Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 113 - Visite: 8388607
04/08/2010 15:52
Notizia letta: 3368 volte
Scicli - Perforazioni petrolifere. Tema caldo in provincia di Ragusa, in cui l’informazione, paradossalmente, offre solo una versione dei fatti, quella di chi alle ricerche petrolifere e alle perforazioni si oppone.
Antonio Pica, geologo, è l’amministratore della Irminio Srl, società che ha sede a Palermo, e che ha in corso la procedura per l’ottenimento da parte della Regione di un permesso a effettuare nuove ricerche petrolifere in territorio di Scicli.
Dottor Pica, qual è il rapporto fra voi e gli americani del petrolio?
Curo gli interessi della Sviluppo Risorse Naturali, società che ha sede a Roma e ha altri investimenti sul continente. Ne sono il direttore generale.
Quando è stata fatta l’acquisizione della Irminio srl, che era detenuta originariamente da un’altra società, ho fatto una proposta a diversi investitori, per perfezionare l’acquisizione e finanziare il progetto, incontrando l’interesse di alcuni partner americani.
Nella Irminio ci sono anche investitori istituzionali, investitori che postano i loro fondi su progetti energetici. Gli enti finanziano la Mediterranean Resources, che detiene il 100% della Sviluppo Risorse Naturali, che detiene a sua volta il 100% della Irminio.
Perché due società in Italia?
Perché la Regione Siciliana è a statuto speciale, e la legge regionale prevede che quando si è nella fase di sviluppo e produzione di idrocarburi, la società concessionaria debba avere la sede legale sul territorio regionale sul quale quindi vanno a ricadere i benefici in termini di imposte.
Che cosa estraete?
A Ragusa, lungo la vallata dell’Irminio, a pochi metri dal confine con Scicli, esiste un giacimento di idrocarburi, petrolio, con del gas associato. Estraiamo entrambi. L’olio viene trasportato con autobotti alla raffineria di Gela e venduto all’Eni Refining & Marketing, il gas viene estratto in quantità limitate, e al momento convogliato in fiaccola, ma in tempi brevi si prevede di installare un sistema di generazione di energia elettrica. Stiamo contattando Enel per concordare il dispacciamento di tale energia nella rete regionale.
Ci spiega cosa accade in contrada Paolino, a pochi metri dal confine con Scicli?
Veda, qui c’è un’attività che va avanti ormai da una ventina d’anni; è stato rinvenuto un giacimento di idrocarburi, attualmente ci sono tre pozzi, di cui uno fermo in attesa di interventi tecnici. I pozzi esistevano già, su due di essi sono stati eseguiti alcuni interventi migliorativi nel 2008 e al momento sono in produzione in regime provvisorio.
Infatti bisogna condurre una serie di prove, prolungate nel tempo, per valutare la produzione ottimale dei pozzi e per verificare le potenzialità del giacimento. Per determinare l’estensione del giacimento sarà necessario perforare almeno altri due o tre pozzi.
L’impianto si sviluppa su circa 3000 metri quadri. L’area pozzo è di circa 100 metri quadri. Il resto è occupato dall’area uffici e dalle attrezzature di produzione.
Chi gestisce l’impianto?
La Irminio Srl, società che ha sede a Palermo, in via Principe di Villafranca, mediante manodopera locale opportunamente addestrata e regolarmente assunta.
Quali sono i benefit della vostra attività per il nostro territorio?
Le royalties, ovvero, per dirla in italiano, l’aliquota di prodotto, prevista dalla legge regionale, che ricalca quella nazionale. Quando è in essere una produzione di idrocarburi, la società petrolifera deve consegnare una aliquota di prodotto allo Stato/Regione. In realtà, il prodotto, viene valorizzato e pagato al prezzo di ricavo.
Sino a un recentissimo passato alla Regione andava il 7% di royalties, quota che da quest’anno è stata modificata, ed è passata al 10%.
Sulla postazione avviene l’accertamento fiscale di quello che produciamo. Un secondo accertamento fiscale avviene da parte dell’ ufficio tecnico di finanza, quando le autobotti giungono in raffineria. Esiste anche un Ente preposto al controllo, l’Ufficio Regionale Minerario Idrocarburi e Geotermia (URIG), che fa capo all’Assessorato all’Energia, esso ha anche funzioni di polizia mineraria. L’ufficio minerario controlla che ciò che facciamo compresa l’attività di produzione e il versamento delle royalties, venga eseguito nel rispetto delle leggi vigenti. Ogni operazione deve essere preventivamente approvata prima della sua esecuzione.
Di questo ex 7 per cento, oggi dieci per cento, un terzo va alla Regione e due terzi ai Comuni dove insistono gli impianti. Nel nostro caso il Comune che ospita l’area pozzo e quello dove si trovano gli impianti è sempre lo stesso: Ragusa. Quindi i 2/3 delle royalties vanno al Comune di Ragusa che ha incassato quest’anno per le produzioni del 2009 circa 750 mila euro di royalties solo dalla Irminio srl.
A livello regionale vanno aggiunte le fiscalità, cioè la fetta di imposte sul reddito pagate in Sicilia.
Poi c’è il ritorno in termini di indotto in quanto la Irminio al 90% utilizza ditte locali. Infine da sottolineare la creazione di nuovi posti di lavoro, la nostra società ha già investito su numerosi giovani anche laureati, permettendogli di acquisire una professionalità molto apprezzata e richiesta all’estero e tanto bistrattata in Italia, contribuendo così a dare una possibilità e un futuro a nuove generazioni.
Sarebbe un’eresia sostenere che Ragusa per 60 anni ha basato il proprio bilancio comunale su questa fortuna?
Veda, Ragusa si sviluppa su uno dei più grandi giacimenti di petrolio in Europa continentale. E’ stato scoperto nel 1954 e oggi siamo nella fase decrescente della produzione. La città di Ragusa ha certamente avuto dei benefici sia in termini di royalties e sia in termini di occupazione e indotto.
Ma non credete sia una follia fare le perforazioni in contrada Pisciotto, a Sampieri, e Maestro, a Playa Grande, siti di grande valenza paesaggistica e archeologica?
E io le chiedo: chi ve lo ha detto? Non abbiamo mai pensato di fare dei pozzi in quei luoghi. Abbiamo due istanze di permesso di ricerca: una che riguarda un’area a terra, l’altra che riguarda il litorale.
Pisciotto, Maestro sono i punti cardinali, che servono come delimitazione del titolo minerario, sono solo riferimenti geografici, perché la legge regionale ci obbliga a indicare dei punti emergenti: una casa, una villa, un riferimento fisico.
Il mio vertice X si chiama Pisciotto con le sue coordinate di superficie, ma non farò mai trivellazioni in quel luogo, i vertici servono a tracciare il confine.
Ma la nostra è un’area comunque Unesco, c’è un paesaggio da tutelare, è inopportuno fare ricerche e trivellazioni, corriamo il rischio di fare la fine del Golfo del Messico…
Intanto, invito chiunque lo voglia a venirci a trovare, per verificare cosa facciamo e come. Invito anche coloro che scrivono o commentano sull’argomento senza conoscerlo ad informarsi, per evitare di esprimere dei pareri che poco riscontro hanno con la realtà del settore dell’esplorazione e produzione petrolifera in Italia. Sessanta anni di storia industriale non possono essere liquidati e trattati come avviene oggi nel nostro paese.
Quello che lei descrive è l’immaginario collettivo grossolano. L’area di Scicli da circa 50 anni è oggetto di permessi di ricerca, che sono nel tempo scaduti e stati ripresi più volte e non ve ne siete mai accorti.
Ora c’è solo panico, speculazione e disinformazione.
Vedete, quando faccio istanza di permesso di ricerca all’Assessorato Regionale dell’Energia, prima di ottenere il decreto di assegnazione devo rivolgermi all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente al quale devo presentare una Valutazione di Impatto Ambientale sulle attività che forse andrò ad eseguire. Tale norma mal si applica al nostro caso, perché in verità io non so dove e se farò fisicamente attività di ricerca sul territorio; in prima battuta la mia attività si limita ad alcuni studi preliminari a tavolino, ed eventualmente a rilievi sismici (nel 2006 li abbiamo fatti a Scicli, lungo la vallata dell’Irminio).
Se queste fasi iniziali della ricerca non danno risultati incoraggianti, cosa che avviene nella maggior parte dei casi, e rilascio l’area oggetto di permesso di ricerca: magari fosse così facile rinvenire giacimenti!
Se invece individuo un’area interessante, meritevole dell’esplorazione con un pozzo, devo presentare di nuovo una Valutazione di Impatto Ambientale, questa volta su un’area reale e puntualmente individuabile. In questo caso vanno coinvolti anche tutti gli enti interessati: Sovrintendenza, Comune, Provincia, Assessorati regionali e qualsiasi altro ente coinvolto.
Per quanto riguarda il Golfo del Messico posso dire con serenità che i nostri mari non corrono lo stesso rischio. Il pozzo che sta generando i problemi che tutti conosciamo è un caso limite per aspetti geo-minerari e fisico-ambientali. Tali aspetti non sono riconducibili e riscontrabili nei nostri mari, infatti i pochi giacimenti ad olio presenti nelle nostre acque, nella maggior parte dei casi necessitano l’uso delle pompe per estrarre il prodotto. Per assurdo se si dovesse verificare una rottura nelle tubazioni, sarebbe l’acqua del mare ad entrare nel pozzo e non il contrario.
E il Comune in questa vicenda è come l’ultima ruota del carro.
E’ come se la comunità locale fosse bypassata. Svendono Scicli. Tanto a svenderla sono i palermitani…
Non è affatto così, la legge regionale 14 del 2000 che regola la nostra attività richiede, nei processi autorizzativi, sia il coinvolgimento degli Assessorati competenti che degli enti locali come Provincie, Comuni e tutti gli altri enti territoriali. Inoltre, in via preventiva è richiesta la pubblicazione su due quotidiani, uno a livello regionale e uno a livello nazionale dell’avviso contenente le informazioni sul progetto presentato. La richiesta viene pubblicata anche sul bollettino regionale (BUR), nazionale (BUIG) e la gazzetta ufficiale europea
Per il territorio di Scicli abbiamo presentato istanza di permess, ma siamo ancora lontani dal ricevere il titolo minerario: bisogna prima espletare tutte le pratiche ambientali presso gli enti di competenza, fra cui il Comune.
E se il sindaco dice no?
Il Sindaco come altri enti presenti sul territorio e libere associazioni di cittadini possono esprimere il loro parere all’autorità competente cioè l’Assessorato Regionale Territorio Ambiente che riceve e coordina l’istruttoria tramite l’acquisizione e la valutazione di tutta la documentazione presentata, delle osservazioni, obiezioni e suggerimenti inoltrati, indicendo se lo ritiene necessario una conferenza dei servizi. L’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente terminata l’istruttoria conclude con un provvedimento motivato che viene inviato all’Assessorato Regionale all’Energia il quale emana successivamente il decreto di assegnazione del titolo minerario.
Ma il pozzo invade le falde acquifere?
Assolutamente no, bisogna sfatare questa credenza. Il sottosuolo è protetto fin dalla superficie da colonne d’acciaio cementate: tre/quattro tubi installati come un cannocchiale telescopico alla rovescia, il diametro più grande in superficie, esse sono a protezione e isolamento del suolo/rocce sino in profondità. La perforazione nella zona interessata da falde avviene in pratica come per la perforazione di pozzi ad acqua, ma con molti più accorgimenti.
Le falde acquifere, intese come falde di acqua dolce sfruttabili dall’uomo, si trovano solo nei livelli più superficiali, poi a seconda dell’altezza dal livello del mare, si entra nella zona ad acque salate.
E se trovate il petrolio in un punto panoramico?
Lo escludo a priori in quanto la nostra policy è di non interessare aree sensibili. Ma le pare che noi abbiamo interesse ad andare in conflitto col territorio?
In cosa consistono i sondaggi?
L’argomento è ampio e difficile da riassumere in poche parole, cercherò di farlo brevemente.
Ottenute le necessarie autorizzazioni, si realizza la così detta piazzola di perforazione con tutti gli accorgimenti necessari, come: impermeabilizzazione di tutta l’area interessata con il posizionamento di apposite membrane, posizionamento di sistemi di recupero di qualsiasi eventuale fluido presente nel perimetro, messa in sicurezza dell’area. Sulla piazzola viene posizionata la torre di perforazione e tutte le attrezzature necessarie (generatori, officine, vasche per il recupero dei fanghi e detriti di perforazione, uffici). Il pozzo viene perforato fino alla profondità prevista (nell’area circa 2700 m) e successivamente la torre e tutte le altre apparecchiature rimosse nel giro di tre o quattro mesi a seconda della profondità e delle difficoltà incontrate.
A venti metri dal confine con Scicli, in territorio di Ragusa, le trivelle della Irminio srl
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15
09/08/2010 11:32
PER GIACOMO MAGRO
cicero luigi
ringrazio il sign Giacomo Magro per questa saggia decisone di abbandonare il comitato NoTriv prima ancora che venisse buttato fuori. magari il sign Magro, è uscito fuori perché non gli è stato dato il ruolo di portavoce, e stando alla sua coerenza politica non mi soprenderebbe il fatto che passerà a favore delle trivellazioni, dove gli sarà dato spazio per il suo grande ego.
14
07/08/2010 11:21
SPIEGAZIONE
Giacomo Magro
Il comitato no triv di Scicli è un surreale luogo partitocratico, dove ragazzi confusi vanno mandati ad occupare spazi di politica sociale che comunque potrebbero divenire interessanti per i maneggioni delle segreterie, ciò non bastasse si rendono complici ossequiosi di una Legambiente provinciale dedita al comparaggio petrolifero.La mia è una analisi dal vivo del comitato no triv, ho partecipato fino all'ultima riunione alla ex camera del lavoro, non parteciperò più ad alcuna riunione, nè riconoscerò alcun comitato no triv a Scicli.Il comitato no triv di Scicli è un fallimento totale e un paradosso pirandelliano dei più tristi immaginabili.Lo stato confusionale impressionante, la partitocrazia imperante, l'inesistenza assoluta di un documento d'intenti, l'assenza del rispetto della dialettica sociale, e in ultimo l'aberrante complicita di una Legambiente a favore delle trivellazioni petrolifere in territorio ragusano.Questo è quanto a me è emerso dai vari incontri sostenuti. Brevemente, si capisce.
13
05/08/2010 11:24
NON CI VUOLE UNA MEDAGLIA
Un Uomo libero.
o un riconoscimento speciale per fare parte del popolo che rifiuta le trivelle.Le basto io?
12
05/08/2010 08:49
m.b.
che bello leggere questo articolo io mi chiedo dove sono quelli del comitato"no triv "...perchè non si confrontano apertamente e dignitosamente con questo Signore politicanti da strapazzo......
11
05/08/2010 07:21
bipedepensante
mi spiace per lei ma per fortuna o purtroppo non sono un topo di laboratorio ...detto questo nessuno incita le gestioni alllegre dei laboratori , è una critica ad una cosa non esclude l'altra.
10
04/08/2010 21:32
MACCHINE IN GARAGE E ANDATE A PIEDI
ci avete scocciato
Invece di fondare comitati, comitati fatti tanto per passare tempo la domenica mattina, a montare gazebo in piazza, e a scocciare la gente che passa con la richiesta di firme per petizioni e sciocchezze del genere, cominciate a dare l'esempio. Lasciate le macchine in garage, camminate a piedi, statevene la sera al buio, niente serate nei locali alla moda, niente televisione e soprattutto niente computer. Solo se cala drasticamente il consumo di petrolio questi signori finiranno di trivellare. Ma chi ha il coraggio di rinunciare a tutte queste cose???????????? Nessuno!!!!!!!..............Perciò tenetevi le trivellazioni. I comitati lasciano il tempo che trovano. P.S. Non venite ancora con la storiella delle energie alternative. Allo stato attuale delle conoscenze, non c'è nessuna energia alternativa che possa nella pratica sostituire il petrolio.
9
04/08/2010 19:24
Saluti!
Ecco lo sapevo, La solita gallina pensante che prima di parlare dimentica di collegare il cervello.Leggi e informati invece di dare numeri a caso.
8
04/08/2010 17:40
tanto ti dovevo
caro bipedepensanteha fatto più morti e più danni all'ambiente la gestione allegra dei laboratori di chimica organica presso l'università di catania, che i chili e chili di diossina fuorisciti dallo scoppio di seveso. tu che sei un topo di laboratorio dovresti iniziare a preoccuparti, non credi? soprattutto perchè frequenti quei luoghi poco sani.il petrolio non ha mai ucciso nessuno, la chimica dei laboratori dell'univesità di catania ha già fatto troppi morti, e tanti ancora ne farà. 2 generazioni di chimici catanesi a rischio leucemia, tantissimi sciclitani tra questi. Questo dovrebbe fare riflettere più dei pozzi di petrolio sull'irminio.
7
04/08/2010 15:54
bipedepensante
caro ciao ha perfettamente ragionema sa questi tipi sono quelli del praticamente impossibile...è praticamente impossibile succeda un incidente dicono...è praticamente impossibile che le trivellazioni non attacchino le falde acquifere, poi leggi la letteratura a riguardo e t rendi conto che non è veroè praticamente impossibile che l'idrogeno solforato crei problemi alla salute a quelle concentrazioni, sono quasi uguali a zero, poi vedi cosa succede negli USA e ti accorgi che non è vero ... l'acido solfidrico è una sostanza tossicissima provoca danni irreparabili a livello respiratorio, motorio, e molte altre patologie. in italia vado a ricordi mi pare che la concentrazione consentita è di 0,05 ppmè praticamente impossibile che fuoriesca greggio ....è praticamente impossibile caro dottor Pica che un cittadino capace di ragionare col proprio cervello le possa dare ragione
6
04/08/2010 15:52
IN SINTESI
ma va va!
"Ma le pare che noi abbiamo interesse ad andare in conflitto col territorio?" valutate da soli l'indice di credibilità di una parte obiettivamente in conflitto di interessi con l'argomento. si e magari dovremmo auspicare che la trivelluccia ce la facessero nel giardino di casa!
5
04/08/2010 15:28
UN CATTEDRATICO COMPETENTE
Un Uomo libero.
dell'Università di Roma Tre, se non mi sbaglio, spiegava, giorni fa, che il Mare Mediterraneo ha un bilancio passivo, cioè riceve acque fresche dall'Oceano Atlantico solo dallo Stretto di Gibilterra senza invece consentire che le correnti fuoriescano dal suo perimetro. Questo significa che un accidentale ristagno di eventuali perdite petrolifere potrebbe avere conseguenze veramente apocalittiche, molto più gravi di quelle attualmente responsabili dell'inquinamento del Golfo del Messico. Infatti le correnti del Golfo, là, lentamente contribuiranno a pulire quello specchio di mare mentre nel Mar Mediterraneo tutto questo non potrebbe avvenire mai.Per questi motivi, allarmatissima, la UE ha chiesto giorni fa una moratoria nell'attività investigativa alle Compagnie petrolifere e non solo per le coste mediterranee dell'Unione ma anche per le coste dell'Unione bagnate dall'oceano aperto. Egregio Dottor Pica lei potrà avere tutte le buone ragioni di questo mondo per suffragare l'operato delle società che amministra ma noi ne abbiamo una sola. La ragione della nostra sopravvivenza. Per questa lotteremo anche a costo di essere schiacciati dall'arroganza di colossi finanziari con tanti soldi e con pochi scrupoli. Mi scusi. Ma tanto Le dovevo.
4
04/08/2010 13:30
IN CASO DI INCIDENTE...
Noi portiamo i cannoli.
in caso di incidente tutti a cena dal Dott. Pica.....
3
04/08/2010 13:23
SAREBBE POSSIBILE....
ciao
Sarebbe leggere le interviste degli ingegneri della BP prima del disastro del Golfo del Messico? Erano anche loro gentili e rassicuranti vero?
2
04/08/2010 12:50
Saluti!
Finalmente un tecnico che sa quel che dice.Vi esorto a seguire il suo consiglio, andate a visitare l'area pozzo all'irminio, noterete che e' molto piu' pulita e meno inquinata di alcuni luoghi dentro la citta' di scicli.Per quanto riguarda il commento di Concetto.Forse non hai ancora capito che ad oggi non esiste ancora alternativa al petrolio per cui o bruciamo petrolio o andiamo a piedi e stiamo al buio.L'inquinamento non e' dato dall'estrazione, ma bensi' dalla combustione.Ricorda bene, chi lo estrae non inquina. Tu che vai in giro in macchina, inquini.
1
04/08/2010 11:16
MIA OPINIONE
concetto spadola
Dottor Pica,innanzitutto trovo gentile e responsabile che lei si presenti ai lettori con cognizione di causa,perché sarebbe molto piú semplice se tutti I competenti reagissero subito quando si discute su temi delicati come l’ambiente ed altro dove l’interesse del bene commune solleva giustamente polemiche e porta a molteplici commenti a volte opportuni e non!(Comunque reazioni comprensibili).Il mio commento sul tema trivellazioni per estrarre minerali necessari per soddisfare il bisogno energetico é stato volutamente formulato in maniera parodossale(Trivellate su marte o chissá quale altro pianeta) perché bisogna ammettere che c’é un grande conflitto di coscienza nel subire passivamente o quasi l’inquinamento del nostro pianeta in nome dello standard di vita!lei pensi allo sviluppo dell’elettronica e tutto quello che é cambiato con esso!Peró per essere piú conciso le chiedo se Lei potrebbe essere d’accordo a vedere in visione virtuale uno splendido paesaggio di campagne florenti,di alberi con meravigliosi frutti,di un mare pulito e dei suoi frutti gustosissimi e del buon pesce e tant’altro;ripeto sarebbe d’accordo ad osservare tutto ció mentre si pranza con un composto chimico(Tipo paté) con proteine ,vitamine e tutti gli elementi che servono a sostenere il nostro corpo? Sinceramente non saprei prevedere la reazione psichica dell’uomo che ha gustato I sapori della terra genuini per centinaia di anni!Non mi dilungo e termino questo mio modesto commento,asserendo che capisco il bisogno energetico dell’umanitá,ma allo stesso tempo penso a quanto ci costerá( non in dollari o altre valute) ma in SALUTE! Affettuosi saluti da Vienna da un siciliano che spera