29/07/2010 13:18
Notizia letta: 1539 volte
Madrid - Domenica 25 luglio 2010 il Teatro Real è letteralmente impazzito per Placido Domingo. Ma già la Scala di Milano, il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Berlino, la Royal Opera House di Londra sotto la direzione di uno splendido Antonio Pappano nell’ambito più conosciuto e importante del Festival dei Proms della BBC.
Mezz’ora di applausi, mazzi di fiori lanciati dai palchi, la regina Sofia, a sorpresa, presente nel palco reale del teatro. La piazza d’Oriente, antistante al grande e immortale tempio della musica madrileña, gremita fino all’inverosimile.
Il Teatro Real, per una volta, rubava la scena al Palazzo Reale, protagonista di tante oceaniche storiche al tempo della dittatura.
E mi pareva giusto.
In un clima di democrazia diffusa nel quale la famiglia reale gioca solo un ruolo di legale rappresentanza garantista, i recenti trionfi spagnoli stanno caratterizzando indelebilmente il nuovo che avanza nell’Europa attraversata dalla crisi, lacerata da un’instabilità politica.
“Simon Boccanegra”, dramma scritto da Antonio García Gutiérrez e musicato da un grande Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave e Arrigo Boito, incarna oggi come mai la parabola dell’uomo di potere “anche l’acqua fresca è amara per l’uomo che regna”, schiavo del suo ruolo politico.
Il doge, pur vincendo sempre e cavalcando la Storia, sarà alla fine sconfitto dalla sua stessa forza.
Otello, Macbeth, Don Carlos gli somigliano tanto da sembrare quasi un unico personaggio.
Verdi per la prima volta in quest’opera contrappose un baritono a un basso e scrisse per ognuna di queste due figure una musica veramente sublime. Il tenore ha solo un ruolo di complemento.
Placido Domingo, in effetti, è un baritono che canta da tenore. Sembra l’interprete ideale del capolavoro verdiano.
Verdi ne sarebbe stato entusiasta.
Per questo il grande cantante è voluto ritornare sulle scene del mondo con quest’opera dopo l’amara esperienza del tumore al colon.
In una recentissima intervista ha dichiarato di volere chiudere la sua carriera interpretando proprio il “Simon Boccanegra”, grande vero miraggio di tutta la sua vita.
Speriamo che queste parole non siano né le ultime né le definitive.
La Piazza più elegante, più importante e più bella di Spagna, Piazza di Oriente, ieri, grazie a uno schermo gigante installato da Iber Caja, palpitava con lui, piangeva lacrime vere sulla morte del doge genovese da lui superbamente interpretato, esultava di gioia a ogni sua chiamata sul proscenio per un uragano interminabile di applausi. Cantava con lui alla fine della recita, quando con tutta la compagnia dal balcone del teatro ha voluto salutare i suoi moltissimi ammiratori, l’inno che più nella sua storia d’uomo gli è rimasto nel cuore “Madrid, Madrid”. La regina Sofia al suo fianco era testimone commossa e d’eccezione di un popolo che non può e non sa dimenticarlo.
Il tenore della passione spagnola, il “mariachi” messicano, il baritono di tante zarzuelas, l’indimenticabile, struggente e romantico Otello, nonostante i suoi sessantanove anni è ancora sulla breccia per dispensarci chissà quali altre magie.
Un Uomo Libero
Un Uomo Libero
21/05/2012 - 15:35
AttualitàScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
14/05/2012 - 21:51
AttualitàScicli
13/05/2012 - 16:31
AttualitàScicli
13/05/2012 - 16:23
AttualitàScicli
11
17/05/2012 - 11:55
AttualitàScicli
2
14/05/2012 - 23:40
CulturaUn Uomo Libero racconta
2
15/05/2012 - 20:49
AttualitàScicli
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.