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Giovedì 24 Maggio 2012 - Aggiornato 24/05/2012 01:13 - Online: 155 - Visite: 8388607

19/08/2010 18:03

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Iano Gurrieri lascia il Pd, con un telegramma

Condoglianze

Iano Gurrieri lascia il Pd, con un telegramma

Ragusa - Dopo Tonino Solarino e Tuccio Di Stallo, un altro esponente di primo piano della ex Margherita lascia il Partito democratico. È l'ormai ex componente dell'assemblea nazionale Sebastiano Gurrieri. La sua scelta, al momento, non coinvolge il resto del suo gruppo di riferimento, ma è quasi certo che non resterà solo.

Il segretario provinciale Salvatore Zago, cui lo stesso Gurrieri ha comunicato la decisione con un telegramma di tre righe, è rimasto sorpreso. «Onestamente – si è limitato a commentare – non mi aspettavo questa decisione. Non credo che sussistessero reali motivi per abbandonare il partito». Gurrieri rimprovera al segretario provinciale le "non scelte" sul piano paesistico e la gestione del rinnovo dei vertici dell'Asi. Gurrieri avrebbe preferito che il partito, in entrambe le circostanze, avesse espresso delle posizioni condivise, senza affidarsi al pensiero dei suoi pur autorevoli esponenti che lo hanno rappresentato. Su queste considerazioni, negli ultimi giorni, si è poi sviluppato un dibattito che non ha aiutato la soluzione della crisi apertasi all'interno del Pd.   Se anche il gruppo ragusano dovesse seguire Gurrieri, ci sarà da capire se la segreteria cittadina di Peppe Calabrese rimarrà ugualmente salda o se, invece, si assisterà nei prossimi giorni a ulteriori colpi di scena.   «Resta chiaro – secondo Gurrieri – che il segretario provinciale è stato quantomeno assente, affidando l'iniziativa nelle mani non già del partito ma "di alcuni suoi esponenti". In ogni caso, manifestare l'esigenza di processi decisionali partecipati, che si potevano realizzare insediando già alla fine di luglio gli organismi collegiali, tocca evidentemente dei nervi scoperti, tanto da fargli definire "scorrette e in malafede le menzogne" di un dirigente del livello della professoressa Cascone. È fin troppo evidente che ci si trova in un partito, intenzionalmente o involontariamente, berlusconizzato, che non ammette dissensi di sorta. A questo punto, preso atto che è vietato disturbare il manovratore, o i due-tre manovratori, mi trovo costretto a considerare il Partito democratico come il mio ex partito»

 

Redazione

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