Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 115 - Visite: 8388607
31/07/2010 09:06
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Modica - Sotto il loggiato di Palazzo San Domenico un laboratorio d’arte applicata. Cinque scultori, ricavano senso aggiuntivo da blocchi di pietra, togliendo materia. Ognuno ha avuto da scolpire un masso di calcare tenero e da quel minerale informe sono fuoriuscite figure diverse. Si sa bene, il blocco squadrato uscito dalla cava, non ha forma definita se non quella tracciata del filo elicoidale. Nella sua apparente indifferenza, in effetti, contiene tutte le possibili forme delle figurazioni. La maestria: sta nel toglie la materia eccedente e come questa la si toglie. Così i cinque scultori hanno realizzato opere tra loro molto distanti sul piano figurale: geometriche, figurative, sbozzate, a filo di scalpello o lisciate. Hanno così dato altra vita alla materia, nel tentativo di dare un’anima a quei corpi, a quelle volumetrie, ridefinendo la pelle di quella materia, acceso nuove vibrazioni e suggestive rugosità.
Il fascino inarrivabile della scultura – rispetto alle altri arti figurative – è l’interazione con lo spazio della sua collocazione. La scultura vive nello spazio e dello spazio intorno come l’architettura. Ha un fronte e un retro e scenograficamente viene collocata leggendo il contesto in ogni parte: punti di vista, prospettive privilegiate, relazioni con l’intorno prossimo, esposizione alla luce.
La scultura modella quel fluido spazio come controforma della sua stessa forma, così le opere del loggiato di Palazzo San Domenico vibrano di uno spazio uguale, misurandosi con le crociere, con gli archi, con il cielo del cortile. Lo sguardo critico e analitico si posa su ciascuna opera, scrutandone sensi anche nascosti e la personalità di chi aziona gli scalpelli pneumatici. L’artista ha già in mente i risultati in un bozzetto mentale tutto suo. Nell’azione del togliere, come un pantografo, lo scultore segue quel bozzetto con la sua capacità immaginifica, così si forma l’arte della scultura. Quel togliere che libera la materia, che aggiunge vita ad un minerale altrimenti indifferente.
I cinque scultori in vario modo e con tecniche diverse, con energia ed eccitazione, sono stati dei giorni avvinghiati al loro blocco, impegnando passione e maestria, la materia ci ha messo le imprevedibili sorprese.
Ellj Nolbia
Ellj Nolbia
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