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Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 94 - Visite: 8388607

11/07/2010 23:50

Notizia letta: 2165 volte

Il Ponte fra Messina e Reggio esiste già. Ed è elettrico

Un occhio ad ambiente, risparmi e lavoro per un'opera record

Il Ponte fra Messina e Reggio esiste già. Ed è elettrico

Stop a disservizi elettrici e blackout in Sicilia, con un occhio all'ambiente, al risparmio energetico e con una ricaduta occupazionale, per i prossimi 3-4 anni, di 200 posti direttamente nei cantieri e ricadute positive per 70 imprese.

La Sicilia è oggi al centro delle attenzioni di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, i cui investimenti programmati nell'Isola ammontano a circa un miliardo di euro sui 7 previsti a livello nazionale. E' infatti solo di giovedì la firma tra Pier Carmelo Russo, assessore regionale all'Energia, e Luigi Roth, presidente di Terna, dell'accordo sulla «fascia di fattibilità» del nuovo elettrodotto a 380 Kv Paternò-Pantano-Priolo, tra le provincie di Catania e Siracusa.

E ieri Terna ha raddoppiato: è stato infatti autorizzato l'ultimo tratto della linea «Sorgente-Rizziconi» tra Sicilia e Calabria. Un'opera di 105 km di lunghezza totale, di cui 38 sottomarini, che darà lavoro a 200 addetti e 70 imprese, per un valore di oltre 700 milioni di investimenti. Un'opera che comporterà, oltre che un minore rischio di blackout per la Sicilia, anche un risparmio per il sistema elettrico per 800 milioni di euro l'anno e vantaggi per l'ambiente.
«Siamo molto soddisfatti del via libera definitivo alla linea tra Sicilia e Calabria - ha commentato l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo -. Per Terna il 2010 può e deve essere l'anno dei cantieri: ora un altro grande cantiere può partire, un'infrastruttura fondamentale per tutto il sistema elettrico italiano, realizzata senza un euro di contributo pubblico. Questa opera consentirà nei prossimi anni un concreto risparmio sulle bollette degli italiani».
Il nuovo «ponte elettrico» a 380 Kv tra la Sicilia e la Calabria si estenderà da Villafranca a Scilla. I lavori per la tratta sottomarina - che con i suoi 38 chilometri di cavo sottomarino (un dato che rappresenta un record mondiale per quanto riguarda i cavi a corrente alternata) si snoderà su un sistema di 6 cavi che andranno a triplicare il collegamento esistente tra Sicilia e continente risalente al 1985 - sono già in corso, mentre a settimane prenderanno il via quelli per la parte aerea che dureranno, secondo le previsioni, 3-4 anni.
Ed è proprio questa ultima fattispecie che ora è stata autorizzata dal ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare.
Proprio l'ambiente è infatti uno dei settori che dovrebbe avere i maggiori vantaggi da questa nuova opera: saranno infatti eliminati 540 vecchi tralicci per 170 km di elettrodotti obsoleti e sarà inoltre evitata la dispersione di 670mila tonnellate annue di anidride carbonica nell'atmosfera. Benefici ai quali farà da contaltare l'esportazione verso la penisola di 700 Mw di energia rinnovabile.
Ma non solo: benefici dovrebbero arrivare anche per le tasche dei cittadini. I risparmi previsti di 800 milioni di euro all'anno - 750 milioni di euro per minori costi legati alle modalità di produzione dell'energia elettrica, 5 per le perdite di rete evitate (50 milioni di kWh/anno), 50 per il minore acquisto di energia grazie all'eliminazione del «collo di bottiglia» tra Sicilia e Calabria - dovrebbero avere ricadute positive sulle bollette.
L'altra grande opera prevista da Terna in Sicilia, oltre all'elettrodotto Paternò-Pantano-Priolo, è quello Chiaramonte Gulfi-Ciminna: entrambi devono essere autorizzati, ma per il primo - di 63 Km e per il quale è previsto un investimento di 183 milioni di euro - è già stato firmato l'accordo sulla fascia di fattibilità.
 

Redazione

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