03/06/2010 00:39
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Palermo - La notizia non ha ancora i crismi dell'ufficialità ma se confermata dovrebbe invitare tutti alla calma e a una nuova riflessione.
La rilanciano i consiglieri provinciali Angela Barone del Pd e Giovanni Iacono di Italia dei Valori. In pratica, dicono i due consiglieri, "la perimetrazione presentata dalla Provincia di Ragusa in data 18 maggio alla Regione è stata dichiarata irricevibile". I due consiglieri si lasciano andare al commento politico: "Ricordiamo che avevamo abbondantemente e con forte anticipo rispetto alla decisione della Regione dichiarato che quella perimetrazione non aveva né "gambe", né "testa". I fatti ancora una volta ci hanno dato ragione. La Provincia aveva tenuto fuori dalle aree "parcheggio" non "parco", perfino le cave naturalistiche". I consiglieri si scagliano anche sul recente incontro che si è svolto a Siracusa per discutere di una proposta alternativa, una perimetrazione reticolare, e si chiedono perché "alcuni Comuni come Comiso e Pozzallo, continuino a dire la loro e a partecipare a tutti i tavoli senza che i loro territori siano stati mai lambiti da un'ipotesi di parco?".
Proprio a Siracusa si è svolto un nuovo incontro sul parco, voluto dalla Camera di Commercio aretusea e dalla delegazione siracusana dell'Anci, l'associazione che raggruppa i Comuni. In questo incontro si è parlato della perimetrazione reticolare.
Una proposta alternativa di perimetrazione, rispetto a quella di cui si è finora discusso, arrivata dai sette sindaci dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei" (Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Palazzolo Acreide, Sortino) e dall'Anci provinciale di SIracusa, presieduta dal sindaco di Canicattini, Paolo Amenta, condivisa e sposata dalla Camera di Commercio di Siracusa e dalla rete delle organizzazioni e associazioni di categoria e professionali del siracusano, da Confindustria alle piccole e medie imprese artigiane, del commercio e dei servizi, alle forze sindacali, a molte associazioni ambientaliste. Una perimetrazione reticolare, elaborata dal gruppo tecnico del Gal Val d'Anapo. "La proposta di Parco "reticolare" - ha detto in fase di presentazione il sindaco Paolo Amenta - rispecchia la realtà locale, non solo dal punto di vista ambientale ma anche dal punto di vista economico-sociale, per poter realizzare, in maniera partecipata, uno strumento di supporto per l'intera area vasta degli Iblei.
Il Parco degli Iblei è stato formalizzato con una procedura assolutamente anomala che lo ha individuato semplicisticamente con un "nome" all'interno di un articolo di un disegno di legge (art. 26 comma 4 nonies della L. 3194/2007), senza il supporto di una perimetrazione e di studi allegati, senza la partecipazione del territorio, senza una previsione economica per i dovuti approfondimenti, per la strutturazione gestionale e per i regimi di aiuto nei confronti di chi dovrà continuare a vivere all'interno del parco.
Se la soluzione ad una procedura imposta in verticale dall'alto è l'abrogazione dell'articolo di istituzione del parco è essenziale attivarla sin da subito ad opera delle parti politiche che oggi rappresentano il territorio sul livello nazionale e regionale.
Se invece si vuole portare avanti la definizione del parco perché la visione politica garantisce che questo strumento sia valido per la gestione delle valenze ambientali del territorio e capace di drenare risorse economiche per rianimare il tessuto economico locale, allora è necessario che si realizzi uno strumento particolare che risponda concretamente alle esigenze ed alle caratteristiche di questo paesaggio. La nostra proposta coniuga tutto questo legando la costa all'entroterra, in un progetto unico di territorio e di parco".
Proposta una perimetrazione "reticolare"
C'è una nuova proposta, che potrebbe mettere tutti d'accordo, riguardo ai confini da dare al Parco degli Iblei, cioè a quella grande area protetta che il Parlamento con una legge della fine del 2007 ha deciso di istituire sui territori delle province di Siracusa, Ragusa e Catania.
Prevede un parco "reticolare", composto dalle stesse aree di grande interesse naturalistico o archeologico già oggi vincolate collegate tra loro da "corridoi" disegnati lungo i corsi d'acqua e lungo le cave.
L'iniziativa è della sezione provinciale dell'Anci, l'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, e della Camera di Commercio.
La proposta di parco "reticolare" è stata elaborata dal Gal Val D'Anapo ed è già stata adottata dall'Unione comuni Valle degli Iblei di cui fano parte Canicattini Bagni, Palazzolo Acreide, Buccheri, Buscemi, Ferla, Cassaro e Sortino. Si vedrà domani se riuscirà a convincere anche tutti gli altri soggetti interessati.
Ivan Lo Bello, presidente della Camera di Commercio, e Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente provinciale dell'Anci e dell'Unione dei Comuni "Valle degli Iblei", ritengono che si tratti della migliore soluzione possibile viste le forti perplessità, se non vere e proprie preoccupazioni, che ha sin qui suscitato tra le categorie produttive l'originaria proposta del Dipartimento Ambiente della Regione.
«Col parco "reticolare" - afferma Amenta - otterremmo due fondamentali risultati. Da un lato non rinunceremmo al parco che vuole dire avere un ente che si occupi di tutte le aree di grande interesse naturalistico e archeologico per migliorarne la fruizione turistica. Colmeremmo da questo punto di vista una grave lacuna. Pantalica, ad esempio, oggi non ha ancora un piano di gestione che possa sfruttarne a fondo le potenzialità. Dall'altro lato eviteremmo di introdurre vincoli in aree agricole e negli stessi centri abitati ma senza per questo perdere il diritto ad accedere ai finanziamenti previsti per i comuni che ricadono all'intero di un parco naturale».
Insomma, una soluzione che si presenta come il classico uovo di Colombo: non si rinuncerebbe ai vantaggi previsti dall'istituzione del parco e nemmeno si rischierebbe di "azzoppare" l'economia. Ci sono seimila aziende agricole e zootecniche che temono di essere sottoposte a vincoli insopportabili, che metterebbero a rischio la loro stessa sopravvivenza. E di questi timori si è fatto interprete l'assessorato regionale all'agricoltura.
«Con questa proposta – affermano il presidente della Camera di Commercio Ivan Lo Bello e il presidente provinciale dell'Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia Paolo Amenta - si prova a dare una risposta alle diverse osservazioni rappresentate negli incontri che sono stati sin qui tenuti sull'argomento. È una soluzione alternativa coerente con il carattere "atipico" del paesaggio ibleo rispetto alle altre realtà dei Parchi Nazionali. Una soluzione che tiene conto sia della salvaguardia dei valori ambientali che delle attività che caratterizzano il tessuto economico-sociale delle aree interessate».
Foto, paesaggio ibleo, Luigi Nifosì
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2
04/06/2010 18:52
ALTRO CHE RETICOLARE..............
maltempo
la verità è che per questi belli soggetti non vorrebbe un perimetro reticolare ci vorrebbe una bella grata da dove guardare............in galera!!!!!!!!!!!!!!!! e per una volta volete o no gestire questo territorio in modo da lasciarlo almeno in parte integro ai nostri figli?????????? o proprio volete che le nuove generazioni ci ringrazino dandoci fuoco dentro u tabutu????????
1
04/06/2010 14:19
MA QUALE AZZOPPARE?
Vergogna
quella dell'"azzoppare l'economia" e' una emerita minchiata tirata fuori da chi vuole usare il territorio per trivellare e per fare discariche, non cadete nel tranello, chiedete a queste persone cosa vorrebbero fare e perche` il parco secondo loro azzopperebbe l'economia. Non fatevi menare per il naso. Se avessero avuto idee migliori per il territorio e l'economia le avrebbero gia` tirate fuori.