13/05/2010 17:49
Notizia letta: 5187 volte
Ragusa - Nonostante il nome dell' ex comandante della Polizia municipale di Scicli, Franco Nifosì, sia in procinto di uscire dalla lista delle otto persone indagate per intervenuta estinzione al reato a causa della sua morte, avvenuta lunedl scorso, la famiglia sembra intenzionata a rinunciare a questo "beneficio".
La moglie sembra intenzionata a proseguire nell' azione di difesa del suo coniuge con l'obiettivo di ottenere, alla fine del procedimento penale, la piena assoluzione. L'ipotesi è confermata dall'avvocato difensore dell'ufficiale, Gianluca Gulino.
"C'è questa possibilità -spiega il legale - ma ne dovremo parlare con la moglie che, ovviamente ha tutto l'interesse affinchè suo marito esca fuori da questa incresciosa vicenda assolutamente "pulito" com'è convinta che sia. Franco Nifosì risponderebbe, nello specifico, di omissione di atti d'ufficio.
Dal momento in cui era stato "avvisato" aveva manifestato ad alcuni amici il rammarico di essere coinvolto nella vicenda dei cani- killer, e di volerne venire fuori da assolto.
Saro Cannizzaro
12/05/2010 - 10:43
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11
14/05/2010 23:02
UN EX LAVORANTE
Un Uomo libero.
in un ufficio giudiziario non può scrivere le cose che ha scritto.Egregio signore lei sa benissimo che il capo d'accusa nei confronti del Comandante è colpa grave e omissioni di atti d'ufficio. È vero che con la morte dell'imputato si estingue il reato ma non le conseguenze dello stesso. C'è una responsabilità civile che scaturisce anche se il reato penale verrà estinto. Siccome, come in effetti è, la vedova e il figlio sono eredi del comandante, questi domani potrebbero essere chiamati a risarcire danni che il Comandante, pace all'anima sua, neppure si sognava di causare.La signora fa bene a proseguire nell'azione giudiziaria. Per due motivi sacrosanti. Perché la figura del marito sia purificata da ogni sospetto e dubbio e quindi riabilitata in pieno. Per difendere la sua vita dall'aggressione futura e ingiusta di chi la giustizia tutela chiudendo possibilmente un occhio.
10
14/05/2010 20:17
PRECISAZIONE
TFC
Voglio dire che naturalmente gli imputati vivi, naturalmente mi riferisco a quelli che hanno responsabilità più oggettive che personali, hanno il diritto e l'obbligo di difendersi in giudizio (l'obbligo proprio in quanto rispondono non per colpe proprie personali ma per gli Enti coinvolti), ma che senso ha perseguire la ricerca di giustizia per stabilire la correttezza dell'operato di un pubblico funzionario la cui integrità non nessuno mette in dubbio? Intendiamoci: un conto è la posizione di chi era chiamato a far controlli puntuali ed a seguito degli stessi ha palesato una tragicamente colpevole negligenza, altro conto è la posizione di chi può anche aver peccato di mancata previsione di circostanze che poi si sono rivelate tragiche...ma qualcuno può davvero escludere che se comandante e sindaco fossero state persone diverse tali tragedie non si darebbero verificate? PS. :io quasi sempre sono un detrattore di questa Amministrazione e di questa Sindacatura ma onestamente non mi sento di dargli addosso in tutto e per tutto in queste disgraziate vicende.
9
14/05/2010 19:28
QUI SI PARLA DI PROCESSI
e di "giustizia processuale", cioè quella che scaturisce dal lavoro degli avvocati. Per quanto ne so io, in caso di morte la pratica viene archiviata. Se poi, in nome di un principio, si vuole trascorrere anni in beghe processuali e spendere soldi per pagare l'avvocato, che si faccia. Ognuno i soldi li sperpera come vuole. Io, semplicemente, non lo farei. In qualità di ex lavorante in un ufficio giudiziario, eviterei gli avvocati se non in casi indispensabili.
8
14/05/2010 19:08
LA MORALE DEI SOLDI
Rispondo al messaggio dal titolo "Io non spenderi soldi" Mi chiedo, come si possa associare il concetto dei soldi a quello della Giustizia.Qual è la morale che può spingere qualcuno ad un simile accostamento ?La Giustizia è un bene assoluto che non può avere prezzo. E' un valore che ognuno di noi dovrebbe vedersi riconoscere sempre: in vita e dopo la vita. La morte non cancella tutto. La morte porta dolore e, se si accompagna a tragiche storie umane, diventa a tratti incomprensibile. Ciò che dà dignità agli uomini è la Verità. E ciò vale tanto per i vivi quanto per i morti. Amen
7
14/05/2010 10:03
IO NON SPENDEREI SOLDI
per gli avvocati. La pratica è stata archiviata. Amen. La morte cancella tutto, Io penserei ai vivi e cioè al figlio.
6
14/05/2010 09:51
LA DIDATTICA DELLE ESPERIENZE
se non si capisce il senso delle vicende della vita, non si ha un terreno fertile, non si è pronti per nuovi e solidi valori dell'esistenza. Accapigliatevi ancora avvelendovi. http://www.sciclinews.com/articolo/3072/Gli-sciclitani-Fannulloni-e-invidiosi
5
14/05/2010 08:49
IN RISPOSTA AL PRIMO MESSAGGIO
In risposta al messaggio che recita : ********************************************** "HA vissuto il "privilegio" di una vicenda umana e di sofferenza che spesso apre ad una visione di ogni cosa intorno in modo diverso ... mantenga la santificazione che la malattia porta con lei, per il patimento che fa vivere. Non ceda alle beghe malefiche neppure in nome di una memoria. Anzi, forse proprio per la buona memoria, lasci le liti di una categoria malefica come gli avvocati, le procure e tutti quanti fomentano polemiche e veleno e si stringa al suo piccolo figlio, l'unico valore che per lei dovrebbe oggi contare. Postato da: il: 13/05/2010 17:53" ********************************************** Ogni giorno che passo della mia vita, mi meraviglio sempre più di come l’umano intelletto (se così lo si può definire) possa partorire simile aberrazioni sotto forma di consigli. La curiosità mi spingerebbe a cercare di conoscere i motivi reconditi che possono spingere una persona a pronunciare parole come le sue, ma la razionalità mi porta ad un totale e freddo distacco dal suo pensiero. Ciò che più mi meraviglia è il come ci si possa sentire autorizzati ad esprimere "consigli" in situazioni di cui non si conosce nemmeno lontanamente la realtà. Caro “moralizzatore” così fuori luogo, sono sicuro che la Signora Nifosì avrebbe fatto volentieri a meno di vivere una vicenda umana che definire straziante è un eufemismo. Straziante da un punto di vista umano, tanto quanto la vicenda legata ai cani Killer: due famiglie distrutte dal dolore. Secondo la SUA “morale”, cosa consiglierebbe, allora, ai genitori del piccolo Giuseppe : chiudersi nel dolore del “privilegio” della sofferenza e non cedere ad una categoria che lei ( non io ) definisce “malefica”? NO. Assolutamente NO !!! Giustizia e verità vanno ricercate ed accertate. In terra come in cielo. In tutti i casi. Lei non ha lontanamente idea di quanto abbia sofferto Franco nel corpo e nello spirito, a causa di un’orrenda malattia e a causa di coinvolgimenti in situazione a cui Egli si riteneva totalmente estraneo. Solo chi è stato vicino a Franco in questi otto mesi può avere una minima idea delle sofferenze nell'animo e nel corpo. Del conflitto tra lo strazio fisico e quello emotivo. Un corpo nel pieno delle forze piegato sotto il peso della malattia, un animo piegato sotto il peso delle accuse. Un priviligio? Una “via crucis” ... piuttosto. Fatta di tremenda sofferenza. Conosco la Signora Nifosì e le posso assicurare, caro arguto lettore, che l'ultimo dei suoi pensieri è quello di cedere a ciò che lei stesso definische "beghe malefiche". Di malefico c’e’ stato solo il destino avverso che ha travolto Franco e la sua Famiglia. La Signora Nifosì saprà cosa fare in futuro, spinta non da “polemiche” o “veleno”, ma soltanto da quel sentimento che ha caratterizzato tutta la vita di Franco in ogni sua aspetto: un insaziabile senso di Lealtà e di Giustizia.
4
13/05/2010 23:43
NON CREDO CHE SIA UN OTTIMO CONSIGLIO
Un Uomo libero.
quello che il signore anonimo in tutta buona fede vorrebbe dare alla signora.È vero che la responsabilità penale è personale e si estingue con il decesso dell'imputato ma esiste anche una responsabilità civile poi. È lì che cade l'asino. Credo che il legale della signora faccia bene a puntare sull'assoluzione con formula piena del Comandante. Ciò eviterà richieste puntuali di risarcimento danni.La famiglia del bambino non è stata minimamente sfiorata nelle sue responsabilità dalla Procura. Comunque in sede di dibattimento e se non in primo grado sicuramente in secondo, queste responsabilità saranno attentamente vagliate dal collegio giudicante e incideranno pesantemente sulla sentenza definitiva.
3
13/05/2010 22:50
CONSIGLIO AL CONSIGLIO.......
Carissimo il nostro anonimo moralizzatore, raccomandare alla Signora di stringersi al suo piccolo, come unico intento della propria vita, oltre a rivelare miseria intellettuale, riconduce ad una visione arcaica e gretta di convivenza umana: sulla base di macabre considerazioni, quali quelle che l'avere vissuto il dolore e la sofferenza siano già sufficienti a ottenere una "parvenza" di riscatto (e questo potrebbe pertanto bastare). Lei negherebbe, dunque, ai familiari, ma principalmente al "piccolo figlio", la possibilità di riscattarsi per l'unico valore civico cui vale la pena di crescere e cioè sapere che si è lottato per l'accertamento della VERITA', diritto irrinunciabile di convivenza civile, per il quale il padre ha sacrificato la propria esistenza. Malefica è la categoria di gente come lei che vorrebbe che questo non sia concesso, riducendo il diritto/dovere di esigere GIUSTIZIA, a mero fomentare "polemiche e veleno". Complimenti. Un paese veramente civile ha bisogno di voi.
2
13/05/2010 21:15
UN CONSIGLIO SAGGIO
TFC
mi associo al consiglio dato alla signora: l'onorabilità del comandante non è minimamente messa in discussione da questa vicenda e spesso gli imprevedibili corsi di un sistema giudiziario talora perverso assumono risvolti pazzeschi. Le consiglio anch'io affettuosamente di lasciar perdere.
1
13/05/2010 17:53
SE POSSO DARLE UN CONSIGLIO
Signora ... si stacchi ! HA vissuto il "privilegio" di una vicenda umana e di sofferenza che spesso apre ad una visione di ogni cosa intorno in modo diverso ... mantenga la santificazione che la malattia porta con lei, per il patimento che fa vivere. Non ceda alle beghe malefiche neppure in nome di una memoria. Anzi, forse proprio per la buona memoria, lasci le liti di una categoria malefica come gli avvocati, le procure e tutti quanti fomentano polemiche e veleno e si stringa al suo piccolo figlio, l'unico valore che per lei dovrebbe oggi contare.