Notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Ragusanews.com, notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Venerdì 01 Agosto 2014 - Aggiornato 31/07/2014 20:28 - Online: 201 - Visite: 16931681

22/04/2010 13:09

Notizia letta: 5815 volte

I nostri dialoghi al bar, la mattina, davanti al caffè e al giornale. Cos'altro ci potrà stupire?

Il nostro grazie a chi ci ha plasmati al dialogo

I nostri dialoghi al bar, la mattina, davanti al caffè e al giornale. Cos'altro ci potrà stupire?

Scicli - Ogni mattina ci incontriamo al bar, a colazione, prendiamo il caffè e
leggiamo i giornali. Uno, due, tre, quattro quotidiani, ogni giorno, tutti i giorni, dopo il caffè, tutte le mattine. Sembrerebbe un comportamento normale, un semplice evento riproposto nel tempo: amici che s’incontrano al bar, prendono il caffè e leggono i quotidiani.
Sembrerebbe, ma non lo è.
La pienezza di questo ripetuto momento di benessere, perché di benessere si tratta, e tra poco scoprirete anche il perché, non risiede né nel primo caffè del mattino, né tanto meno nella lettura tormentata delle pagine dei nostri quotidiani.


Noi ogni mattina ci incontriamo al bar e edifichiamo la nostra coscienza, dopo il caffè, dopo la lettura dei quotidiani, tutte le mattine, ogni giorno. È così che ci “costruiamo”, bevendo il caffè, leggendo i quotidiani e ragionando, per quel che ci è dato sapere, per quel che conosciamo, per tutto quello che ci hanno insegnato…


Ogni mattina una nuova costruzione, una nuova fabbrica, un nuovo edificio di conoscenza, e di ragione. Come? Dopo il caffè, dopo la lettura dei quotidiani, dialogando.


La misura e la semplicità delle nostre conversazioni, dialoghi, alza la meravigliosa vittoria dell’Inter sul Barcellona in coppa dei campioni, allo stesso piano del conflitto storico, politico e sociale tra demos e aristocrazia. Come è possibile saldare la ragion di stato al green di San Siro? Noi ragioniamo anche di questo, naturalmente. Fantasticheria? No, nessuna stravaganza intellettuale, i nostri sono, semplicemente, dei dialoghi sciolti.


Il cantiere della nostra conoscenza è sempre aperto. Ve lo assicuriamo.

Non avete idea delle nozioni di Bartolo in materia di social democrazia del fuori gioco, applicato in politica e non sui campi di calcio! Oppure, l’aristocratica tecnica della marcatura “a zona” di Pino verso l’umile e “proletario” controllo “a uomo” degli editoriali di stampa. Liscio, attorcigliato, gonfiato e poi vaporizzato con sostanze nere che profumano d’aracne, impalpabili come una ragnatela; secondo Luca, il riporto del capello del nostro Presidente del Consiglio dei Ministri è espressione architettonica, non è semplice pettinatura!

I nostri dialoghi al bar, ogni mattina, dopo il caffè, dopo i quotidiani, sono anche questi. Noi traghettiamo lo stoicismo imperturbabile della cronaca di tutti i giorni al guado dello stupore emozionale. Filosofia?
Sì. Questa è filosofia.

Un ottimo sistema per sviluppare un modo di pensare autonomo, che ci permette di discutere del monismo del calcio e della moda, del dualismo cosmico della politica e del malaffare, del logos e della pittura e dell’arte, del divenire della musica e del teatro, in speditezza, consapevolmente.


Se ogni mattina al bar, dopo il caffè, dopo la lettura dei quotidiani, tutti i giorni e tutte le mattine, ci edifichiamo nella nuova fabbrica del sapere, che muta e s’adatta, agli eventi e agli argomenti, dobbiamo rendere grazie a chi ci ha plasmati al dialogo, a chi ci ha educati alla ragione, così, stupiti di noi stessi, il nostro caro, carissimo, infinitamente caro professore di Filosofia. Grazie Salvatore, grazie Professore, Maestro di Filosofia.

 

                                                             Ragusanews.com

 

 



* il bar è solo una figura retorica, e niente più

Redazione

Commenta la news

  • 30

    27/04/2010 10:03

    F.D.

    Uomolibero,prima ci vai liscio sul carico e adesso vorresti mettere la briscola, a mano passata. Non sei un buon giocatore di carte.Rileggiti.

  • 29

    27/04/2010 01:07

    QUESTE COSE

    Un Uomo libero.

    non le ho scritte io: Le stanze dell'ex camera del lavoro meritano più rispetto, i pensionati possono anche spostarsi in altre sedi, occorre rivalutare quelle sale.Lasciarle al ballo liscio della domenica sera non mi pare opportuno. Il salone dei balli potrebbe diventare un auditorium convenzionale, attrezzato anche con video proiettore fisso per conferenze o altro, e sfruttarlo in tal senso. Ma prima di ogni cosa è necessario sbolognare i nonnini.Postato da: F.D. il: 26/04/2010 11:27

  • 28

    27/04/2010 01:01

    LEI O NON SA LEGGERE

    Un Uomo libero.

    o non capisce le cose che legge. Non ho scritto che voglio sfrattare i nonnini. Anzi! Ho scritto che mi sta bene quello che loro fanno. Hanno fatto rivivere il Circolo di cultura con le loro serate danzanti e i pomeriggi giocando a carte.  E non è poco! Queste cose non escludono le conferenze, gli incontri culturali e "quant'altro". Un'altra volta, prima di fare demagogia e inutile allarmismo, legga bene le cose che scrivo e se non le capisce vada da qualcuno più dotto di lei e se le faccia spiegare.

  • 27

    26/04/2010 22:43

    F.D.

    prima di parlare di Cafè o di circolo di buona cultura dobbiamo sistemare i nonnini del ballo liscio. Glielo dite voi che non possono più ballare nel salone delle feste dell'ex camera del lavoro, perchè Un uomo Libero lo vuole fare diventare una dialogoteca?Dite di rispettare i Padri, ma qui mancate di rispetto pure alle Madri, oramai nonne, che hanno solo tanta voglia di ballare il valzer e la mazurka, e l'alligalli. Olè!

  • 26

    26/04/2010 22:29

    carissima gente parlate senza che  nn sapete niente del'ex camera di lavoro io faccio parte di un gruppo e purtroppo nn e colpa dei vecchi ma bensi dell'amministrazione che nn ha locali adatti per poter passare serate danzanti e ricreative per questa gente che ci piace divertirsi .e quindi quel locale e momentaneo per fare serate danzanti e quando i signori politici hanno voglia di fare riunione e sempre a sua disposizione.

  • 25

    26/04/2010 21:54

    LE LIBRERIE

    Un Uomo libero.

     in Sicilia hanno fatto opera di supplenza quando i Circoli di conversazione di venerata memoria sono stati snobbati o, nella peggiore della ipotesi, aboliti. Concordo perfettamente con Lei sull'opportunità di uno spazio culturale vivo nel quale chiunque, cittadino e no, possa trovare accoglienza foss'anche per leggere i giornali del mattino. i circoli di conversazione immortalati dai vari registi nei film sulla Sicilia sono espressione di un topico che spesso ci identifica. Come ho scritto, il salone della feste, veramente magnifico!, dà l'idea di un'opulenza, di una ricchezza di pensiero e di disponibilità che oggi, nonostante le mutate condizioni economiche e sociali, ce la sognamo. Perché non assimilare e mettere a frutto la lezione e l'eredità dei Padri?

  • 24

    26/04/2010 21:28

    CIRCOLO O CAFFè

    sandro foresto

    Però chiedo: veramente sarebbe peregrino pensare a un centro vivo di cultura, dove vengono presentate e commentate esperienze culturali del momento, dove poter leggere alcuni giornali, dove anche semplicemente chiacchierare e prendere un caffè, ma anche dove confrontarsi su un libro, dove sentir parlare un artista, dove ragionare assieme a un esperto o semplicemente a qualcuno che opera con competenza in un determinato settore, dove le associazioni culturali della città sanno di poter trovare un posto per riunirsi. Non credo che il modello siano certi ambienti sonnacchiosi di cui il cinema ci ha presentato mille stereotipate ambientazioni e sono sicuro che a Scicli vi siano giovani che potrebbero impegnarsi bene in questa avventura. Di posti come questi non ce n'è mai abbastanza in una città, pur piccola. E farebbe bene a Scicli, dove, se non sbaglio non esiste una vera e propria libreria e dove se un giovane vuol sfogliare un libro prima di comprarlo deve andare a Modica o a Ragusa. Ovviamente non sto parlando di aprire una libreria.... Ma questo sarebbe un discorso più ampio....

  • 23

    26/04/2010 20:51

    RECUPERO Sì MA INTELLIGENTE

    Un Uomo libero.

    Il Circolo di conversazione era un “luogo” dove si faceva di tutto, anche della conversazione. Se Lei ha seguito i miei post precedenti, ho criticato con durezza chi vuole immediatamente sfrattare i vecchietti. Veda, carissimo Saint-Just, il Circolo di conversazione deve essere recuperato perché fa parte di una memoria storica alla quale la Città non può e non deve rinunciare. I tempi però cambiano. Una volta, nell’Ottocento, si facevano e si smontavano là i consigli comunali. Non per niente era dotato di un prestigioso caffè e “café” alla francese si chiamava anche il Circolo. Era, in effetti, una terrazza più comoda, più grande, più accogliente, dove la vita passava fra una chiacchiera e l’altra, fra un sorriso e l’altro. O anche fra una gelosia e l’altra. Durante l’epoca fascista un noto barone lo aveva scippato alla città e ne aveva fatto il suo punto di riferimento. Con lui i vari gerarchi e gerarchetti subito pronti, in seguito, a voltare gabbana al primo colpo di vento. Gli Alleati lo gestirono come poterono per un tempo brevissimo. Le masse operaie inferocite lo conquistarono come il popolo di Parigi conquistò la Bastiglia. Si può, allora, rinunciare a questo pezzo di storia, anche se pochi forse lo conoscono? Mi sono arrabbiato con chi insisteva nel chiamare quel luogo ex-camera del lavoro. Non lo fu mai. Il Circolo è rimasto sempre tale anche quando, in epoche non lontane, qualche zelante compagno si sforzava di ribattezzarlo così. Oggi un locale come questo può essere usato per mille necessità da associazioni culturali e da cittadini che ne facciano richiesta. Resta, ad ogni modo, un monumento e come tale va rispettato e protetto. A rileggerLa. Cordialmente. 

  • 22

    26/04/2010 18:25

    NON NE SENTO IL BISOGNO

    Saint-Just

    Carissimo Un Uomo Libero, l'idea del recupero dei locali dell'ex "Cafè" mi trova pienamente concorde, molto meno l'idea di farne un Circolo di Conversazione". Ritengo che di "conversazione" a Scicli ve ne sia già abbastanza e non v'è necessità di un ulteriore luogo per "taglio ed il cucito". La riesumazione di un "circolo" mi risuona posticcia ed artefatta. Non so perchè, ma l'immagine di un "Circolo di Conversazione" mi ha fatto sovvenire alla memoria le rappresentazioni letterarie di Sciascia e Fava, e filmiche che ne hanno dato Francesco Rosi in "A ciascuno il suo" e Luigi Zampa in "Gente di rispetto", ovviamente depurate dalle implicazioni di tipo mafioso, Non credo che ne verrebbe fuori un "Circolo di Vienna" di popperiana memoria, nè un picaresco "Circolo Pickwick" di stampo dickensiano.

  • 21

    26/04/2010 17:39

    MI ASSOCIO AI RINGRAZIAMENTI DEL MODERATORE

    Anche io volevo ringraziare il professore, senza di lui l'avvenire di me e molti miei compagni di classe non sarebbe stato lo stesso. 

  • 20

    26/04/2010 15:47

    NON CAPISCO

    Un Uomo libero.

    l'ostinazione con cui egregio signore F.D., continua a chiamare quelle sale "ex camera del lavoro" quando hanno un nome e cognome che, a dispetto del tempo, s'impongono e resistono. Quei locali sono i locali del "circolo di conversazione o se preferisce del Café Vecchio di Scicli". Punto. Che poi, in mancanza di provvedimenti più illuminati e urgenti, gli anziani della città habbiano fatto di quelle sale un luogo d'incontro mi può stare anche bene. Un circolo di conversazione non è solo un café letterario è anche un centro di aggregazione dove poter giocare, e perchè no?, a carte. 

  • 19

    26/04/2010 14:23

    Il Sindaco deve trovare una sistemazione agli anziani prima di procedere alla nuova destinazione d'uso e al restauro delle stanze dell'ex camera del lavoro. Una soluzione potrebbe essere il locale dell'ex lavatoio, in via tagliamento. La domenica sera a Scicli, in piazza municipio, passando per i balconi aperti della camera del lavoro, sembra di assistere a un film di Fellini.

  • 18

    26/04/2010 11:27

    F.D.

    Le stanze dell'ex camera del lavoro meritano più rispetto, i pensionati possono anche spostarsi in altre sedi, occorre rivalutare quelle sale.Lasciarle al ballo liscio della domenica sera non mi pare opportuno. Il salone dei balli potrebbe diventare un auditorium convenzionale, attrezzato anche con video proiettore fisso per conferenze o altro, e sfruttarlo in tal senso. Ma prima di ogni cosa è necessario sbolognare i nonnini.

  • 17

    26/04/2010 10:55

    DARE SEGUITO ALLA PROPOSTA

    s.f.

    La proposta di Uomo Libero di riaprire il Circolo di Conversazione mi pare molto opportuna e meritevole di attenzione. Il dibattito su questo argomento rimane un po’ in angolo, mentre credo che meriterebbe un approfondimento e un impegno largo da parte dei Sciclitani. In particolare riterrei indispensabile attivare e motivare alcune associazioni che animano la vita culturale della città: l’accorta e sagace regia del Moderatore saprà provocare e creare le condizioni per un buon avvio della proposta?

  • 16

    26/04/2010 10:51

    EX CAMERA DEL LAVORO

    Luigi

    Quelle stanze di cui parla Un Uomo Libero sono usate dagli anziani nei fine settimana appunto per ballare fra di loro. Sono anche quelle in cui sono state girate le scene del Commissario Montalbano (vi era allocato il commissariato) nei primi episodi.Per quanto ruguarda i torrenti di Scicli, è giusto che sono stati tutti coperti non c'è bisogno di paragonarli a Venezia perchè lì è tutt'altra cosa e per chi c'è stato sa di che parlo. Infatti se a Scicli abbiamo una grande Piazza Italia è grazie alla copertura del torrente di San Bartolomeo; se abbiamo una larga strada sia a S. M. La Nova che a San Bartolomeo è grazie alla copertuta dei rispettivi torrenti; se abbiamo una strada più agevole e pratica in Via Tagliamento è sempre grazie alla copertura del torrente. Cosa si aspetta invece a coprire anche quallo di Via Aleardi che da C/so Umberto va fino ai piedi del Carmine? Sarebbe più utile sia per il decoro della zona che avere anche dei parcheggi in più visto che a Scicli ce nè di bisogno. Ovviamente la copertura dovrebbe adattarsi alla zona. 

  • 15

    26/04/2010 09:14

    NESSUNO SCEMPIO!!!

    500blu

    No, per carità, nessuno scempio. Nessuna balera per "vecchi" (anche lei sarà un giorno vecchio e sono certa che preferirà essere trattato con più rispetto). Quello che ho visto era la riunione di persone serene unite da una stessa passione, e l'ho raccontato proprio in relazione all'origine dei nostri discorsi: la condivisione e l'ospitalità. Ha ragione Uomo Libero, quell'invito è stato un altro gesto gentile e "aperto", un altro dei molti vissuti a Scicli.

  • 14

    26/04/2010 00:18

    F.D.

    l'ex camera del lavoro è diventata una balera, fermate questo scempio, SIETE ANCORA IN TEMPO: CHE I VECCHI TROVINO ALTRE COLLOCAZIONI PER ZINCHITIARE.

  • 13

    25/04/2010 22:59

    Sì, SAREBBE ORA

    Un Uomo libero.

    recuperare quegli arredi anche perché alcuni sono cimeli irrinunciabili.

  • 12

    25/04/2010 22:54

    GENTILE SIGNORA,

    Un Uomo libero.

    Non saprei rispondere alla sua garbatissima lettera. Anche perché io vivo pure d'estate a Madrid. È potuto succedere che un gruppo di persone abbia chiesto al Comune e ottenuto il salone delle feste. L’ha fatto rivivere, così, magicamente per una notte. Il circolo di conversazione era il cuore pulsante della città, come ho scritto prima. La città viveva un isolamento dorato fatto di balli, di musica, di sfarzo. La cultura, quella vera, animava una monotonia leggera che, in estate, la calura riempiva di noia dolce e di penombre, che profumava del gelsomino dei giardini. Il suo racconto mi ha fatto venire in mente un episodio di tanti, ormai tanti, anni fa. Mi trovavo a Vienna. Era d’estate. Ospite di un famoso hotel della città. Saloni sfarzosissimi, quadri d’autore vigilati da videocamere, tappeti preziosi ricoprivano i pavimenti dei saloni. Ero in una delle hall. Attirò la mia attenzione la musica di un valzer. Seguii i suoni che mi condussero a un magnifico teatro la cui pista era stata sgomberata dalle sedie e al centro ballava con grande maestria una sola coppia di ballerini. Un occhio di bue seguiva i loro passi di danza quasi con soggezione e rispetto. Lui indossava un tight nero, lei un elegantissimo vestito bianco che le copriva anche le caviglie. Rimasi rapito dalla leggerezza di quella visione. Alla fine del ballo accesero tutti i lampadari e scoprii che ai lati della platea erano stati sistemati tanti tavoli, dove sedevano uomini in uniforme, giovani in impeccabili abiti da cerimonia, splendide signore e ragazze ingioiellate e belle. Si avvicinò a me un inserviente in livrea e, con molto garbo, mi pregò di allontanarmi. Per essere molto esplicito richiuse la porta del teatro davanti ai miei occhi. Il giorno dopo dovevo conferire con il direttore dell’hotel per un problema personale. Approfittai di quell’udienza per presentare le mie rimostranze con riferimento ai fatti della notte. Il direttore sorrise e, passando dall’inglese all’italiano, mi rivelò che quel ballerino era lui e la sua partner era la compagna della sua vita. Festeggiavano un anniversario. Per farsi perdonare trasferì, poi, a mia insaputa tutto il mio guardaroba in una delle suite più belle dell’hotel. Sulla mensola di marmo del camino un prezioso vaso di vetro di Murano con delle stupende rose e, in basso, un biglietto con le sue scuse. Due mentalità differenti, due reazioni diverse, però ritengo che l’invito fattoLe da quella donna piccola, minuta e provinciale sia stato molto più bello della suite che dopo mi fu regalata con le sorprendenti scuse. Cordialmente.   

  • 11

    25/04/2010 17:38

    CIRCOLO DI CONVERSAZIONE

    sandro foresto

    Carissimo Uomo Libero, speravo in una Sua risposta e La ringrazio. La bella Sua nota mi insegna molte cose che non sapevo e che apprendo con interesse. E sottoscrivo in tutto il Suo appello al Sindaco. Credo che Scicli stia vivendo un momemto interessante della sua storia: grazie a circostanze diverse ma convergenti (e delle quali non mi è ancora chiara la dinamica e sulla quale mi piacerebbe avere una volta qui una discussione in Sciclinews), stanno convergendo su Scicli persone di varia estrazione, alcuni Siciliani altri foresti, tutti interessati alla vita culturale di Scicli, alla sua storia, ai suoi aspetti artistici e al suo straordianario paesaggio. A volte penso che tale convergenza sia dovuta a fattori fortuiti (la fortuna artistica di un importante gruppo di artisti, il ritorno in città di belle intelligenze che hanno trascorso periodi di studio fuori, un indovinato e accorto tentativo di recupero di vecchi quartieri sui quali non si è fatta la speculazione edilizia delle grandi società immobiliari ma si è proceduto con attenti restauri casa per casa, la permanenza di tradizioni e valori che hanno consentito alla comunità sciclitana di sentirsi tuttora città, con un senso civico che ho avvertito in più occasioni presso una parte importante della cittadinanza): fortuiti, ma tale convergenza è reale ed ha prodotto frutti importanti. Molto ancora è da fare. E il rischio di rovinare tutto è sempre presente: basterebbero anche pochi interventi urbanistici sbagliati e una politica turistica avventata e frettolosa, quella delle chimeriche speranze di facili immediati guadagni, e tutto il palco franerebbe. Per questo Scicli deve puntare su una attenta qualificazione della vita culturale. Per questo, credo, si debba sfruttare ogni occasione e la valorizzazione degli antichi spazi del Circolo di conversazione, con nuove ma analoghe funzioni, mi parrebbe importantissimo. Il terreno in città è fertile. E sono sicuro che parecchi foresti come me appoggerebbero, apprezzerebbero uno sforzo in questa direzione, anche se mi pare ovvio che una iniziativa del genere, per avere successo, dovrebbe partire ed essere sostenuta e animata e guidata dai Sciclitani.

  • 10

    25/04/2010 14:17

    PER UOMO LIBERO

    500blu

    E' possibile che lo spazio di cui Lei parla sia il luogo dove la domenica sera un gruppo di arzilli signore e signori si riuniscono per ballare? Se si, mi permetta di aggiungere alle considerazioni qui sotto un piccolo episodio. Qualche anno fa durante una passeggiata serale con alcuni amici siamo stati attratti dalla musica. Ci siamo affacciati e subito siamo stati invitati ad enterare. Che scena stupenda! la sala era affollata di attempati ballerini estremamente compresi nei loro passi di danza, molti in coppia, ma molti anche da soli. Sono stata avvicinata da una gentile signora che ci ha invitato ad unirci alle danze. Alla mia risposta che i cavalieri che ci accompagnavano erano decisamente riluttanti, sono stata presa per la vita dalla stessa, di almeno un  mezzo metro più bassa di me, e trasportata in un vorticoso valtzer! Purtroppo lo stupore e l'allegria mi hanno distratto dall'osservare la sala in cui mi trovavo. Mi riprometto di farlo a breve.

  • 9

    25/04/2010 13:25

    DESTREZZA

    le roy soleil

    ...si, restauriamo. Ma non dimentichiamo di recuperare l'orologio e le consolle che sono state ... "prelevate" a mò di souvenir da qualche collezzionista al momento della recente riconsegna al comune dei locali.sino a pochi giorni prima erano al loro posto ... io l'orologio lo riconoscerei tra mille.

  • 8

    25/04/2010 10:14

    IL CIRCOLO DI CONVERSAZIONE

    Un Uomo libero.

    Carissimo amico, Scicli vantava più di un circolo di conversazione. Comunque quello storico, il celeberrimo, era il “Café Vecchio”, volgarmente chiamato “café dei nobili”, ospitato nell’Ottocento nei bassi del palazzo Beneventano. Più che Ibla, la città viveva una vita culturale abbastanza vivace e intensa. Per questo motivo, quando fu costruito il nuovo Palazzo di città nel 1898 si pensò di utilizzare una parte della pianta bassa dell’imponente edificio per ospitarvi il Circolo di conversazione. Si ebbe l’illuminata idea di dotare questi bassi di finestroni con balconcini aperti su piazza Municipio. Balconcini che si trasformarono subito in veri palchetti di proscenio quando, al centro della piazza, fu costruito in epoca fascista il nuovo palco della musica.  Da maggio fino alla metà di luglio, il popolo tutto, senza distinzioni di classe e di rendite,  poteva ascoltare con risultati lodevoli concerti di musica operistica e sinfonica offerti dalla banda musicale della città. So che La sorprenderò abbastanza rivelandoLe che il circolo di conversazione esiste ancora. Miracolosamente intatti nella struttura lo splendido salone delle feste e qualche altro locale superstite. Il giardino interno rende l’idea della vita che si svolgeva fra le sue mura e in quelle stanze. Era dotato di un vero e proprio caffè. Là si riuniva la buona borghesia della città, riceveva le visite dei mezzadri, trattava affari, discuteva di politica, costruiva ad arte pettegolezzi e scandali. Viveva una vita appartata e felice che a lungo la rese indiscussa protagonista di mille follie e di mille depravazioni. Con l’avvento del regime, mutante e camaleontica com’era sempre stata, la casta borghese si trasformò in fedele e scrupolosa interprete degli ideali del Littorio. Ne assorbì facilmente l’arroganza, ne fagocitò, per incarnarlo, il messaggio. Il glorioso ed elegantissimo Circolo di conversazione fu ribattezzato, così, “Dopolavoro comunale”. Un nome scialbo e dozzinale che mai poteva gareggiare con l’eleganza leggera e tutta parigina della parola “Café”, termine esterofilo rigorosamente proibito dalla dittatura. Con la fine della Seconda Guerra Mondiale e lo sbarco alleato, il Circolo di conversazione, diventato nel frattempo icona della superbia fascista, fu “conquistato” a forza dalle masse operaie in tumulto, smerdato con rabbia, utilizzato per feste da ballo proletarie che deteriorano presto i preziosi broccati delle tende e le raffinate tappezzerie dei divani e delle poltrone. Tanta fu la sporcizia con la quale la nuova classe emergente, ignorante e rozza, insozzò questi splendidi e ricercati arredi che in seguito fu necessario sostituirli. Trionfalmente, fino a epoca recentissima, in questi locali è stata ospitata la “Camera del lavoro”. Per sua curiosità. Qualche anno fa ebbi un’accesa discussione con una delle “pasionarie” storiche del vecchio partito comunista a proposito del Circolo di conversazione. Io accusavo i dirigenti pro tempore di quel partito di una miopia culturale che aveva incoraggiato quell’inutile scempio. Lei mi rispose sostenendo con fierezza che invece era merito di quella vecchia classe dirigente se il Circolo si era conservato.  Conservato come? Infatti, lo stato pietoso in cui versa è sotto gli occhi di tutti.   Dopo che la Camera del Lavoro si trasferì nei locali attuali, ladri nella notte portarono via i pochi cimeli e qualche mobile antico che ancora si conservavano in esso. Voglio fare un appello al Sindaco, approfittando di quest’opportunità che Lei mi ha dato. Voglio chiedergli di prendere in seria considerazione un necessario restauro del “Café Vecchio”. Voglio chiedergli di restituire alla città uno spazio non solo culturale ma soprattutto “storico” nel quale gli sciclitani, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, combatterono la loro unica vera grande battaglia, quella per l’uguaglianza nel diritto di fronte allo Stato e al mondo. E la vinsero. Cordialmente. 

  • 7

    25/04/2010 06:57

    s.f.

    Molto bello e profondo questo collegamento tra Venezia e Scicli, tra città costruite per l'incontro e il dialogo; dove la strada, la piazza, il caffè sono parte della casa, e la casa parte della città. Vi si interpreta, con molta finezza, il sentimento di molti che venendo a Scicli vi colgono un qualcosa di speciale, innamorandosi di queste strade, di queste piazze, di questi giardini e provando un'acuta simpatia per le persone che vi vivono. Circa i canaloni delle fiumare, posso solo immaginarne la bellezza. Averli ancora, e tenendoli puliti e con costante manutenzione, sarebbe, penso, una particolarità di grande fascino e attrazione per la città.

  • 6

    24/04/2010 21:02

    Il gondoliere

    E' vero. Quando ero piccolo, i canaloni erano tutti collegati ! Ci muovevamo a remi, dallo Scifazzu a S. Bartolomeo, Piazza Italia e Santa Maria La Nova. Bei tempi...

  • 5

    24/04/2010 19:35

    GRAZIE

    Giacomo Magro

    Mi viene da ringraziarla per la bella testimonianza manifestata per Scicli, e per la bellezza della sua lettera.Prima della copertura dei torrenti, Scicli a suo modo qualcosa di veneziano lo aveva, restano le tracce partendo da Piazza Carmine andando giù per via Aleardi.

  • 4

    24/04/2010 18:54

    CHE MERAVIGLIA!

    500blu

      Che meraviglia! Esiste davvero un luogo dove si è ancora capaci di stupore emozionale, dove lo scambio arricchisce la coscienza, dove il pensiero condiviso si fortifica e cresce. Questa è la conferma di una pungente sensazione che ho avuto arrivando a Scicli la prima volta, mentre mangiavo una pizza la sera davanti alla facciata di San Michele, avvolta in una calda luce morbida e contornata da tanta gente che mi è sembrata felice. Sono passati molti anni. Allora ero in vacanza e nulla in quel momento faceva prevedere quello che sarebbe successo. Tornata a casa, a Venezia (quella vera, centro storico) ho cominciato a guardarmi intorno cercando quella stessa luce, qualcuno con l'aria felice. Tanti anni fa, anche qui era cosi. In questa stupefacente città, il ritmo è forzatamente diverso da qualsiasi altro posto al mondo. La gente costretta a spostarsi a piedi e non chiusa dentro alle scatole di latta che sono le automobili, si guardava in faccia, si salutava, spesso si fermava per due chiacchiere, o anche solo si poteva sentire il rumore dei propri passi e voci umane e non clacson. Nei “campi” (le piazze nei posti normali) ai tavolini dei bar c'era gente che di sicuro davanti al primo caffè, ai quotidiani, parlava, disquisiva, approfondiva, si accalorava dell'utile e dell'inutile, in pieno benessere. Qui ora queste sensazioni stanno svanendo. Noi poveri residenti ci sentiamo sempre più fuori posto, invasi da “foresti” stupefatti nel migliore dei casi, ma più spesso incapaci di cogliere, di adattarsi alla vera bellezza di Venezia, quella che va al di la dell'architettura, quella che fa bene all'anima. Cerchiamo strade alternative per sfuggire alla folla, e la lentezza che tanto ci piaceva, ora ci irrita perchè imposta. Ed io mi sento sempre di più espulsa, defraudata del mio luogo di bellezza. Una serie di strane circostanze mi ha portato ancora a Scicli e me ne sono innamorata. Un amore inverosimile, uguale a quello per una persona. E' stato come l'odore dell'acqua per un assetato Ed ho deciso che quello è il mio nuovo luogo dell'anima. In cerca di conversazione.

  • 3

    24/04/2010 13:48

    SIAMO IN TANTI A DOVERNO RINGRAZIARE!

    mi associo

  • 2

    23/04/2010 21:11

    CONVERSAZIONE

    sandro foresto

    La conversazione è piacere dell'incontro, del dialogo, della discussione: pacata, educata, colta o anche banale, spicciola, ma sempre piena di voglia di comunicare con l'altro. Oggi è un lusso? Forse. Certo è un'arte. La televisione l'ha uccisa in tante famiglie. E anche tra amici non è facile. La conversazione ha bisogno di buon umore: mai visto un arrabbiato ingrugnito capace di conversare, al massimo bofonchia alcune parole. La conversazione ha bisogno di silenzio o per lo meno detesta il fracasso. La conversazione non richiede che si sia daccordo sui contenuti, no, ma ha delle regole condivise, si può anche a volte alzare la voce e sacramentare, ma devono essere episodi rari e occasionali, sennò che dialogo è? Sì, il caffè sarà anche una metafora, ma leggendo queste righe come non pensare ai caffè di Scicli, alle piazze, ai giardini ombrosi tra le case, alle case accoglienti di una Sicilia ancora capace di parlare. Mi dicono che nel bellissimo Circolo di Conversazione di Ragusa, che ho ammirato solo da fuori nella sua bella architettura neoclassica, ora si giochi solo a carte, ma mi piacerebbe riflettere sul fatto che quello che da noi sono i Gabinetti di lettura (uno per tutti il Viesseux) forse, ripeto forse, in Sicilia sono appunto i circoli di conversazione.A Scicli c'è ancora? c'è stato? Il Brancati (al quale sono iscritto, ma la lontananza mi impedisce di conoscerlo bene) con i libri in visione, i tavoli, le sedie, la sala riunioni, è un Circolo di conversazione? Un pensiero: non ho mai conosciuto il notaio Ferro, ma ne piango anch'io la morte. Ho il rimpianto di non averlo conosciuto. Me lo hanno descritto come un gentiluomo, colto e nobile. Un mio amico, anche lui contagiato dall'amore per Scicli, ha comprato, proprio solo un paio di mesi fa, una bella casettina, sotto il Carmine e ha stipulato l'atto con il notaio Ferro. Dopo la stipula, chiuso l'atto formale, hanno parlato, appunto hanno "conversato": a congedo, il notaio ha regalato al neofita sciclitano un libretto sui viaggiatori in Sicilia. Un gesto gentile, colto, che richiama alla bella tradizione della signorilità borghese, un gesto di "conversazione", appunto. Per noi che veniamo da fuori, queste sono come perle di un rosario.

  • 1

    23/04/2010 10:08

    SUSSURRI E GRIDA

    Un Uomo libero.

    alla terrazza di uno dei caffè del centro. La piccola città è fatta di questo. Ma anche di altro. Di mormorii, di desideri inconfessabili subito repressi al passaggio della bonazza di turno, di piccole storie che diventano vergogne nella fantasia di un popolo avido di scandali. Il tempo passa tra una tazza e l'altra, inconsistente, e si perde nell'aria come l'aroma del loro caffè.

Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.

La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.