Sabato 11 Febbraio 2012 - Aggiornato 11/02/2012 20:41 - Online: 190 - Visite: 8388607
30/05/2010 10:42
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Lo stop alle telline mette a rischio oltre un milione di piatti, dagli spaghetti alle zuppe, serviti ogni anno con il gustoso mollusco nelle case e nei ristoranti soprattutto nel Lazio, ma anche in Puglia, Campania ed in Sicilia. E' quanto stima la Coldiretti in riferimento all'entrata in vigore del Regolamento comunitario Mediterraneo che introduce dal primo giugno nuove norme per la pesca che di fatto rischiano di far sparire dalle tavole degli italiani le telline, tutelate e festeggiate con sagre nel litorale romano, ma anche i cannolicchi ed altri pesci. Si tratta degli effetti delle nuove norme che -precisa la Coldiretti- prevedono tra l'altro distanze per la pesca dalla costa a non meno di 1,5 miglia per le reti gettate sotto costa, che diventano 0,3 per le draghe usate per la cattura dei bivalvi, impedendo di fatto la raccolta di telline e cannolicchi. E' importante l'avvio della procedura comunitaria per la richiesta di una deroga per salvare una tradizione gastronomica nazionale molto radicata, evitare gravi perdite economiche ai circa 1000 pescherecci coinvolti dove trovano possibilità di lavoro circa tremila persone, per i quali vanno individuate misure adeguate.
Le nuove norme peraltro, riducendo la produzione nazionale rischiano - continua la Coldiretti - di aggravare la già pesante dipendenza italiana dall'estero da dove arriva ogni anno circa il 60 per cento del pesce consumato a livello nazionale. La Coldiretti ha recentemente ampliato il proprio ambito di rappresentanza delle imprese singole e associate al settore della pesca e dell'acquacoltura attraverso la costituzione di ''Impresa Pesca'' (Associazione Nazionale della Pesca e dell'Acquacoltura) che fara' da punto di riferimento per le imprese singole in sinergia con l'Unci Pesca che tutela gli interessi delle cooperative di settore.
Dura la reazione della senatrice della Lega Nord, vicesindaco di Lampedusa con delega alla pesca, Angela Maraventano. 'I nostri marinai e pescatori chi li sfamerà la Comunità Europea? - chiede -. Con tutta la disoccupazione che abbiamo, ci vuole pure il settore pesca. Ma cosa si sono messi in testa a Bruxelles, la colla di pesce?''. Maraventano, figlia di pescatori, ritiene che il divieto di pesca dell'Ue di calamaretti, seppioline, moscardini, lattarini, telline e bianchetto per tutelare i pesci grossi del Mediterraneo ''servirà solo a dare il colpo di grazia alla nostra economia marinara, basata anche sulla pesca di queste specie che hanno fatto della ristorazione italiana nel mondo un must di prelibatezza''.
Redazione
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4
06/07/2010 17:05
IO A PESCA CI VAGGHIU U STISSU
ciuzzu
a mia nun interessa anche iu pigghiu u giustu x mangiarmele io e i miei, ora talia ca vietanu puru a pisca ca cannaa chi su beddi chisti ri st'unione europea... I STISSI ca ni venunu a pottanu i mozzarelle vilinusi e i cosi nostri ca su ciu boni nun ne fannu ne vinniri e ne mangiari mah
3
31/05/2010 10:34
FORZA BRUCA
iu ma manciu u stissu e mancu mantaressa anche perchè me li faccio io personalmente e prendo solo quelle che bastno per una spaghettata in famiglia nn come alcuni che prendono 50-60 kg di telline per poi rivenderle senza autorizzazione segnalate questo alle autorità competenti e nn il fatto che la pasta nn la possono fare piu
2
30/05/2010 23:32
Coldiretti sempre peggio, solo gli interessi propri, non pagherò più la tessera.
1
30/05/2010 18:52
CI FACCIAMO UNA FRITTURA DI NEONATO.
E poi la Regione Siciliana farà una deroga. Però si possono allevare o no? In fondo prendere è facile, allevare un poco meno.