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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 281 - Visite: 8388607

27/05/2010 12:13

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Rutelli per Pippo Barone: Il potere logora chi non sa governare

Bagno di folla

Rutelli per Pippo Barone: Il potere logora chi non sa governare

Ispica - "La signoria è in prestito".

 

Cita la patrona d'Italia, Caterina Da Siena, Francesco Rutelli dal palco di piazza Brancati mentre presenta la candidatura di Pippo Barone alla carica di sindaco di Ispica e lo fa ammonendo: il potere è un esercizio temporaneo, non è detto che chi lo detiene o lo ha detenuto continui a esercitarlo.

 

Guarda palazzo Bruno di Belmonte, Rutelli, e ricorda: "Mio nonno a Palermo lavorò col Basile, c'è un filo rosso che lega la mia famiglia all'autore di questo palazzo che tanto ricorda Montecitorio", che da Basile fu progettato in gran parte.

"E' raro trovare persone che parlano di politica con la schiettezza e semplicità con cui ne parla Pippo" - ha detto il leader dell'Api, l'Alleanza per l'Italia-.

Il passaggio forte di Barone: "Grazie a chi mi ha dato, con il proprio sorriso, con la propria stretta di mano, con la propria confidenza un peso, un peso enorme: il peso della speranza.
Oggi sento sulle mie spalle un carico grandissimo, ma, cosa stranissima, non ne sono schiacciato. 

Sono felice. 
 

Felice che altri abbiano riposto questo carico su di me. 

Penso sia un dono, bellissimo e inatteso.

Per questo penso di non potere deludere. 

Io sono Pippo.
E resto quello che sono sempre stato. Se il primo giugno diventerò sindaco di questa città continuerò a essere Pippo.

Per quanti mi hanno votato e per quanti non mi hanno votato. Perché so che un sindaco deve essere capace di farsi carico delle speranze di tutti. 
E’ l’esercizio più coinvolgente ed emozionante che ho imparato a fare. Vedete un sindaco non sempre risolve i problemi dei singoli, ma deve essere capace di interpretarli, di condividerli.

Quante volte abbiamo una difficoltà, di ordine economico, familiare, e ci sentiamo soli. 

Se sarò  sindaco nessuno di voi potrà dire mi sento solo.
Anche quando gli altri, gli amici, i parenti, vi avranno lasciati in disparte, potrete dire: “Vado al Comune, c’è Pippo che mi aspetta”.
 

La mia porta sarà sempre aperta".
 

Redazione

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