Ragusa - Archiviata, non senza polemiche, l'elezione del segretario del circolo del capoluogo, il Pd prova a completare il suo lungo percorso congressuale con l'ufficializzazione degli organismi provinciali che andranno ad affiancare il segretario provinciale Salvatore Zago. Alle 18.30, all'hotel «Mediterraneo», lo stesso Zago comunicherà il nome del presidene provinciale e i componenti di direzione ed esecutivo. Il segretario intende superare le divisioni e le difficoltà che hanno caratterizzato questi ultimi giorni. Per la carica di presidente provinciale del partito, circola con insistenza il nome di Nino Barrera, espressione dell'area Lumia, che al congresso provinciale ha sostenuto la candidatura di Giorgio La Rocca. Cancellato dall'organigramma la figura del vice segretario, Zago conta di completare l'operazione-unità con il coinvolgimento di tutte le anime nella direzione e nell'esecutivo del partito. A rendere meno semplice questo percorso, l'epilogo del congresso del circolo di Ragusa. Ieri, il coordinamento ha eletto Giuseppe Calabrese segretario cittadino. Ha ottenuto i voti di 59 delegati (su 109 totali). Su di lui si sono riversati i consenti della lista «Per Ragusa» e dell'area Gurrieri-La Rocca della lista «Uniti per unire». I rappresentanti di quest'ultima lista non hanno preso parte alle operazioni di voto. Vito Piruzza e Angela Barone hanno ribadito la loro contrarietà all'operazione portata a compimento dal gruppo di Giuseppe Calabrese. Mentre Barone non ha esitato a parlare di «tradimento», Piruzza ha contestato il metodo con il quale si è creata la nuova maggioranza, dicendosi tuttavia disponibile a valutare le iniziative politiche che la segreteria intenderà suggerire. È toccato ad Alessandro Tumino spiegare le ragioni dello strappo e chiedere ufficialmente a Mariuccia Cascone (che si è riservata 24 ore di tempo per una risposta) di affiancare Calabrese nella gestione del partito in città. Calabrese ha invece rilanciato la sfida per gestire in modo unitario il partito. Ad ascoltarlo, però, non c'erano gli interlocutori cui il messaggio era rivolto. Non c'era, soprattutto, Gianni Battaglia e non c'erano neanche il segretario provinciale Salvatore Zago e i deputati regionali Pippo Digiacomo e Roberto Ammatuna. Assenze pesanti che rischiano di allungare il clima di tensione anche oltre la fase congressuale. L'assenza di Gianni Battaglia ha alimentato le voci sulla possibile creazione in città di un secondo circolo del Pd, composto da quell'area rimasta al fianco dell'ex parlamentare. Un'ipotesi, questa, che non entuasiasma, però, le altre componenti (Massari, Accardi, La Porta) della lista «Uniti per unire» che, pur trovandosi, su posizioni diverse da quelle della nuova dirigenza, preferiscono al momento non pronunciarsi. Anche al momento del voto, pur essendoci un solo candidato alla segreteria e avendo l'altra area deciso di non partecipare all'elezione, non sono mancati i momenti di tensione. In altri momenti, il congresso si sarebbe concluso per acclamazione. Ieri, il delegato Mario D'Asta ha chiesto ai votanti di esibire al seggio un documento di riconoscimento, suscitando qualche malumore. La proposta è stata accolta da Alessandro Cappello, che ha presieduto e coordinato i lavori, e solo alle 15.05 si è avuta la proclamazione di Giuseppe Calabrese.
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