19/06/2010 00:50
Notizia letta: 2999 volte
Ben vengano nuove trivellazioni petrolifere sul territorio italiano, pur valutando di volta in volta e facendo attenzione all'ambiente e alle risorse paesistiche del Paese. E' questo, in estrema sintesi, il commento, dei sindacati di categoria dei lavoratori della chimica (Filctem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil) alla notizia di stampa secondo la quale sarebbero pronte circa 100 autorizzazioni a nuove trivellazioni di pozzi di petrolio nel nostro Paese, anche in parchi e isole.
"Io direi, a livello personale, che se ci fosse davvero un 'tesoretto petrolifero' in Italia - ha sottolineato Gabriele Valeri, segretario nazionale della Filctem Cgil - come si dice da più parti, sarebbe da utilizzare, naturalmente valutando caso per caso e considerando le questionio ambientali. Sarebbe sciocco non farlo, sempre comunque valutando caso per caso".
Notizie che per il sindacato sono vere e proprie novità. "E' una situazione un po' strana: è da un po' di tempo - rimarca Valeri - che il presidente dell'Unione Petrolifera, De Vita, dice che ci sono circa 50 impianti subito cantierabili. Ma allo stesso tempo le compagnie italiane, se si escludono gli impianti funzionanti e in servizio di Val D'agri, Trecate, Ravenna, Gela e in Adriatico, non mi pare che abbiano tutti questi progetti, o quantomeno non ce lo hanno comunicato. E questo vale anche per Eni, che aveva anche un impianto in provincia di Pescara, poi non più avviato".
E per il segretario generale della Femca Cisl, Sergio Gigli "è necessario elevare la nostra capacità estrattiva, e possiamo anche arrivare a coprire un altro 10% del fabbisogno del nostro Paese. Naturalmente con le dovute attenzioni, specie quando si costruiscono le piattaforme a mare. Oggi, con il dollaro che continua a risalire nei confronti dell'euro, il prezzo del petrolio che comincia a risalire, credo che sia importante tirare su queste risorse, a partire dal gas".
"L'esportazione di petrolio dall'estero - ha continuato Gigli - condiziona la nostra bilancia commerciale: basti pensare che due-tre punti del nostro Pil se ne vanno per l'esportazione di energia". Per questi motivi, secondo Gigli, sono eccessive le polemiche sollevate contro le nuove trivellazioni. "Non si può fare di tutta l'erba un fascio: le polemiche secondo me scaturiscono anche -continua il sindacalista- dal disastro avvenuto nel Golfo del Messico, determinato da fattori speculativi e dalla leggerezza dell'azienda. Certo, sono d'accordo che non si può estrarre all'interno del Parco d'Abruzzo. Non credo -avverte- che su argomenti così delicati si debba andare 'leggeri', ma cercare di sviluppare lo sviluppo con l'ambiente".
Delle opportunità occupazionali ha parlato Augusto Pascucci, segretario generale della Uilcem-Uil: ""La filiera del nostro settore è molto lunga: dal monte, che è appunto la trivellazione, fino ad arrivare alla raffinazione e alla commercializzazione di olii e lubrificanti. E poi - ha aggiunto - ci potrebbero essere buone ricadute occupazionali in tutta la filiera, visto che nel settore, per ogni posto diretto creato, ce ne sono 1,8, quasi due, per l'indotto. Basti pensare, ad esempio, che nel settore metalmeccanico, a ogni posto creato, ne corrisponde 0,8 nell'indotto".
PRODUZIONE PER CAMPI DI COLTIVAZIONE DI PETROLIO GREZZO, GASOLINA NATURALE E METANO anno 2008 Ragusa:
Petrolio grezzo (in tonnelate)
88.712 enimed
14.681 irminio srl
Gasolina naturale (kg)*
47.000 edison gas
Metano (Smc)
7.363.841 edison gas
18.360.951 enimed
*Idrocarburi liquidi o liquefatti recuperati dal gas naturale in apparecchiature di separazione o impianti di trattamento del gas. Fanno parte dei gas liquidi naturali, propano, normal butano e isobutano, isopentano e pentani plus, talvolta definiti come "gasolina naturale" (natural gasoline) o condensati di impianto.
Redazione
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9
20/06/2010 16:51
CONCORDO
trivelliamo tranquillamente a Renelle Trippatore, chissà se con il petrolio le zanzare e gli abusivi andranno via
8
20/06/2010 15:59
Non mi sembra ci siano tanti sostenitori delle trivelle...
7
20/06/2010 15:12
me lo chiedevo anche io il perchè l'articolo fosse sparito dalla prima pagina, forse la redazione, incalzata dai "no" a ogni costo, ha avuto paura dei "sì" alle trivellazioni. O forse il capo redazione teme per il cortile di casa sua, o per il frigo e le stoviglie, chissà.
6
20/06/2010 12:02
Perchè questa notizia e i conseguenti commenti sono scomparsi dalla prima pagina?
5
20/06/2010 00:10
5-1=4
la cgil non poteva non partecipare alla grande abbuffata delle trivelle, dice no alla panda di Marchionne, ma ai petroldollari di Scaroni non sa resistere
4
19/06/2010 19:54
complimenti alla cgil....
3
19/06/2010 18:44
MA SAN PIETRO DA CHE PARTE STA?
Caro San Pietro, potresti essere meno ermetico? Da che parte stai?
2
19/06/2010 14:58
San Pietro
gli ignari fautori delle trivellazioni, se non stai attento, anche nel salotto di casa tua entreranno, non solo in cortile, e prenderanno possesso del telecomando del tuo LCD lasciandoti a bocca aperta, e poi andranno in cucina, la tua cucina, dove c'è il frigo e la dispensa, e ruberanno tutto, stoviglie e posate incluse. I trivellatori conquisteranno Sampieri, passando dai cortili ai salotti, dai B-and-B alle case vacanze, e al posto della fornace penna piazzeranno un Grand Hotel, e ti ruberanno anche i clienti. Ti conviene vendere tutto prima di essere perforato. Brutta razza i trivellatori.
1
19/06/2010 10:10
UNA FOLLIA COLLETTIVA?
Credo che quanto scritto sopra sia frutto di una follia collettiva. La richiesta di trivellare il nostro territorio parte da multinazionali straniere alle quali interessa solo il profitto (che sarà depositato in una banca lontana dalla Sicilia migliaia di chilometri). Le ricchezze della Sicilia che attraggono capitali e che creano posti di lavoro sono altre: l'intelligenza, la creatività delle donne e degli uomini siciliani già dimostrate anche in aziende high tech, la loro volontà di mantenere intatto un mare e un territorio di bellezza straordinaria, le condizioni climatiche che spesso non si apprezzano abbastanza se non si è vissuto qualche tempo a Milano o in “padania”... Veramente credono i fautori delle trivellazioni che si creeranno migliaia di posti di lavoro? Trovo scandaloso che i sindacati partecipino allo scempio. Sappiano gli ignari fautori delle trivellazioni che, una volta ottenuti i permessi, le società petrolifere potranno entrare di diritto nei nostri cortili, nei nostri giardini, nelle nostre campagne per trivellare. E, badate bene, nessuno potrà opporsi. Le società petrolifere diventeranno padrone dei nostri cortili, dei nostri giardini, delle nostre campagne. Con buona pace del valore d'uso - e commerciale - delle nostre proprietà, piccole o grandi che siano. Si tratterà di uno stupro legalizzato, a nostro danno. Pensano gli ignari fautori delle trivellazioni di diventare ricchi grazie alle trivelle? Possibile non comprendano che ad arricchire saranno solo i petrolieri? A loro, agli ignari che sperano nel Win for life del petrolio, rimarrà solo un pugno di mosche e una proprietà inutilizzabile, per la quale, però, continueranno a pagare le tasse... Per concludere invito ad esaminare i dati relativi ai posti di lavoro creati col turismo nella nostra isola confrontandoli con quelli eventualmente creati dalle trivellazioni. Tenendo presente che per ogni trivella impiantata scompariranno un'azienda agricola o un sito turistico con tutti i posti di lavoro legati a quella attività. Pensate solo alle trivelle a Sampieri... Mi appello a chi risponderà a queste considerazioni: non offenda in modo anonimo o manifesto, non scada nel dileggio di chi difende la propria terra, se dubbioso cerchi di documentarsi, partecipi in modo civile alla discussione, dimostrando sempre la dignità che caratterizza i siciliani. Buona Louisiana a tutti