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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 268 - Visite: 8388607

27/04/2010 09:30

Notizia letta: 4143 volte

Il Ponte sullo Stretto? Un grande centro commerciale galleggiante

Un progetto affascinante

Il Ponte sullo Stretto? Un grande centro commerciale galleggiante

Un ponte costruito su delle "piattaforme di calcestruzzo galleggianti". E fra le travi e i piloni creare spazi destinati a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, cinema. L'idea del "ponte-shopping" è dell'architetto israeliano Mor Temor. Gli ambientalisti: "Ennesimo bluff, di innovativo c'è solo la riconversione immobiliare e commerciale dell'opera".
Sul ponte galleggiante verrebbero costruite centinaia di case a schiera e decine di porticcioli turistici. Tre milioni di metri quadri destinati in abitazioni, la cui vendita - è lo scopo del tutto - assicurerebbe le risorse necessarie per realizzare l'opera.

Sul suo curriculum l'architetto scrive di essere in procinto di conseguire il dottorato di ricerca sui “ponti galleggianti” al “Technion - Israel Institute of Technology”. Il Technion è l’istituto israeliano per eccellenza nel settore delle tecnologie avanzate (ingegneria, elettronica ed informatica in testa), con una spiccata tendenza alla ricerca nel settore militare, nucleare ed aerospaziale. Nel solo periodo 2000-2007, Technion ha sottoscritto una decina di contratti con il Dipartimento della Difesa degli Usa per un totale di 525mila dollari per la fornitura di “servizi” e “attrezzature” top-secret.

Resta comunque un fatto: intorno al progetto-Ponte gravitano interessi internazionali che mettono insieme di tutto e di più. Dalla famiglia Bin Laden alla Goldman&Sachs, dalla Abn Amro a personaggi legati alla mafia siculo-canadese: l’inchiesta Brooklyn, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, parlava di un’operazione progettata da questi ultimi per investire 5 miliardi di euro provenienti dal traffico di droga.

La Repubblica

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