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Martedì 22 Maggio 2012 - Aggiornato 22/05/2012 20:22 - Online: 368 - Visite: 8388607

22/08/2010 01:54

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I trecento finiani in Sicilia

I fedelissimi di Gianfranco

I trecento finiani in Sicilia

Palermo - C'è già un contingente di 300 amministratori locali che lavora per costituire in Sicilia i gruppi autonomi di Generazione Italia, che debutteranno a settembre.

I fedelissimi di Gianfranco Fini hanno in Sicilia la loro roccaforte. Basta guardare i numeri nelle altre regioni: in Lombardia sono 70 gli amministratori di comuni iscritti ai circoli finiani, in Campania 50, in Abruzzo 60.

E da un punto all'altro dell'Isola, anche se la campagna di reclutamento scatterà solo a settembre, dopo la festa nazionale del Tricolore, vengono già ufficializzate nuove adesioni da parte di ex senatorie deputati, incoraggiate dalla rottura tra Berlusconi e Fini. Si sono arruolati da poco nell'esercito finiano l'ex deputato nazionale di Forza Italia di Gela Giacomo Ventura, l'ex senatore Fabio Fatuzzo, il presidente della provincia di Enna, Pippo Monaco.

Ma il vero record è quello dei circoli, poco più di 60 già nati - di cui 10 solo a Palermo - contro i 320 italiani e i 50 creati a Roma. Ma la grande rincorsa degli ex di An, per ufficializzare l'adesione a "Futuro e Libertà", e la nascita dei gruppi, che si chiameranno ovunque "Generazione Italia", è attesa a fine estate.

«Attendiamo la festa nazionale per lanciare una massiccia campagna di tesseramento - spiega il deputato regionale palermitano Alessandro Aricò - Del resto, noi siamo stati degli antesignani, abbiamo per primi costituito gruppi autonomi del Pdl, col nome di Pdl-Sicilia, sigla alla quale ha aderito Miccichè quando ha abbandonato la sua idea di Partito del Sud».

Anche Giuseppe Scalia - coordinatore regionale di Futuro e libertà - setaccia il territorio per cercare nuove adesioni. Gli ultimi passaggi, quelli di Ventura e di Monaco, e di altri amministratori tra Gela, Enna e Caltanissetta, annunciati con tanto di conferenza stampa.

«A Palermo Aricò sta tirando le somme assieme a Nino Lo Presti. Ad Agrigento hanno già aderito moltissimi amministratori, come i sindaci di Siculiana e Cattolica Eraclea, di Palma di Montechiaro, di Comitini - enumera Scalia - I nostri non saranno circoli virtuali, come quelli Berlusconi. Noi incontriamo le persone una per una». Sguinzagliati nei rispettivi territori, a fondare circoli, anche il resto del drappello di deputati regionali finiani, Livio Marrocco, nel trapanese, Carmelo Incardona a Ragusa, Pippo Currenti a Messina.

«Non vedo dentro personalità di rilievo. Tranne quattro, tutti gli altri non sono dei giganti, elettoralmente parlando. A Trapani non hanno nessun amministratore o quasi - è l'analisi di un ex di An che non si è schierato con Fini, il deputato del Pdl Nicola Cristaldi - Cercano di ancorarsi alla speranza Fini per ragioni territoriali. Ma la loro proposta appare dettata solo da rancore personale». Intanto il lavoro ferve. Alessandro Aricò ha aperto la sede di Generazione Italia in via Principe di Granatelli, ha messo in piedi 30 circoli in provincia di Palermo, con almeno 500 iscritti. È nato il circolo Interforze, con gli esponenti di forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza e corpo forestale.

E il giovane Francesco Bongiorno, parente dell'avvocato Giulia Bongiorno, anche lei esponente di punta del gruppo Fini, ha costituito il circolo Integrazione, composto da extracomunitari, tutti rigorosamente con permesso di soggiorno e tasse pagate. Il primo circolo dei finiani d'Italia è nato a Palermo, spontaneamente, sei mesi fa. Il suo presidente è Alessandro Piergentili.

Un altro è guidato dal consigliere provinciale Antonio Rini, che si infervora: «La provincia di Palermo ha 82 comuni. Un terzo li abbiamo già coperti. L'obiettivo è quello di aprire almeno un circolo in ogni paese».

Una sfida che deriva anche dal fatto che la Sicilia è rimasta l'unica regione dove il Pdl, come ha osservato ieri il deputato lealista Salvino Caputo, non è riuscito mai ad eleggere le segreterie cittadine e provinciali e a dotarsi di una sede.

«Così si è c r e a t o u n o s c o l l a m e n t o profondo con i militanti, con la base Stiamo cercando di ricucire questo rapporto», aggiunge Aricò. Nessuna intenzione, per ora, di abbandonare le giunte comunali o provinciali.

«Manterremo il patto con gli elettori, sostenendo i programmi», giurano i finiani. Se si arriva al conflitto aperto, però, la prima resa dei conti avverrà alla Regione.

Ne è sicuro il primo degli ultras, Fabio Granata: «La prospettiva del governo Lombardo potrebbe essere coerente con il nuovo scenario: un governo Lombardo che nasca col sostengo di chi sarà fuori dal berlusconismo».

Redazione

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