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Giovedì 09 Febbraio 2012 - Aggiornato 08/02/2012 22:51 - Online: 130 - Visite: 8388607

02/09/2010 21:20

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Giovanni Baglioni: Ho un cognome pesante, e lo so

Papà Claudio e l'eredità: "Il nome mi ha sempre preceduto, ma non mi ha mai spalancato le porte"

Giovanni Baglioni: Ho un cognome pesante, e lo so

Catania - Il papà Claudio icona del pop melodico all'italiana, il figlio Giovanni virtuoso chitarrista acustico.

Due carriere, due personalità artistiche e un unico comune denominatore che è la musica legata al cognome famoso: Baglioni.


Giovanni, classe '82, è già apprezzato nell'ambiente musicale nazionale per il suo stile ispirato dal fingerpicking.

Le sue composizioni originali alternano sfumate e malinconiche atmosfere melodiche a esplosioni di intensa e vitale energia espresse tramite la sua abilità nella tecnica percussiva del tapping.

Una carriera costruita passo dopo passo, cercando di non oltrepassare mai quella sottile linea di confine costruita sul suo cognome "pesante". «A 14 anni mio padre mi scaraventò sul palco di una delle sue tournée - ricorda - lì ho compreso quanto sia intenso il rapporto con il pubblico. Da allora ho cambiato orizzonti musicali, oggi papà mi ascolta curioso ed è entusiasta di ciò che faccio. Però, ci vediamo di rado».


Un diploma scientifico e qualche esame a Giurisprudenza alle spalle prima di dedicarsi anima e corpo alla passione per la chitarra.

«Il nome mi ha sempre preceduto, ma non mi ha mai spalancato le porte. Ammetto, però, di non avere mai fatto gavetta nel senso di sacrificio, perché non ho mai avuto bisogno di guadagnare per vivere di musica. E' stato tutto molto graduale e spero, nel futuro, di avere la stessa tranquillità mentale ed economica per continuare a trovare nuovi stimoli professionali».

Si ispira alle composizioni di Michael Hedges e studia con ammirazione il franco-algerino Pierre Bensusan, entrambi virtuosi della chitarra, entrambi semisconosciuti ai più.

Facile pensare che guardi con un po' di snobismo le scelte che ispirano papà Claudio e invece: «Prevale il campanilismo familiare, gli riconosco grande comunicatività nei testi e molta qualità musicale in gran parte dei suoi brani».

Redazione

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