Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 109 - Visite: 8388607
03/08/2010 10:53
Notizia letta: 1725 volte
Madrid - Lo incontrai per caso un pomeriggio a Madrid in una piazza di Spagna gremita di ragazzi sdraiati sui prati, resa ardente da un sole torrido e agostano. In una mano un sacchetto del Corte Inglés con acquisti. Un leggero e piacevole odore di trementina emanava il suo corpo obeso e tuttavia agile e trotterellante. Si sedette vicino a me all'ombra di un provvidenziale platano. Davanti, la fresca fontana con le veneri scandiva con i suoi giochi d'acqua il tempo del nostro riposo. Ci guardammo e subito cominciammo a parlarci come se ci fossimo conosciuti da sempre. I suoi occhi guardavano al di là delle mie forme per incontrarmi in una dimensione esistenziale più profonda e meno superficiale. Cominciò così la nostra amicizia. Fatta di mail frequenti e intense ma anche di lunghe e inspiegabili assenze.
Alfredo Roldán nasce a Madrid l'1 agosto del 1965 in una Spagna ancora dominata dalla figura decadente e già acciaccata del dittatore Franco. Incomincia a dipingere giovanissimo conquistando subito il consenso della più esigente critica spagnola, mietendo innumerevoli successi e collezionando premi e riconoscimenti internazionali.
Nel 1994 vince il premio Ayuntamiento(1) de Madrid con un'opera ora esposta nel Museo de Arte Contemporáneo di Madrid.
Dal 1996 è membro del Senato "honoris causa" dell'Accademia di Arte Moderna di Roma.
Nel 1998 dipinge, per la celebre chiesa di san Bartolomeo il Grande (sec. XII) di Londra, una pala d'altare dedicata alla Vergine (Virgen con niño) che sarà collocata proprio sull'altare maggiore.
L'Istituto filatelico spagnolo spesso ha raffigurato nei francobolli celebri quadri di questo giovane e importante pittore. L'ultimo francobollo in pesetas e il primo in euro riproducevano, infatti, lavori suoi.
Da Londra a Dublino, a Miami (Florida), a Dallas, a Laguna Beach (California); da Lyon ad Augusburg; da Madrid a Segovia, a El Escorial, a La Coruña, a Vitoria (Álava), a Elche, ad Alicante, a Malaga, a Granada, a Castellón, a Lanzarote, opere sue sono presenti nelle migliori gallerie del mondo, nel Museo dell'Accademia di Arte Moderna di Roma, nei musei dell'Ulster e di Dublino.
Erede diretto delle vecchie avanguardie pittoriche del primo novecento, ha espresso nella sua pittura una felice sintesi tra Matisse, Cézanne e Picasso del periodo rosa, ritrovando in Modigliani il gusto e la delicatezza delle forme, l'espressione e la penetrante dolcezza del volto.
In un turbinio di colori, splendide nature morte incorniciano spaccati madrileni, dove figure femminili, dall'eleganza démodé, vivono per una magia propria, che contamina immediatamente l'osservatore. E' il profumo di un'epoca lontana, l'epoca della Seconda Repubblica che affascina il pittore e lo conquista definitivamente. Un'epoca che si può solo penetrare con l'artificio del sogno, con l'incantesimo creato dalla sua pittura e la complicità della Storia.
Un balcone dischiuso lascia intravvedere una ringhiera di ferro battuto; una sedia impagliata, un vecchio divano, tendaggi arabescati, tutte queste cose costruiscono atmosfere incantate che lasciano filtrare una Spagna e una Madrid irrimediabilmente perdute, immortalate dalla penna di Hemingway e dallo struggente lirismo di Lorca. Echi di "pasodoble"(2) e arie di celebri zarzuelas(3) si mescolano a moderni brusii metropolitani di una Gran Vía (dove adesso si trova il suo atelier) che ostenta senza alterigia e con nonchalance la sua età centenaria. Sono profumi ritrovati di aguardiente(4) e di azucarillos(5), di cioccolata in tazza e churros(6) caldi, di "gambas al ajillo"(7) saltati su padelline in una notte folle fatta di tapas, di vagabondaggi per le taverne e i locali più disparati di una città che sfoga così la sua euforia esistenziale nell'attesa dell'alba.
Ma il vero protagonista della sua arte è il colore. Sapientemente mescolato. Opportunamente dosato per sbrigliare la fantasia e facilitare il sogno di chi guarda.
Alfredo Roldán mentre dipinge vibra. Invaso da un furore sacro che gli regala emozioni forti, si astrae dalla realtà che lo circonda per un viaggio che lo porta fuori del tempo, fuori da se stesso. Le sue pupille castane, che mi colpirono immediatamente in quel pomeriggio d'estate, scrutano le cose per estrarne l'anima, cioè la loro parte più intima. S'immergono, come quelle di un monaco pittore d'icone, in una luce soprannaturale che alla fine le isola.
La sua pittura ha a che fare col Paradiso. Fiori, natura, colori, tutto è filtrato da questi suoi occhi di asceta. E tutto resta fissato magicamente su una tela che ci permette di godere già qui, in terra, la malinconica purezza delle forme. Un moderno Raffaello che ci apre le porte di un Eden proibito, che c'invita a godere serenamente dei piaceri e delle bellezze della vita.
(1) Comune.
(2) Tipica danza spagnola nella quale i ballerini mimano la lotta tra toro e torero.
(3) Operetta madrilena.
(4) Bevanda ad alto contenuto alcolico.
(5) Dolcetti fatti di zucchero.
(6) Frittelline.
(7) Gamberi all'aglio.
Un Uomo Libero
21/05/2012 - 15:35
AttualitāScicli
22/05/2012 - 16:41
CronacaScicli
18/05/2012 - 12:28
CronacaRagusa
22/05/2012 - 20:22
CronacaScicli
14/05/2012 - 23:40
CulturaUn Uomo Libero racconta
2
17/05/2012 - 11:55
AttualitāScicli
2
21/05/2012 - 15:35
AttualitāScicli
2
20/05/2012 - 14:56
AttualitāScicli
1
Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei giā nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi pių le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.
La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.
2
03/08/2010 23:04
CHE COS'č L'ARTE?
Un Uomo libero.
Carissimo, Dino Valls è un pittore spagnolo molto conosciuto. Rappresenta come nessuno l'inquietudine di una gioventù che è uscita da un periodo buio, la dittatura franchista, e si è smarrita a contatto con la realtà del quotidiano. Già Unamuno aveva sperimentato sulla sua pelle la disperazione esistenziale, provocata da un isolamento filosofico, e l'aveva risolta, questa disperazione, rifugiandosi proprio in chi quell'isolamento aveva permesso, aveva imposto, aveva pianificato. Unamuno si ritira difatti in un celebre monastero di Salamanca per un tempo della sua vita, dimenticando famiglia e mondo, nel bisogno intimo di dare risposte all'unico grande e vero interrogativo dell'uomo di ogni tempo. Più tardi questa inquietudine, che attraversa una Spagna chiusa ermeticamente dai Pirenei al vento del modernismo, esploderà in un surrealismo esasperato che vuole, nel famoso capolavoro di Buñuel "Un perro andaluz", ferire proprio quegli occhi che indagano realtà nuove. E da un surrealismo risorgente è attraversata tutta l'opera di Dino Valls. Il pittore interroga, come prima il grande regista, il mondo reale che lo circonda e lo fa con occhi visionari. Concettualmente si lascia guidare come in un contatto medianico da grandi autori del passato per esprimere angosce e paure, per placare fobie e desideri nella ricerca di un'intima pietra filosofale che pone al centro del suo mistero. Molte delle ragazze che ama ritrarre hanno lo sguardo malinconico e arreso dell'altra "col filo di perle" dipinta da Vermeer o la dolce ingenuità del "volto di bambina" del Rubens. Diverse delle sue opere mi appaiono come il frutto di una contemplazione dei grandi pittori fiamminghi, tanto abbondantemente presenti nel Prado di Madrid. "Il giardino delle delizie" di Bosch; lo sguardo intenso dei ritratti di van Dyck. Le figure spesso sono immerse nella luce stregata de "La lezione di anatomia del dottor Tulp" di Rembrandt o nell'oscurità spavalda de "La ronda di notte" sempre di questo autore. Alcuni suoi nudi rimandano inevitabilmente a " Adamo ed Eva" dello splendido polittico di Gand del van Eyck. Quasi tutti i personaggi sono lacerati o consumati dal dubbio della realtà che li trasforma in icone fantastiche o in luoghi della trasgressione e della follia. E non si disse anche di Bosch che era pazzo? E la sua arte non fu definita bizzarra, inquietante, alchemica o forse addirittura allucinante? l'Arte. Che cos'è l'Arte? E', per me, il frutto di un processo creativo, l'unico, che inspiegabilmente avvicina l'umile condizione dell'Uomo all'irraggiungibile perfezione di Dio. Grazie per i Suoi apprezzamenti che non merito. Un saluto.
1
03/08/2010 15:14
ROLDāN/VALLS
Saint-Just
Carissimo, da Lei c'è sempre da imparare, i Suoi pezzi rappresentano tanti ami gettati nel grande mare della conoscenza. A noi abboccare o meno ai suoi infiniti rimandi. Non conoscevo prima di questo articolo Alfredo Roldàn, un'ottima occasione per colmare la lacuna. A proposito di artisti spagnoli sono rimasto affascinato, straniato, quasi ipnotizzato, dall'opera di Dino Valls che Lei conoscerà sicuramente e su cui mi piacerebbe sentire la Sua opinione. Ai prossimi interventi.