Scarica Adobe Flash Player

Notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Ragusanews.com, notizie della provincia di Ragusa e di Sicilia: Ragusa, Vittoria, Modica, Comiso, Scicli, Pozzallo, Ispica

Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 292 - Visite: 8388607

12/08/2010 12:15

Notizia letta: 1551 volte

Contro i credenti

I sogni del Cardinale Bagnasco e le dure risposte di Savater

Contro i credenti

Madrid - Fernando Savater è attualmente uno dei più importanti intellettuali spagnoli. Insegna Filosofia presso l'Università Complutense di Madrid. E' senza dubbio uno degli uomini più anticonformisti e liberi del nostro tempo. L'articolo apparso a firma sua oggi, 11 agosto 2010, su El País ha provocato un vero e proprio terremoto all'interno dei fragili equilibri tra politica e fede esistenti non solo in Spagna ma in molte nazioni europee e soprattutto in Italia.

Indirettamente il filosofo vuole rispondere alle richieste pressanti e subdole presentate da una gerarchia cattolica sempre più avida ed esigente ai vari Governi degli Stati dentro i confini dei quali essa opera, profetizza e specula.

Già il cardinale Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, aveva affermato tempo fa di coltivare un sogno e cioè di considerare di nuovo l'opportunità di un impegno esplicito dei cattolici nella politica "per incarnarvi gli ideali evangelici e tradurli nella Storia".

Spesso mi sono chiesto, leggendo queste parole, se il cardinale Bagnasco fosse perfettamente lucido quando ha espresso questo suo pio desiderio o se effettivamente il sonno non lo avesse del tutto abbandonato.

Per "incarnare" gli ideali evangelici nel mondo e tradurli nella Storia è necessario che ufficialmente un cattolico debba fondare un nuovo partito e così far valere "le ragioni della sua speranza"?

In tempi tanto tristi di crisi d'identità è legittimo chiedersi a che cosa possa servire un formale impegno politico a sostegno di un credo religioso da imporre a una collettività per volontà e definizione laica.

Sono queste le vere argomentazioni che hanno stimolato Fernando Savater. Le conclusioni, alle quali è pervenuto il filosofo, si sono rivelate più sensate e molto più ancorate alla terra delle parole del cardinale. Per questo hanno scatenato il putiferio in Europa.

In buona sostanza, Savater, partendo da un'analisi storica che si rifà al secolo XVIII, si chiede chi possa essere definito "credente", visto che l'Illuminismo spesso è stato accusato di perseguitare soggetti che manifestavano l'appartenenza a uno specifico credo religioso.

In effetti, il filosofo dà un'interpretazione estensiva di questo termine. Credenti lo siamo tutti ieri e oggi, afferma. L'uomo ha sempre sentito il bisogno di credere in qualche cosa che si spingesse al di là di una semplice conoscenza nello sforzo tutto umano di organizzare razionalmente la vita quotidiana.  Per questo cita Wittgenstein: "Anche se già disponiamo di tutte le soluzioni scientifiche, non abbiamo ancora cominciato a darci le risposte che più c'interessano".

Gli Enciclopedisti, aggiunge, quando denunciavano e combattevano "i credenti", non volevano lottare contro di coloro i quali si erano spinti oltre i confini della realtà visibile, bensì contro chi, nel nome di una certezza non dimostrabile, perseguitava e opprimeva quanti volessero vivere seguendo convinzioni diverse. Il "credente pericoloso" non è, secondo il filosofo, chi rivendica la sua fede come un suo diritto personale bensì chi pretende di trasformarla in un dovere "per tutti". E' quello che Voltaire amava riassumere nel celebre aforisma: "O ti allinei o muori". In tempi recenti quest'affermazione si è evoluta, sostiene Savater. Si è traformata in "O ti allinei o muori socialmente".

Uno Stato oggi si mantiene laico perché i suoi cittadini possano scegliere tra laicismo e fede secondo un principio personale. E non solo sotto il profilo religioso o sotto l'aspetto metafisico. I moderni "credenti" si "realizzano" quando all'unanimità sono applicati alla società alti principi morali che smettono di essere tali poiché imposti per decreto. Ma l'istituzione democratica non ha come fine realizzare il paradiso in terra, osserva il filosofo. Suo compito precipuo è invece, nell'ambito di una regolamentata convivenza, permettere a chiunque di scegliere l'inferno o il paradiso seguendo la strada che più preferisce, come ebbe a scrivere ancora Voltaire. Se questo non avviene, lo stato si trasforma in uno stato teocratico anche solo per esautorare o proibire. Il filosofo sottolinea, infatti, che uno stato laico non deve essere coinvolto in polemiche religiose perché nessuna fede può essere invocata mai per giustificare una disobbedienza civile o per stigmatizzare comportamenti che l'uso profano tranquillamente accetta. La superiorità indiscutibile delle democrazie laiche sulle teocrazie, spiega, è data dal fatto che nelle prime le donne possono indossare il velo che a loro più piace mentre nelle seconde non lo possono dismettere. Per il resto sono tutte pastoie teologiche o accademiche.

"I credenti", continua il filosofo, amano sempre esercitare il loro santo zelo per la salvezza delle anime degli altri. Più vulnerabili, le donne, da sempre considerate la reincarnazione dell'Eva tentatrice, spesso diventano l'oggetto delle loro attenzioni in quanto vittime dell'uomo che storicamente le tiranneggia. Qualunque cosa facciano, è ritenuta eccessiva e sbagliata come se anche loro non fossero motivate da una ragione e da un'anima.

La schiavitù, che a parole ognuno di noi rifiuta e condanna, condiziona talmente invece la nostra vita che non esitiamo a farci schiavi per ambizione, per devozione, per amore, per sesso. Però, attenzione ai moralisti, mette in guardia il filosofo. Senza neppure ascoltare le nostre ragioni, questi tipi si sentono subito autorizzati a emanciparci a colpi di decreti.

I "credenti" nel tempo migliorano i loro dogmi, sostiene Savater. Passano disinvoltamente dal comunismo alla socialdemocrazia o al liberalismo, dall'ortodossia teologica all'evoluzionismo, dalle dipendenze giovanili a fervorose campagne a sostegno della salute pubblica e addirittura succede che ex cannibali si trasformino in vegetariani e animalisti convinti.

A una cosa sola, però, non rinunciano mai "i credenti": allo zelo persecutorio che procura loro una scarica di adrenalina politica e li fa sentire infaticabili e illuminati paladini in mezzo a oscurantisti cavernicoli. Praticano, cioè, quello che Michael Oakeshott in un celebre saggio chiamò "la politica della fede". Per questo, attraverso il Governo, impongono la perfezione sociale seguendo i principi di chi possiede già la verità. E non importerà loro un fico secco se confonderanno la politica con la religione perché nessuno, nessuno mai, potrà mettere in dubbio la loro sbandierata "laicità".

 

Che dire? Non sembra la fotografia della nostra società?

 

                                     Un Uomo Libero

     

 

Nella foto, un'Annunciazione di autore ignoto ma di squisita fattura. Fa parte del patrimonio artistico privato presente a Scicli

 

Un Uomo Libero

Più Commentati

Commenta la news

Per poter commentare i post devi essere registrato al sito di Ragusanews.com
Se sei già nostro utente esegui il Login nel form sottostante oppure registrati ora se non sei ancora registrato.
Se non ricordi più le tue credenziali di accesso clicca su recupera password.

La redazione di Ragusanews.com non è responsabile di quanto espresso nei commenti. Il lettore che decide di commentare una notizia si assume la totale responsabilità di quanto scritto. In caso di controversie Ragusanews.com comunicherà all'autorità giudiziaria che ne facesse richiesta, tutti i parametri di rete degli autori dei commenti.