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Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 16:41 - Online: 317 - Visite: 8388607

02/08/2010 02:36

Notizia letta: 940 volte

Ma quali elezioni anicipate ed elezioni anticipate!!

La riunione del «parlamentino» del Mpa dà l'occasione al Governatore per rilanciare su alleanze e rimpasto: «Palermo ha anticipato Roma»

Ma quali elezioni anicipate ed elezioni anticipate!!

Macché elezioni anticipate, alla Regione Siciliana si sta lavorando per un patto di legislatura e oltre, per una stagione riformatrice che arrivi, almeno, al 2018. Visto il clima di grandi tensioni verrebbe da dire: voglia il cielo! Poi, a conti fatti, Raffaele Lombardo, una volta di più, appare impermeabile. A tutto. Al caldo asfissiante dei corridoi del quartiere generale catanese del suo Mpa («Caldo? Io avverto una temperatura di 18°») come agli uragani politici che da Roma a Palermo spazzano alleanze e sollevano polveroni.
E dunque: voto più vicino anche a Palermo dopo la rottura tra Berlusconi e Fini? «Le elezioni ci saranno, ma fra tre anni», dice il presidente della Regione ostentando sicurezza a margine dei lavori del "parlamentino" del Mpa, convocato a Catania per fare il punto sulla situazione politica e sull'organizzazione del movimento. «Stiamo lavorando per stringere un patto di legislatura con alleati che dovranno essere tali anche in vista delle prossime elezioni, perché per fare le riforme necessarie non bastano tre anni, ma ne servono trenta. Le elezioni anticipate sono negli auspici di chi vorrebbe che tornassimo a fare le "porcherie" che si sono fatte in passato». Quanto agli sconquassi romani, Palermo li ha anticipati e quindi non li subirà passivamente: «Il governo regionale ha saputo andare al di là di schemi consolidati, investendo e impegnandosi sulle riforme. Riforme reali, dalla sanità ai rifiuti», rivendica con orgoglio anche per rispondere al presidente dell'Ars, Francesco Cascio, che appena venerdì aveva rimproverato al governo una lentezza nell'azione di governo e riformatrice. Semmai, rilancia Lombardo, si tratta di ripartire con nuovo slancio e fors'anche con nuovi alleati: «Con chi ci sta», ammette candidamente il Governatore mentre ci si chiede su "quanto" Pd potrà contare, se i finiani saranno con lui, se Miccichè non tornerà a "casa", se l'Udc farà pace con il Mpa. «Con Fini i rapporti sono sempre stati buoni ed è un bene che da subito ha detto che guarderà con attenzione al Sud. Su questo siamo già insieme: nessun nostro voto a Roma deve essere dato per scontato». Con l'Udc, «con Casini - puntualizza non a caso Lombardo - abbiamo aperto un discorso sulle riforme: non abbiamo assolutamente chiuso la porta in faccia a nessuno. Anzi, credo che si sia cominciato a parlare dopo un anno di silenzio». Più che un'apertura anche all'Api di Rutelli e nessun dubbio sull'appoggio del Pd all'azione riformatrice, così come nessun dubbio Lombardo lo ha sull'atteggiamento del Pdl lealista: «All'opposizione era e all'opposizione resta perché non asseconda, anzi ostacola in maniera intollerabile il processo riformista che stiamo realizzando. Berlusconi? L'ho incontrato 15 giorni fa a Palazzo Grazioli e subito dopo i suoi pasdaran siciliani gli hanno fatto chiudere la porta», dice Lombardo che invece continua a confidare anche nel Pdl Sicilia e in Miccichè: «Non credo possa tornare tra chi lo ritiene ormai un avversario». E se gli offrissero la candidatura alla Presidenza della Regione? Lombardo qui abbozza proprio perché è convinto che si voterà nel 2013.
Da qui ad allora si dovranno fare altre riforme, non più rinviabili. «Adesso cominciamo a essere in ritardo», dice Lombardo chiamando a raccolta i suoi e tutti i possibili alleati del prossimo governo, da battezzare a breve e sulla cui composizione il Governatore allarga le braccia: «Più tecnici o più politici? Vedremo di cosa avrà bisogno l'azione riformatrice, se più degli uni o più degli altri». In agenda, intanto, la riforma degli enti locali, «con il definitivo superamento delle Province regionali», un nuovo approccio ai problemi dell'agricoltura, soprattutto una profonda azione innovatrice sul personale della Regione: «Blocco delle assunzioni e creazione di un bacino unico dal quale potere attingere per coprire eventuali vuoti di organico».
Riforme che presuppongono grandi e sicuri numeri in Aula. «Abbiamo già dimostrato grande elasticità e capacità di andare oltre schemi precostituiti. Perché dovremmo fermarci adesso?».
 

Redazione

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