”.

Era una frase che soleva ripetere Mino Maccari ai giovani pittori.

 

Uso questa citazione, che ama ripetere Piero Guccione, per dire del perché il docufilm di Franco Battiato su Gesualdo Bufalino (“Auguri Don Gesualdo”) non sia un lavoro presentabile.

 

Spesso i giovani pittori contemporanei nascondono la loro reale capacità di dipingere prediligendo astrattismi che servono piuttosto a nascondere lacune di capacità prospettica e di restituzione di un colore, di una luce, nella loro verità.

 

 

“Mi raccomando, il disegno”.

 

Maccari, poeta, giornalista, vignettista, pittore, aveva centrato il problema. Se sai disegnare, potrai anche saper dipingere, ma prima devi saper disegnare.

Ovvero: la sintassi, la padronanza delle regole del linguaggio sono parte essenziale del linguaggio stesso.

Battiato, che ha ricevuto il lauto finanziamento di 300 mila euro dalla Regione, mostra di avere lacune proprio nel disegno.

Manca il linguaggio, la capacità di costruire in maniera organica, strutturata, attraverso coordinate e subordinate, parentetiche e incidentali, il tessuto narrativo di un film.

 

Un’accozzaglia di interviste e immagini di repertorio (manca peraltro la mitica intervista di Chiambretti a Bufalino) non fanno un film, non fanno un documentario, non giustificano 300 mila euro.

 

Né lo giustificano la telecamera a spalla, senza cavalletto, e l’aver fatto le riprese senza faretto: Piero Guccione e Antonio Di Grado sembrano vivere nel buio pesto delle loro case, la prima delle quali (quella che conosco) avrebbe meritato più giustizia.

 

Ho sempre diffidato di coloro che dicono di essere bravi perché non seguono alcuna regola.

 

Battiato cantante ha rotto schemi, interrotto tradizioni, ma usa il disegno: il paradosso sferzante (“A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata”), il sillogismo (“Ero in te come un argomento/ del tuo amore sillogistico/ conclusione di un ragionamento”), il Twist e il Cuccurucucu della tradizione ispanico sudamericana nella stessa canzone.

Ma usa regole, le forza, le porta alle estreme conseguenze.

Il Battiato regista di questo docufilm, non sentendo il bisogno di una consulenza scientifica che i nostri Nunzio Zago, Giuseppe Traina e lo stesso Giuseppe Pitrolo, aggiungo io,  avrebbero potuto dare arricchendo il film, dandogli disegno, dandogli contenuto, ha commesso un peccato d'arroganza intellettuale.

 

Sento il bisogno di scrivere queste cose proprio per il particolare affetto che mi lega a Franco ormai dal 1994.

 

E ora, in anteprima come sempre, il trailer del film.

                                                                 Giuseppe Savà

 

Nella foto: Lezioni di disegno, Piero Guccione, a destra, Franco Battiato, a sinistra

 

Giuseppe Savà

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