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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 272 - Visite: 8388607

03/05/2010 08:51

Notizia letta: 3871 volte

Vinicio Capossela: Porto il Cristo lavoratore nella Gioia del Primo Maggio

"Soli non è meglio che male accompagnati"

Vinicio Capossela: Porto il Cristo lavoratore nella Gioia del Primo Maggio

Era l’artista di punta di questa edizione del Primo Maggio, per lui oltre 40 minuti di spettacolo sul palco ad incantare ed animare i 700 mila accorsi ad assistere all’evento.

Vinicio Capossela, “un poeta errante della musica” come definito da Sabrina Impacciatore, fa il suo ingresso sul palco con tanto di cappellino e marcia trionfante e, dopo aver lanciato una frecciatina politica - “Mi sembra che il primo articolo della Costituzione sia stato messo in discussione: questo Paese non si basa più sul lavoro ma sulla speculazione finanziaria” – dà inizio al suo show fatto di musica, divertimento, poesia ed arte.

Ad affiancarlo c’era Ginevra Di Marco ("Soli non è meglio che male accompagnati") in una canzone di Matteo Salvatore, Enzo Del Re che ha fatto cantare tutta la piazza eseguendo a cappella, accompagnato solo dal ritmo battuto su una sedia, la sua “Lavorare con lentezza“; più tardi scalda ancor di più il pubblico quando aggiunge: “Io per la classe lavoratrice a cui mi onoro di appartenere darei la vita, ma per i padroni non voglio fare niente. Il solo pensiero di fare qualcosa per Berlusconi già mi stanca“.

Capossela prosegue il suo show con Roy Paci e con il suo affascinante circo così da dare forma al suo “L’uomo vivo (Inno alla gioia)” e continuando con una meravigliosa esecuzione quasi heavy de “Il ballo di San Vito” che scatena il pubblico. Infine Vinicio chiude la sua esibizione con un brano dedicato a Renzo Fantini, manager di Francesco Guccini, Paolo Conte, e dello stesso Capossela agli esordi, uno dei grandi personaggi della musica italiana, scomparso di recente. Finisce il suo contributo artistico e anche in questa occasione possiamo dire che Capossela ha unito musica ed arte regalandoci il meglio che si potesse fare.

Redazione

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