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Sabato 11 Febbraio 2012 - Aggiornato 11/02/2012 20:41 - Online: 146 - Visite: 8388607

12/07/2010 12:02

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Lombardo: Il mio successore è Massimo Russo. E Miccichè sfida l'asse Pdl, Udc, Destra

Catania - La kermesse siracusana della fondazione "Liberamente" ha aperto un'autostrada di congetture ulteriori, riflessioni, analisi sulla situazione politica alla Regione, in particolare nel centrodestra e nel Pdl.

E, se vogliamo esagerare, potremmo anche dire che pur non essendo questo l'obiettivo della manifestazione siracusana, messaggi diretti e messaggi in codice sembrano avere aperto quasi ufficialmente la campagna elettorale siciliana.

Quel che al Castello di Maniace pareva, tanto per cominciare, straordinariamente chiaro è che non è granché gradita la storia di traghettare dentro il governo regionale il Partito democratico.

Gianfranco Micciché lo dice da mesi, e se pure l'obiettivo principale degli attacchi di Micciché resta la corrente Alfano-Schifani-Castiglione, la prospettiva di andare al governo con una parte del Pd, e con la prospettiva del voto a venire, non pare facilmente digeribile.

Anche perché, questo è evidente, Miccichè è già candidato alla successione di Lombardo.

Lo ha detto, apertamente, e sta procedendo sulla sua strada. Nel frattempo succede che Lombardo sembra voler riaprire il discorso con l'Udc e che le grandi manovre per varare il suo quarto governo potrebbero anche passare da un accordo con i centristi.

Ipotesi che, in linea di massima, fa raggelare il sangue di molti esponenti del Pd, anche quelli più sodali e vicini a Lombardo, non foss'altro perché sanno che tirandosi dietro l'Udc, Lombardo armerebbe i grandi oppositori del centrosinistra a qualunque ipotesi di accordo strutturale.

Ma anche Lombardo sa che deve guardare ad una prospettiva un po' più a lunga scadenza, quanto lunga si vedrà, e parlando del "dopo se stesso", lancia in campo la candidatura di Massimo Russo. Assessore alla Sanità, magistrato, uomo guardato con estrema simpatia e rispetto da tutto il centrosinistra. Insomma, anche qui Lombardo tiene in piedi un progetto per il presente e uno, assai diverso, per il futuro.

Perché che l'Udc stia davvero pensando di tornare suoi suoi passi e ridare forza, sostegno e partecipazione al presidente della Regione, lo escludono categoricamente i lealisti del Pdl, coordinatore regionale Castiglione in testa. Che spiegava ieri: «A Siracusa se si fosse parlato soltanto di Sud e federalismo non avremmo avuto problemi ad esserci. Ma era evidente che la discussione non poteva non sfociare in politica, nei problemi, nei confitti e negli, eventuali, accordi. Per questo servono altre sedi, come abbiamo ripetuto in questi mesi, più riservate. Quanto all'Udc sino a ieri ho parlato con i vertici siciliani del partito, dopo aver visto a Roma per l'Upi Pierferdinando Casini, e il giudizio sul governo regionale resta severo e negativo, come lo è sempre stato in questi mesi. Non mi risulta che ci siano, in questo senso, novità. Noi, del resto, siamo stati non solo i primi, ma direi anche gli unici a parlare, in questi mesi, della necessità di ridare forza e coerenza al governo regionale, tornando alla coalizione che aveva vinto le elezioni. Chi non ha voluto farlo è stato proprio Lombardo».


Ma non è tutto. Anche su questo fronte siamo già alla pre campagna elettorale e anche in fase abbastanza avanzata. In numerosi incontri si è discusso di un cartello elettorale Pdl-Udc-Destra, con il ritorno, che avevamo anticipato qualche settimana fa, di Nello Musumeci nell'alleanza.

E il candidato presidente? Castiglione mostra la solita prudenza e dice: «Non è il momento di parlare di uomini, ma di strategie. E oggi la novità cui si sta lavorando è questa. E noi come coordinamento regionale, ci lavoriamo con l'intento di ricucire, così come ha chiesto il presidente Berlusconi e con la linea che in Sicilia ha riferimenti di straordinaria importanza come il ministro Alfano e il presidente Schifani. Chi potrebbe essere candidato? Penso al presidente dell'Ars, Francesco Cascio, o al ministro Stefania Prestigiacomo. Micciché? Abbiamo sempre detto che rappresenta una straordinaria risorsa per la politica siciliana e per il Pdl e siamo stati noi mesi fa a dire che poteva essere il candidato alla presidenza».

Redazione

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