Sabato 11 Febbraio 2012 - Aggiornato 11/02/2012 20:41 - Online: 188 - Visite: 8388607
12/07/2010 01:00
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Modica - Sono stati interrogati per oltre due ore gli assessori del Comune di Modica, Nino Frasca Caccia e Antonio Calabrese, indagati nell’inchiesta riguardante la gestione della misura 5 del piano di utilizzo dei Fondi ex Insicem destinati alle imprese.
I due amministratori hanno fornito ogni possibile spiegazione, alla presenza del loro difensore di fiducia, l’avv. Salvo Maltese, sulla loro posizione, sottolineando i passaggi. Frasca Caccia e Calabrese, rispettivamente assessori allo Sviluppo Economico e alla Pubblica Istruzione, risultano destinatari di informazione di garanzia sulle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Ragusa, coordinate dal procuratore capo Carmelo Petralia. Sono in tutto 10 i soggetti gli indagati per la gestione, come si diceva, dei Fondi ex Insicem, circa 8 milioni di euro da dividere alle imprese del territorio.
Tutto sarebbe scaturito dalla denuncia da parte di un’impresa esclusa dai finanziamenti. Secondo l’accusa, i dieci indagati “favorito” alcune aziende attraverso i fondi gestiti da due banche, una di Modica ed un’altra di Ragusa, i cui massimi responsabili si ritrovano coinvolti.
Si tratta di Salvatore Garrone della Bcc della Contea di Modica e Salvatore Inghilterra della Bapr.
“Frasca Caccia e Calabrese -spiega l’avv. Maltese – erano componenti del Comitato di garanzia, delegati dal sindaco. Loro hanno regolarmente visionato la documentazione presentata dalle imprese presenziando ad alcune riunioni dell’organismo. Abbiamo in maniera certosina spiegato agli inquirenti la nostra posizione che riteniamo non porti a nulla di illecito”.
L’impressione in questo caso che si tratti di un coinvolgimento per “dovere d’indagine” anche se si dovranno valutare gli sviluppi che prenderà l’inchiesta con i due amministratori modicani che si dicono molto sereni.
Indagati anche l’assessore provinciale Enzo Cavallo e poi ci sono anche Salvatore Piazza, segretario generale alla Provincia, Roberto Canzonieri dell´Ance, Giorgio Ragusa della Camera di Commercio, Giorgio Bandiera della Uil, Rosario Dibennardo per la Camera di
Commercio. Il reato ipotizzato è abuso d´ufficio e per i componenti del Comitato di garanzia una sorta di “culpa in vigilando”.
Saro Cannizzaro
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