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Mercoledì 23 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 284 - Visite: 8388607

05/06/2010 20:55

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Il Grano incontra la Pietra

Al Teatro di Pietra di Tano Mormina

Il Grano incontra la Pietra

Scicli - Domenica 27 giugno in occasione dell’inaugurazione del museo della  pietra le Associazioni “ Tano Mormina”, “Balucu e pagghiara”,”Energie  e Simpatia”e”San Bartolomeo”, invitano tutti a “Il Grano Incontra la Pietra”, Rievocazione delle attività, dei canti e delle tradizioni della nostra civiltà contadina.
 
Il  grano Incontra la Pietra o, se si vuole, la pietra incontra il  grano perché, da noi, le due cose vanno insieme anche se poi prendono  strade diverse. Da una parte si arriva alle primizie, dall’altra  all’architettura spesso sublime, a volte ridondante, ma sempre  prodotta dalla fatica e dalla perizia dell’uomo che è stato e a volte  è ancora, contadino e scalpellino insieme.
 
La lunga teoria delle chiuse delimitate da muretti a secco nasce dallo  spietramento del terreno che così è delimitato e può essere arato e  seminato o può servire per il pascolo degli animali che brucando e  concimando passavano e passano ancor oggi di chiusa in chiusa, magari  tornando alla prima quando in essa l’erba è ricresciuta o restano da  brucare le stoppie del grano. Allora la pietra e la terra sono da noi  così intimamente connesse che cominciare dal ciclo del grano non è  affatto strano; si spietra, si delimitano gli appezzamenti con i muretti, si semina si raccoglie, si costruisce l’aria, la si pavimenta  con bella pietra intagliata, si pesta il grano, infine si macina con
la grande pietra fatta di spicchi perfetti, quindi la farina e il  pane.
 
L’aria non è un refuso per l’aia, perché la pista dove si pesa il  grano è proprio posta all’aria, al vento, perché è il vento che separerà il grano dalla paglia pestata dai cavalli, la paglia gettata  in aria con tridenti di legno da uomini coperti con grandi fazzoletti, i nostri Mujaheddin del lavoro.
 
Quindi cominciamo dal grano e guardiamoci intorno, da quel lavoro  nasce la confidenza con la pietra e da questa, al di là dei muretti,  la pista del palmento, i tini interrati di pietra, comincia il ciclo  del vino, poi gli olivi delle chiuse che danno ombra agli animali che brucano e le olive che schiacciate dalle grandi macine danno l’olio,  altro ciclo, in mezzo c’è quello del carrubo cui serve poco e dà quasi  tutto, anche la terra e la pietra spaccata e triturata dalle sue  radici. Cicli anche questi, di cui vogliamo recuperare la memoria e lo faremo prossimamente in questa stessa cornice.

 

Il programma

In occasione della inaugurazione del Museo della Pietra, organizzato dalle Associazioni Bulucu e pagghiara, Energia e simpatia, San Bartolomeo e Tano Mormina, domenica 27 giugno dalle ore 16,30 alle ore 20,30 si terrà un evento-performance rivolto a far conoscere il ciclo del grano,secondo procedure, accompagnamenti vocali e ritualità che si sono tramandate nel nostro territorio sino a pochi anni fa.

 

 
attività:

la trebbiatura del grano raccolto in covoni (regni) sull’aia circolare in pietra,attuata con una coppia di cavalli condotta al trotto, accpompagnati da incitamenti e canti;
la macinatura del grano realizzata in un ambiente di mulino ricostruito, ultizzando una macina di pietra ,ottenendo sia farina che caturro.
la lavorazione della farina macinata, per ricevare l’impasto da utilizzare per la produzione di pane ,il confezionamento del pane di casa  e la sua messa a dimora per la lievitazione,la cottura del pane in  forno a legna; tutte attività condotte all’interno della casa vestita (grotta chiusa da facciata principale in pietra) del “ jurnataru” di Chiafura , anch’essa ricostruita nell’area museale.
Degustazione di prodotti tipici.
 
Le diverse attività saranno accompagnate con canti e musiche originali.

E’ inoltre previsto l’allestimento di una mostra fotografica illustrante il ciclo del grano, curata da Mario Giunta e  Salvatore Iannizzotto e lo svolgimento di alcune testimonianze orali coordinate dalla Professoressa Iemmolo.
L’ingresso é libero.
 
 

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