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Lunedì 21 Maggio 2012 - Aggiornato 21/05/2012 15:44 - Online: 303 - Visite: 8388607

06/05/2010 01:04

Notizia letta: 2630 volte

Ecco perchè i carburanti in Italia costano tanto

Lo Stato incassa € 0,80 di imposte per ogni litro di benzina

Ecco perchè i carburanti in Italia costano tanto

Scicli - Le imposte sui carburanti in Italia sono talmente elevate da costituire la causa prima del prezzo esorbitante degli stessi.

Infatti lo Stato incassa € 0,80 di imposte per ogni litro di benzina, venduta al prezzo di € 1,42 ed € 0,63 per ogni litro di gasolio, venduto al prezzo di € 1,25.

Le imposte gravanti sui carburanti in Italia sono le accise e  l’Iva.             

Attualmente “l'Accisa” (un tempo chiamata "Imposta di Fabbricazione"), per le Benzine è pari a 0,564 €/Litro e per il Gasolio a   0,423 €/Litro.                                

A questi importi va aggiunta l’Iva compresa nel prezzo di vendita alla pompa,  € 0,236 per la benzina ed € 0,208 per il gasolio.

E  sulla voce “accisa” che va fatta chiarezza .

Nella stessa sopravvivono balzelli per terremoti, alluvioni e guerre.

Infatti su ogni litro di carburanti gravano 11 tasse, le cosiddette «una tantum» introdotte dai vari governi è diventate fisse e parte integrante della voce “accisa”,

L'elenco completo delle stesse è il seguente:                                                              

* 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935; 
* 14 lire per la crisi di Suez del 1956; 
* 10 lire per il disastro del Vajont del 1963; 
* 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966; 
* 10 lire per il terremoto del Belice del 1968; 
* 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976; 
* 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980; 
* 205 lire per la missione in Libano del 1983; 
* 22 lire per la missione in Bosnia del 1996; 
* 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004.                  

* 0,005  € per incentivi alla mobilità ecologica del 2005.                              

Totale €  0,255.  

Evidentemente gran parte delle sopra indicate «una tantum»  avrebbero dovuto essere soppresse, visto che riguardano emergenze alle quali lo Stato ha già provveduto o come nel caso delle missioni militari in Libano o in Bosnia ormai da anni terminate.

Ma quello che colpisce è che non vi è alcuna intenzione di ridurre la pressione fiscale, nonostante le dichiarazioni dei vari leader di partito di voler tutelare le fasce deboli della società, quali famiglie disagiate, lavoratori precari etc..                    

Tant’ è che cambiano i governi ma i balzelli sui carburanti restano, incidendo pesantemente proprio sui meno abbienti.

La verità è che il sistema dei partiti ha bisogno di denaro,  denaro per mantenere gli agi, i lussi e i privilegi della casta politica, denaro per i rimborsi delle spese elettorali, denaro per i contributi ai giornali di partito, denaro per mantenere l’enorme parco di auto blu, denaro per sovvenzionare la spesa clientelare, denaro per mantenere il numero esorbitante di pubblici dipendenti.                                         

In ultimo va sottolineato che dove non esistono balzelli e imposte  esorbitanti, il prezzo  della benzina  si mantiene contenuto, ad esempio in America attualmente oscilla tra € 0,75 ed € 0,80 litro.                                                                                                      

                                                    Dott.  Giuseppe Implatini                                                               

                                                       Presidente pro-tempore

                                                       Associazione NOVA LEX      
 
 

    
 
 
 
 
 
 

Redazione

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