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Venerdì 10 Febbraio 2012 - Aggiornato 10/02/2012 22:03 - Online: 170 - Visite: 8388607

28/08/2010 00:23

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Boicottiamo i supermercati Coop

Come siamo caduti in basso.

L’antiberlusconismo partigiano ha rispolverato il togliattismo più furente: l’intellettuale dev’essere al servizio del partito! E l’intellettuale che serve il partito, o al partito, deve scrivere per l’editore di partito.

In soldoni, gli scrittori di sinistra devono boicottare Mondadori, che è del premier e non è del partito, e scrivere per le case editrici della cricca. Che non è il partito. Punto. 


La chiamata alle armi, strillata come sempre dalle pagine di Repubblica, Foglio della nuova revolucion, è servita sul piatto della resistenza intellettuale. Anche perché la spallata a suon di escort e buttane è finita a tarallucci e vino.

I pifferi della rivoluzione devono essere soffiati e suonati a dovere: sabotare la casa editrice della famiglia Berlusconi, per scalzare il governante di Arcore da palazzo Chigi.

E per suonare i pifferi caldi e agitati, il ciarpame di Palazzo Grazioli e le labbra delle squillo non servono più; ci vogliono i polmoni della cultura per sprigionare l’aria della revolucion! Lo scrittore come menestrello di corte, al servizio del potere. O meglio, di una parte di potere. Di quella fazione politica estrema che odia il prossimo e il presidente del consiglio, che chiama all’adunata gli scrittori di sinistra e manda al rogo i prodotti editoriali di Mondadori. Se non è togliattismo gaudente questo, ditemi voi cos’è. A capo.


Tutto ha inizio per i bollori da senescenza impertinente del teologo Vito Mancuso, che “afflitto dalla coscienza tormentata, verga un editoriale su Repubblica per rendere noti i suoi turbamenti. Pubblicare per Mondadori lo mette a disagio causa sconti fiscali ottenuti dall’editore appellatosi a una legge approvata dal governo Berlusconi”. E chiama così alla resistenza il popolo di sinistra, invitandolo a non acquistare i libri della Mondadori, e cercando, ma ha ricevuto in risposta solo coloratissime pernacchie, di convincere gli autori di Segrate a cambiare casacca e non pubblicare per il colosso editoriale del nemico.


Dovremmo rinunciare a leggere, secondo Mancuso e certi moralisti di sinistra, Shakespeare e Goldoni, privarci delle poesie di Virginia Woolf , di Goethe e il suo viaggio in Italia, tanto per citarne alcuni, perché riprodotti da Mondadori nella collana Classici, oppure, bruciare tutti i saggi e tutte le antologie della letteratura italiana e straniera, e chi ne ha più ne metta, solo per fare un piacere a qualche rincoglionintellettuale di sinistra? 


Come se, per fare un dispetto ai giullari de’ la revolucion, e per suonare il piffero in casa propria, il popolo che non odia Berlusconi decidesse di boicottare i supermercati della Coop e di mandare al rogo i prodotti commercializzati sotto il marchio del mutuo capitale, ovvero, mettere al bando la mammella dal bollo rosso, prima poppa, da sempre, per le casse di un partito che fu comunista e che oggi si professa democratico. 
Rimpiango le spallate a colpi di buttane, veramente.  

 

                                                                                                                      Socrathe

 

 

Nella foto, Antonio Grasmci. Coniò l'espressione "intellettuale organico". 

Socrathe

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